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Intervista a Max Rotunno

Creatore di Italiaware

Dopo lo scambio di diverse e-mail con Max Rotunno, creatore e gestore del sito Italiaware.net, mi sono accordato con lui per una breve intervista, per capire come sia nato, come si evolva e cosa ci sia sotto un progetto come il suo. Passiamo subito alle domande:

• Caro Max, mi permetto di darti del tu, siccome non so se tutti i nostri lettori conoscono te ed il tuo sito, potresti brevemente dirci qualche cosa di te e spiegare cos'è Italiaware?

Italiaware è un progetto con una mission ben precisa: localizzare software di qualità per MacOS in italiano.
La localizzazione è un processo molto complesso, che non è mera traduzione, ma molto più.
Consta di molti passi, procedure, controlli e lavoro, e credo che il concetto di localizzazione, nel suo insieme, possa essere ricondotto a queste parole: la localizzazione non è soltanto tradurre una serie di parole da una lingua ad un'altra, ma è un termine che riassume un complesso ciclo di lavoro di sviluppo, lungo e costoso, che si traduce nel prodotto finale, perfettamente funzionante come l'originale, ma in un linguaggio differente.
Sono necessarie numerose conoscenze tecniche, anche disparate fra loro, e non c'è spazio per gli improvvisatori, e ce ne sono anche in questo campo, anche se, fortunatamente, sono pochi.

• Cosa ti ha spinto a gettarti in un'impresa come quella della localizzazione in italiano di software per lo più scritti con un'interfaccia utente anglo-americana?

Il Mac ha sempre lamentato questa lacuna. Mancanza di software in italiano, ed a volte anche mancanza di software in assoluto in alcuni settori, anche se questo è un punto che fortunatamente sta scomparendo con il passare del tempo.Una autentica passione che ho trasformato in lavoro, e non senza difficoltà.

• Potresti spiegare grosso modo in cosa consiste una localizzazione di un software?

Come già illustrato, la localizzazione prevede diversi passi e nozioni: dalla traduzione, alla qualità, testing, ed ovviamente alla programmazione, ma senza dimenticare una quanto più possibile vasta conoscenza dell'hardware e del software a basso livello.

• E' noto che gli utenti italiani siano un po' restii a pagare il software specie se si tratta di shareware, tu da localizzatore cosa ci puoi dire in proposito?

Che è un dato vero, anzi, verissimo.
Purtroppo l'utenza italiana ha lamentato e lamenta tuttoggi la mancanza di software; spesso però, i numerosi sforzi umani ed investimenti economici da parte delle software house per la localizzazione dei propri prodotti non vengono "premiati" con l'acquisto del prodotto da parte dell'utenza, malgrado si reclamino software in italiano a gran voce.
Credo che fra tutti i casi, possa citare senza dubbio il più emblematico: il caso Microsoft.
La casa di Redmond ha deciso di non localizzare più Office per Mac in italiano. Se a questo uniamo i dati della pirateria in Italia, da fonti autoritarie come IDC o BSA, è facile alla fine fare i conti, ed il risultato diventa chiaro a tutti come le motivazioni che hanno portato Microsot a questa scelta.
L'utenza italiana compra poco software; in Europa siamo al terzo posto, dopo Spagna e Portogallo, negli indici di pirateria; se a questo aggiungiamo anche il fatto che il mercato Mac non è grande come quello PC, presto si capisce che MS ha risparmiato almeno un milione di Euro in localizzazione per un mercato che ha le potenzialità di acquisto ma non le esprime.
Per rimanere in tema di esempi, pensate ai tanti produttori shareware italiani, alcuni di fama realmente mondiale.
Questi spesso sviluppano software unicamente in inglese, rivolgendosi ad un mercato più ampio di quello italiano, perché quest'ultimo non rende dal punto di vista economico, e sovente un programmatore shareware desidera essere in proprio e darsi lavoro e di cui vivere dalla propria attività.
Se gli utenti non comprano e non compreranno, i programmatori italiani saranno sempre più spinti a cercare mercati migliori per i propri software, diversi da quello italiano, abbandonando o mai cominciando lo sviluppo di software in italiano per Mac.
Lo stesso discorso è valido per la localizzazione: bisogna comprare i software localizzati, altrimenti le software house smetteranno di investire in questo campo, e vi saranno sempre più abbandoni, con sempre meno software in italiano disponibili per MacOS.

• Immagino che con la tua attività di localizzatore, se così si può definire, tu sia a contatto con gli sviluppatori del software che un po' tutti noi utilizziamo, potresti parlarci un po' di questi "oscuri" personaggi che si muovono dietro le quinte del mondo Mac?

Si, la mia professione è quella di localizzatore ed esperto di qualità del software e designer di interfacce grafiche. Lo faccio dal 1995 con Italiaware, ma ho cominciato prima, malgrado la mia giovane età.
A volte, questi personaggi sono molto curiosi, a volte affascinanti, a volte assoluti MacGeek…pazzi di Mac, ma quelo che li accomuna è una passione per il Macintosh e la sua filosofia.
Ne conosco tantissimi, in giro per il mondo, anche di software house di cui non localizzo i software; Uno di questi personaggi, di cui ovviamente non farò il nome, è ossessionato dalla privacy; un altro lavora tra due nazioni europee, ed è sempre in viaggio; un altro è un autentico stacanovista del lavoro, un altro ancora è gentilissimo e simpaticissimo,
un altro ancora molto rigido, severo e studioso.
Ne ho incontrati altri in passato, con cui adesso non ho rapporti commerciali, che mi parlavano della localizzazione in Italia come "…un lido al quale erano già approdati con risultati deludenti, sia in termini di qualità che di vendita, tanto da abbandonare l'idea per sempre.".
Ovviamente non rivelerò il nome della software house, ma è attiva tutt'oggi con prodotti specializzati per Internet.

• Sei mai stato contattato da qualche software house per essere coinvolto in loro progetti di qualche genere?

Si, sono stato coinvolto da numerose software house in varie funzioni, prima fra tutte la localizzazione, come anche Qualità e testing. Ho anche lavorato alla localizzazione di MacOS.

• Tu stesso sei uno sviluppatore?

Ero più assiduo in passato; la localizzazione mi avvince a tal punto che programmo molto meno. Come dicevo prima, tento di lavorare come localizzatore con Italiaware, ma è molto difficile.

• Da quanto tempo sei utente Mac? E cosa ne pensi del cambiamento che la nostra piattaforma ha fatto in questi ultimi anni?

Sono utente Apple sin dagli esordi con i primi Apple. Poi ho avuto, e posseggo ancora, un Mac 512K, e avuto numerosi altri Mac, come il SE, SE30, CI, CX…insomma, Mac di altri tempi, ma che sono i genitori di quelli attuali.
Ritengo che la piattaforma Mac goda di numerosi vantaggi rispetto a quella Windows ancora oggi, malgrado i progressi notevoli e tangibili fatti dalla piattaforma Wintel.
L'avvento di Jobs è stato un toccasana per certi versi; alla Apple sono legate l'immagini di piattaforma d'evoluzione e rivoluzione, e c'è bisogno di gente capace di innovare per creare oggi i computer del domani.
Questo è quello che Apple faceva, e che continuerà a fare.
Purtroppo è altresì vero che Apple, a volte, si accorge tardi di innovazioni tecnologiche che il Mac dovrebbe abbracciare prima o in concomitanza del mondo Wintel.
Innovare significa anche portare sul mercato tecnologie innovative di terzi, prima di terzi concorrenti.
Ad esempio, solo oggi gli iMac hanno onboard schede grafiche a 32MB, mentre i PC godono di queste potenzialità da tempo, e già usano le 64MB. I portatili PC spesso offrono schede grafiche con memoria condivisa dalla RAM ed una dotazione di RAM da 128MB in su, mentre in passato Apple offriva schede da 8MB non espandibile e portatili a partire da 64MB di RAM.
Secondo me, questo gap tecnologico, così come altri ancora, ha spesso portato su piattaforma Wintel neoutenti che avrebbero voluto affacciarsi al mondo Mac, ma non ne hanno trovato le caratteristiche che richiedevano, o che giustamente si aspettavano da Apple.

• Un tuo breve commento su MacOS X

OSX è un salto nel futuro, e per certi versi, ancora una incognita. E' una finestra sul futuro, il sistema del futuro non solo perché Jobs ha fatto il funerale a OS9 al recente WWDC2002.
La stabilità di Unix può non essere in discussione, ma personalmente ritengo OS X un sistema giovane, e che ha troppe pecche e lacune per poter essere adottato oggi come piattaforma unica di riferimento e di lavoro da tutti i professionisti che lavorano e producono con OS9.
Sarà anche che ad OS9 mancano alcune caratteristiche proprie dei sistemi per il futuro, come la memoria protetta ed il multitasking preempitivo, ma è anche vero che OS9, nella sua "obsolescenza" ha servito, serve, e continuerà a servire con efficienza l'utenza professionale per molti anni ancora. La mia stima è che OS9 vivrà ancora per almeno 8 anni nel mercato professionale, e verrà utilizzato come soluzione verticale in molti settori, prima di un definitivo passaggio a OSX.
Ad OSX mancano almeno un paio di anni per "la maggiore età", per poter essere considerato "maturo" per l'utilizzo da chi lavora realmente e seriamente con Mac.
L'ambiente Classic non basta, e spesso OSX manca nel supporto di numerosi hardware. Insomma, molto va ancora corretto, ma le basi ci sono.
Francamente non condivido la scelta progettuale del cambio di interfaccia e di altre cose in OSX. Deve essere fatta ancora molta strada in tal senso, per fare un OSX a "portata" di utente.
La vera innovazione sta nel portare la tecnologia al servizio dei più, permettendola di utilizzare la stessa nel modo più semplice possibile.
Altrimenti, la tecnologia non serve a nulla e non è di utilità per nessuno.
OS9 ha fatto scuola in tal senso, ed ha "insegnato" anche a Microsoft come realizzare un sistema operativo amichevole per gli utenti.
In altri termini, OS9 ha tracciato la strada su come utilizzare un computer senza essere un tecnico analista programmatore. Unix sarà anche potente, ma l'utente Mac aveva oggi forse bisogno di un sistema ancora più stabile del precedente, senza dover potere utilizzare il terminale per trarre il meglio dal proprio sistema operativo e dunque, dal proprio computer.
In altri tempi, Apple pubblicizzava la propria interfaccia come "command line-less", ovvero senza interfaccia a caratteri, e reclamizzando gli studi di produttività fatti tra utenti DOS e utenti Mac, sottolineando come gli utenti Mac fossero più produttivi di utenti DOs e Win del 30% circa.
OSX per essere un sistema davvero vincente, dovrà avvicinarsi sempre più alla semplicità di 0S9, con la stabilità e potenza di UNIX, mantenendo gli standard qualitativi di Apple, che sono tra i migliori al mondo sia nell'hardware che nel software.Scusa, il commento non è molto breve… ;-)

• C'è qualche cosa che vorresti dire a tutta la comunità Mac italiana?

Ai, di comprare il software, magari di provarlo prima se possibile, e di convincervi all'acquisto.
Solo così si potrà permettere la crescita e lo sviluppo futuro di aggiornamenti e nuovi software in italiano.

•Progetti per il futuro?

Tanti, alcuni molto importanti, ma per scaramanzia tengo tutto segreto. Ci sono cose importanti in pentola. Fra le ultime collaborazioni, vanto un ottimo rapporto con Active Software, per la localizzazione di alcuni prodotti.

Ti ringrazio per la tua disponibilità e ti faccio i miei migliori auguri per il futuro di Italiaware.

Grazie a te! Ciao!



Data di pubblicazione: 25-05-2002
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