Percorso: ilMac.net > Macopinioni > Articoli > La parola agli sviluppatori


La parola agli sviluppatori

Apimac Software


Il passaggio alla piattaforma Intel è stato una sorpresa per tutti. Benché fossero evidenti le difficoltà di IBM, nessuno si attendeva un simile annuncio, con tutte le ripercussioni che avrà nel futuro prossimo. Come sempre, ilMac.net vuole capire e spiegare ai nostri utenti cosa implichi un tale passaggio. E come tale passaggio venga vissuto da chi produce software. Perciò abbiamo deciso di rivolgerci a Ivan Gobbo di Apimac Software , e porre alcune domande a chi si troverà in prima linea nel passaggio alla nuova piattaforma.
Apimac è una piccola software house che dal 1996 produce programmi shareware di ottima qualità (ad esempio: Secret Folder, Clean Text e il recente Note Pad), che riscuotono sempre attenzione e successo. Anche noi abbiamo avuto modo di testare Picture Address Book , nel recente passato.
L'utente potrebbe pensare che preoccuparsi di come una software house affronterà la sfida del passaggio ai chip di Santa Clara, sia un argomento di secondo piano. Maxon, Adobe e Microsoft hanno già garantito il loro supporto a Apple, e altri colossi seguiranno nei prossimi mesi. Ma le piccole o medie società che producono software non sono affatto da disprezzare. Per prima cosa, occorre ricordare che parliamo di realtà produttive (anche se di minore entità rispetto ai giganti del settore). In secondo luogo, avere il polso di come esse agiranno e reagiranno, aiuterà a comprendere quali saranno le ripercussioni (se ve ne saranno), per gli utenti finali. E' vitale per Apple avere Photoshop con sé; ma non sono meno importanti le decine, centinaia di programmi shareware che rappresentano anch'essi lo stato di salute di una piattaforma.

Domanda Partiamo subito con la domanda più ovvia: cosa pensi di Intel e dei suoi processori?

Intel è il principale produttore di microprocessori mondiale, è una azienda attivamente impegnata e significativamente presente in svariate aree quali quelle dei componenti per computer desktop, notebook, server e workstation, è presente nel settore della connettività di rete, del networking, delle comunicazioni, del wireless, ed in tutte queste aree la sua presenza non è marginale ma abbiamo a che vedere con un attore con ruolo da protagonista del mondo del computing. L'accordo storico tra Apple ed Intel è significativo non tanto in quanto Apple utilizzerà dei processori prodotti da Intel a seguito di una progettazione congiunta (come avvenne con i processori PowerPC frutto della collaborazione tra la casa di Cupertino, Motorola ed IBM), ma quanto perché Apple utilizzerà i processori x86 compatibili per la sua linea di computer. Gli stessi che la maggior parte di personal computer presenti sul mercato utilizzano oggi. Apple è in un momento molto favorevole, è presente sul mercato con delle macchine relativamente economiche, affidabili e performanti, nel terzo trimestre fiscale del 2005 ha realizzato un utile netto superiore ai 300 milioni di dollari e venduto più di 1.180.000 computer collocandosi al quarto posto nella classifica mondiale di produttori di computer e si aspetta dei numeri simili, se non migliori, nel quarto trimestre fiscale. Apple è quindi indubitabilmente presente sul mercato con un prodotto molto competitivo, questo cambio di architettura è dovuto proprio alla necessità di mantenere tale competitività. Intel ha una chiara roadmap di sviluppo della sua linea di processori, si sta apprestando a lanciare nuove tecnologie per i propri chip che probabilmente porteranno dei vantaggi rilevanti in termini di performance e quindi risponde bene alle esigenze di Apple.

Domanda Con questo accordo storico, che cosa cambierà per l'utente finale?

Questo accordo non porterà grandi cambiamenti per l'utente finale che storicamente non è molto interessato ai particolari tecnici e costruttivi del proprio Macintosh. Piuttosto servirà a garantire ad Apple la possibilità di offrire una continuità nei vantaggi che un utente Mac ha nei confronti di un utente Windows. Quello che realmente conta per un utente Mac è l'esperienza d'uso. I fututi Mac saranno del tutto simili a quelli attuali e la transizione ad una nuova architettura non causerà alcun problema all'utente finale. D'altro canto Mac OS X gira già ora senza alcun problema significativo sulla nuova architettura e non vi è ragione di pensare che Apple non gestirà questa transizione in modo trasparente come ha già dimostrato di essere in grado di fare in passato con il passaggio dai processori 68K ai processori PowerPC ed in seguito il passaggio epocale da Mac OS 9 a Mac OS X.

Domanda Molti prefigurano la fine di Apple, perché temono cloni, poi il crollo delle vendite delle macchine, e altro ancora. Ma ci sono davvero dei rischi? In caso affermativo, sono quelli elencati, o magari ve ne sono altri, sottovalutati?

Non credo che il passaggio ad architettura x86 porterà dei rischi per la piattaforma Macintosh, l'annuncio che è stato fatto alla Worldwide Developer Conference di San Francisco pur avendo avuto una rilevanza incredibile da parte dei media non ha minimamente scalfito l'immagine di Apple, tanto è vero che nel trimestre successivo la società di Cupertino è quella che ha avuto, tra i produttori, il maggior tasso di crescita. E' bene ricordare che Mac OS X non potrà essere installato su qualsiasi hardware x86 ma solamente su quelli prodotti da Apple. Certo ci saranno dei tentativi non autorizzati di portare Mac OS X su PC con architettura x86 non-Apple, ma rimarranno sempre nell'ambito della, chiamiamola, "sperimentazione marginale". Insomma il vincolo che lega i computer prodotti dalla casa di Cupertino al suo sistema operativo continuerà ad essere indissolubile. Per questo non vedo alcun rischio da questo punto di vista. Piuttosto qualche elemento di timore potrebbe essere dato dalla relativa facilità con la quale sarà o meno possibile fare girare applicazioni Windows su queste macchine. Un utente potrebbe essere incentivato ad utilizzare una applicazione Windows piuttosto che la corrispettiva versione Mac OS X nel caso la prima sia disponibile ad un prezzo più vantaggioso. Questo potrebbe causare qualche problema, per esempio nel settore dell'entrateinment, se non si avrà un rapido riallineamento dei prezzi.

Domanda Il passaggio a Intel implica tra le altre cose, l'addio definitivo a Classic; voi offrite ancora applicazioni in grado di girare sul vecchio System. Da questo punto di vista immagino che sia una buona notizia...

Sì, continuiamo ad offrire il pieno supporto tecnico agli utilizzatori di Classic e il bug fixing delle applicazioni. Alcune di esse le abbiamo già rese, o le stiamo rendendo freeware, ma non abbiamo più alcun progetto di incremento di funzionalità per applicazioni Mac OS 9. Tutti i nuovi progetti sono orientati su Mac OS X per PowerPC e per Intel e c'è da scommettere che piano piano gli ultimi utenti Mac Classic migreranno a Mac OS X, ma nel frattempo continueremo a supportare quelli che vorranno utilizzare le versioni correnti delle nostre applicazioni in Classic lasciandoli liberi di decidere quando per loro sarà il momento giusto per passare al nuovo sistema operativo.

Domanda Veniamo un po' all'aspetto che più interessa una software house come Apimac. Apple afferma che ricompilare le applicazioni per i chip Intel sarà semplice. Ma sarà davvero così?

Sì, sarà così per tutti gli sviluppatori che hanno seguito tutte le indicazioni che negli anni Apple gli ha fornito. Alla Apimac seguiamo delle precise linee guida che ci permettono di raggiungere elevati standard di qualità nella realizzazione delle nostre applicazioni e tra queste ci sono anche le indicazioni che Apple mette a disposizione degli sviluppatori, a questo va aggiunto che alla Apimac abbiamo sempre privilegiato la scelta di strumenti di sviluppo cross-platform. Questo significa che potremmo fornire in tempi brevissimi ai nostri utenti la compatibilità a Mac OS X per Intel. La gran parte delle nostre applicazioni richiederebbe una semplice ricompilazione, naturalmente sarà nostra premura includere nelle nuove versioni tutte le funzionalità che permettano all'utente di avantaggiarsi delle nuove possibilità offerte dal sistema operativo che equipaggerà i Macintel.

Domanda E poi c'è Rosetta, che permetterà alle applicazioni PowerPc di girare sui processori Intel. Immagino che per voi sia un valido aiuto. Sai qualcosa sulle prestazioni effettive che garantisce?

L'Apple Developer Transition Kit include un Pentium 4 660 a 3.6 GHz ma è scontato che questo processore non verrà utilizzato in nessun Mac venduto all'utente finale. Per prevedere quale processore verrà effettivamente utilizzato nella produzione di serie è meglio guardare alla roadmap della Intel. Quindi al momento possiamo semplicemente fare delle speculazioni basate su quanto abbiamo a disposizione ma il risultato finale potrebbe essere significativamente diverso. Rosetta è la tecnologia di emulazione di Apple per le applicazioni PowerPC sui Mac basati su architettura Intel, in sostanza è un emulatore di un processore G3 e non supporta Altivec, i primi benchmarks sembrano comunque promettere molto bene, le applicazioni sono utilizzabili senza particolari rallentamenti e l'esperienza utente è sufficientemente soddisfacente, c'è da scommettere che inizialmente l'utente finale farà fatica a distinguere applicazioni Universal Binary (le quali sono specificatamente ottimizzate per ottenere le massime performance in entrambe le due architetture) da quelle PowerPC.

Domanda Alcuni dei programmi che offrite sono già disponibili per la piattaforma Windows. Questo significa che il vostro lavoro sarà più semplice?

Ci sono alcune delle nostre applicazioni che abbiamo portato (e stiamo portando) su piattaforma Windows sulla base di una pressante richiesta da parte degli utenti stessi. Di queste fa parte anche Clean Text, una applicazione diffusissima tra webmaster e operatori del desktop publishing che non esiterei a definire lo stato dell'arte dell'elaborazione automatica dei testi su computer. Lo strumento che utilizziamo per svilupparla è REALbasic, un ambiente di sviluppo che include un compilatore per processori Intel già dal 1999, cioè a prima ancora che Mac OS X fosse stato rilasciato, quindi sufficientemente maturo e robusto. Questa scelta indubbiamente ci avantaggerà notevolmente nella nostra creazione di universal binary per la transizione a processori Intel.

Domanda Puoi dirci cosa state già facendo? Avete fissato anche voi una tabella di marcia per essere puntuali all'appuntamento del 2006?

Noi abbiamo inserito la compatibilità con Mac OS X su Intel all'interno della naturale roadmap di sviluppo delle nostre applicazioni. Alla Apimac il rilascio di nuove versioni Macintel-compatibili è visto come un aggiornamento ad una nuova tecnologia disponibile per gli utenti Apple e ogni nuovo progetto al quale lavoriamo viene valutato in prospettiva delle due diverse architetture alle quali dovrà adattarsi. Saremo puntuali all'appuntamento con le nostre applicazioni.

Domanda Ci siamo lasciati alle spalle la transizione da Mac OS 9 a X (e anche allora i timori e le critiche non mancarono). Questa che sta per iniziare (o meglio, è già iniziata), sarà più semplice o più complessa?

Questa è un'ottima domanda, a mio modo di vedere la transizione alla quale gli utenti Mac si apprestano a partecipare è meno complessa di quella che li portò da Mac OS 9 a Mac OS X. In quel caso è stata necessaria una partecipazione attiva da parte dell'utente che non solo ha dovuto procurarsi tutte le nuove versioni di applicazioni alle quali era abituato, ma ha dovuto adattarsi anche a diversi nuovi aspetti dell'interfaccia utente che per certi versi rivoluzionava le modalità di interazione di quella precedente. Questa volta la transizione impegnerà principalmente Apple e gli sviluppatori ed avverà in modo quasi traspearente per gli utenti che dovranno semplicemente aggiornare le nuove versioni delle applicazioni per trarne i vantaggi.

Domanda In conclusione: per una software house come Apimac, questa transizione cosa significa? Vi saranno migliori e maggiori opportunità per chi sviluppa, o tutto resterà praticamente uguale?

Il passaggio ad architettura Intel da parte di Apple porterà ad un incremento notevole della base di installato grazie a diversi fattori, non per ultimo la possibilità per l'utente di fare confronti diretti tra le prestazioni dei computer basati su Microsoft Windows rispetto a quelli basati su Apple Mac OS X. Finalmente Apple potrà mostrare i vantaggi reali del suo sistema operativo avanzato senza essere guardata con sospetto da utenti che arrivando da un mondo Intel-centrico vedono con un certo timore computer basati su processori differenti. Io credo che per gli sviluppatori Mac questa sarà una irripetibile occasione per consolidare ed espandere la propria presenza nel mercato.

Data di pubblicazione: 09-09-2005

L'intero contenuto di questo sito è © dal 1998 del Team di ilMac.net, è vietata ogni riproduzione senza il consenso scritto da parte degli autori.