Mesi fa scrissi un articolo intitolato "Italiano addio? - riflessioni sul linguaggio della Rete" per riflettere su come il linguaggio sia influenzato dalla rivoluzione
tecnologica, che vede il suo apice nella diffusione della Rete.
Sempre in quell'articolo riportavo la proposta del Marcello Luchetti,
docente di didattica all'Università di Roma, che consentiva di
velocizzare la scrittura con un risparmio del 4% di caratteri.
In quell'occasione, invitai i lettori ad inviarmi le loro opinioni
in merito. Ricevetti brevi commenti pro e contro le proposte di
Lucchetti, tuttavia si trattava di giudizi molto sintetici, spesso
senza argomentazioni a loro sostegno, insomma troppo brevi per
pubblicarli. Qualche giorno fa, dopo molto tempo , ho invece ricevuto
questa e-mail con delle interessanti considerazioni: Caro Alessandro Palmisano,
Sono un utente che scrive dalla Svizzera, nel canton AG (Argovia),
ovvero chiamato spesso il paese delle carote, sì perché qui per
ogni cantone ce n'è una. Più generalmente si conosce la Svizzera
interna come "Zucchini". Vivo qua da agosto di quest'anno e parlo
spesso solo tedesco e inglese, comunque non credo (o almeno spero)
che effettivamente cambi nel modo proposto dal professore universitario,
perché scrivere in quel modo lo fa solo uno stenografo (o almeno
spero) e secondo me è necessario solo in casi di dettatura veloce
ecc .
Comunque ci resterei male a vedere scritto su un giornale o peggio
ancora un libro con delle abbreviazioni del genere, e personalmente
in questo caso sto dalla parte di G. Bocca!
È comunque vero che il 90 % di chi parla italiano usa il termine
"download" o "downloadare", e personalmente l' ho usato svariate
volte. Credo però che sia usato spesso perché questa azione viene
spesso definita in inglese piuttosto che in italiano: quante volte
vediamo scritto Downloading . Ecc.? Perciò, a causa della dominanza
inglese il nostro cervello emana un'output affrettato (psicologicamente
parlando) che ci fa dire "dowloadare" invece di scaricare.
Quindi ha ragione G. Bocca quando afferma che spesso è usato un
linguaggio Inglese Italianizzato a sproposito
Spero solo che per il futuro della lingua italiana, che ritengo
sia una lingua stupenda, inventino delle parole proprie come fanno
gli inglesi/americani per l'inglese.
In conclusione tutte le nostri meravigliose menti vengono condizionate
da tutto ciò che è di "tanto" e di vocaboli italiani ce ne sono
più di quanto un cervello ne possa immagazzinare, ma sta ad ognuno
di noi ad usare le parole più dirette e appropriate possibili
per comunicare ciò che si desidera esprimere. In quanto alla forma
sarebbe un peccato sciupare anni di opere e di duro lavoro, anche
se ognuno di noi potrà sempre sforzarsi di dare il meglio nella
comunicazione e ciò è la capacità di sintesi . Con pochi giri
di parole possibili centrare il tabellone .
Comunque sono d'accordo con A. Palmisano che la lingua italiano
a poco a poco si trasforma, e secondo me lo è già successo, anche
se livello professionale/commerciale, si usa sempre o quasi una
forma cordiale e molto formale già "prefabbricata" dalle scuole
di commercio.
Giuste considerazioni. Cosa aggiungere? Aggiungerei soltanto che
la lingua è qualcosa di indomabile, alla quale nessuno può imporre
nulla. Essa si è trasformata, si trasforma e continuerà a farlo
per volontà non di uno, ma della collettività. La volontà di modellare
la lingua in base alle nostre esigenze c'è sempre quando c'è comodità.
Vediamone un esempio concreto: i messaggi dei cellulari li chiamiamo
"SMS" nello scritto, ma nel parlato si usa molto di più dire "ti
spedisco un messaggio" piuttosto che "ti mando un esse-emme-esse".
Effettivamente si impiega un bel po' di tempo per pronunciare
tre consonanti. Invece nello scritto usiamo molto più "SMS", visto
che troviamo il vantaggio di scrivere tre caratteri piuttosto
che una parola di 9 lettere. Chissà quante volte avrete usato
questo criterio senza neanche accorgervene... In fondo è questo
il ciclo: si comincia ad usare un acronimo oppure un termine misto
italiano-inglese (tipo "downlodare") al posto del corrispondente
italiano, perché risulta più comodo e veloce da pronunciare. In
seguito il nuovo termine "va di moda" e cominciano ad usarlo tutti.
Trascorso un certo periodo di tempo, il nuovo vocabolo si afferma
e si decide di inserirlo nello Zingarelli. A guardare la questione
da questo punto di vista, non è il dizionario a dettarci le regole
della lingua, ma siamo noi a farlo.
Dato che abbiamo riaperto il dibattito, invito nuovamente chi
ne avesse voglia ad esprimere la propria opinione. Potete farlo
o scrivendomi oppure utilizzando il forum.