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Inventario di fine anno

Impariamo dagli errori del 2001

Nell’antica Roma, i sacerdoti scrutavano le viscere degli animali sacrificati per trarre indicazioni su cosa riservava il futuro. Anche noi possiamo fare qualcosa del genere (cioè osservare tra i flop del 2001), per imparare, almeno, a usare il distacco e l’ironia contro l’inutile frenesia di questi tempi.

Castelli di carta

Poco più di un anno fa sbarcava sul Web italico l’offerta della flat rate. La possibilità di navigare senza l’assillo degli scatti telefonici pareva l’uovo di Colombo per imporre anche nel BelPaese Internet. Nel giro di pochi mesi provider come Aruba, Galactica, Edisons e LiberoSogno di Infostrada hanno chiuso i battenti. In un momento di (relativa) espansione del Web. Vero é che la flat rate, riveduta e corretta, troverà la formula giusta per imporsi in quelle zone del Paese che mai potranno contare sulla banda larga. Ma é impressionante come in poco tempo queste realtà si siano sgretolate. Impreparazione degli imprenditori? Debolezza di un mercato delle telecomunicazioni che vede la Telecom sempre in posizione di “vantaggio”? Intanto, si sono moltiplicate le offerte flat rate truffa: cioè imprese che dopo aver abbagliato i navigatori con prezzi stracciati, hanno rastrellato soldi e sono scomparse nel nulla.

Solidi inconsistenti

A luglio il Cubo della Apple esce di produzione. Nonostante la forma innovativa, la meraviglia della miniaturizzazione spinta all’eccesso, questa macchina lascia la ribalta senza suscitare molti rimpianti. Un pensiero però dobbiamo rivolgerlo a quanti hanno acquistato un computer a più di quattro milioni e mezzo di lire, e nel giro di pochi mesi se lo sono visti deprezzare drasticamente. Col sospetto (fondato), di non avere sulla scrivania uno strumento di lavoro, ma un pezzo da museo. Quindi, senza mercato (dell’usato).

Chi va e chi resta

Excite America ha chiuso. Amazon perde milioni di dollari. Yahoo ristruttura. Il capo della Tiscali dichiara che probabilmente, l’era del tutto gratis sul web é finita; eppure sino a poco tempo fa affermava il contrario. Chi ha detto che l’amnesia é una malattia?

L’anello debole

In questi esempi (presi alla rinfusa, lo confesso, ma c’era solo l’imbarazzo della scelta), si può notare un elemento comune, che come un filo rosso li lega tutti quanti: siamo noi, gli utenti. Alla fine di questa strana catena, chi si ritrova a passare alla cassa per pagare conti altrui, siamo noi. Senza che nessuno in fondo, si degni di chiedere scusa, di fornire spiegazioni, o giustificazioni. Le responsabilità sono sempre di qualcun altro, distante e irraggiungibile: l’aggressività della concorrenza, l’errata risposta del mercato, la recessione. A noi, restano i cocci rotti in mano. Anche nel 2002 ci saranno senz’altro novità clamorose, prodotti dalle prestazioni incredibili. Cerchiamo di non farci trascinare da questa smania senza scopo. Così facendo non saremo all’ultima moda, magari; ma ci eviteremo cocenti delusioni. Buon 2002.



Data di pubblicazione: 30-12-2001
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