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Intervista a Bill Gates

In esclusiva per ilMac.net

Dopo più di tre mesi di trattative a colpi di fax, telefonate ed e-mail, sono finalmente riuscito ad avere la possibilità di porgere poche domande all’uomo più importante d’America, un nome che gli utenti Mac non amano molto. Quando lo incontro, e glielo dico, sorride divertito, e mi spiega quanto sia importante la Casa della Mela per la Microsoft. “Per noi,” mi conferma, “sviluppare software per la Apple Computer è strategico. Ci permette di avere a che fare con degli utenti molto esigenti, e questo oltre a indurci a studiare soluzioni su misura per loro, ci aiuta a crescere e a migliorarci continuamente”.
Ho incontrato Bill Gates. Una mini intervista di non più di quindici minuti, molto informale, che riporto qui di seguito. Prima di continuare, due parole sull’uomo: vestito di nero, sorridente, un po’ ingrassato, ha un’aria giovanile e persino timida. Non ha, è vero, il carisma di Steve Jobs: ma è un tipo che ascolta con attenzione, e si vede che ama molto mettere a proprio agio l’ascoltatore, e cercare di rendersi quanto più possibile amichevole. Non si è tirato indietro nemmeno di fronte alle domande più scomode. Né ha voluto conoscerle in anticipo, nonostante avessi avvertito i suoi collaboratori di cosa volessi chiedere. Quindi, giudicate voi.


Domanda: Mister Gates, molti utenti della Apple hanno un rapporto di odio/amore con la Microsoft. Senza alcune delle vostre applicazioni, la casa di Cupertino avrebbe chiuso. Ma molti dichiarano che parecchio lavoro della Apple è finito senza troppe cerimonie sulla vostra piattaforma. Vi accusano di aver copiato, insomma.
Risposta: Noi guardiamo con enorme rispetto e attenzione al lavoro della Apple. La storia dell’informatica non sarebbe quello che è senza il lavoro di Steve, e dello straordinario staff che agli inizi ha lavorato con lui. Ma credo che la cosa essenziale d’ora in avanti sia quello di lavorare sodo per rendere l’esperienza del computer, e della Rete, sempre più semplice e amichevole. Quanto alle accuse, beh: i fratelli Wright hanno inventato l’aereo, ma poi in tanti hanno lavorato su quell’idea per renderla sempre migliore. La Boeing, per esempio: non è plagio, questo.

Domanda: Vorrei chiederle qualcosa sull’impegno della Microsoft nel campo della sicurezza dei propri software. La sua circolare interna di qualche mese fa è stata commentata, anche criticata, da un po’ tutti.
Risposta: Sono felice che mi faccia questa domanda. La Microsoft ha sempre investito milioni di dollari nella sicurezza. Non è vero, come qualcuno ha detto, che solo ora abbiamo deciso di occuparcene. Fornire programmi stabili ed efficienti, oltreché sicuri, è sempre stata la nostra missione. Un’azienda, per quanto grande sia, non resisterebbe su un mercato globalizzato come quello odierno giocando con la fiducia dei suoi clienti.

Domanda: Secondo alcuni però, la fretta di conquistare fette sempre più ampie di mercato, vi ha indotto, spesso, a lanciare programmi che avrebbero dovuto essere testati con più cura. Ecco la ragione delle continue patch rilasciate. Della fragilità di troppi programmi.
Risposta: Capisco questa critica, ma sinceramente non l’accetto. Ogni programma viene seguito, testato con tutta la cura che necessita. Le posso dire che il nostro software è da sempre, il più stabile in circolazione. Tutti i problemi di cui certa stampa si occupa, non nascono dal software Microsoft, ma dalla pirateria, che immette sul mercato programmi non testati a sufficienza. Questi programmi, ripeto, non testati, spesso rubati dai nostri laboratori, o distribuiti illegalmente da alcuni dei nostri beta tester, funzionano male, vengono spacciati come originali, e la colpa alla fine viene fatta ricadere sulla Microsoft. E’ ingeneroso affermare che noi, qui, lavoriamo male.

Domanda: A proposito della pirateria. Il mio Paese, l’Italia, è purtroppo uno dei posti dove questo fenomeno illegale ha più spazio.
Risposta: Mi lasci però dire che noi seguiamo da vicino la lotta delle autorità italiane contro la pirateria informatica. In questo ultimo anno l’impegno crescente del suo Paese in questa lotta è stato davvero encomiabile. Credo che se ottenessimo sempre tanta collaborazione, da parte di tutti gli Stati, questo problema non avrebbe le dimensioni così vaste che invece ha.

Domanda: Secondo alcuni però, sarebbe bene che certo software, dopo qualche anno, venisse venduto a un prezzo puramente simbolico. Questo stroncherebbe in parte la pirateria: se so che tra un anno ad esempio Window 2000 verrà venduto a 10$, non mi sognerei di rischiare la galera per usarlo. E non credo che la Microsoft per questo fallirebbe.
Risposta: La mia azienda da anni ha adottato una politica dei prezzi estremamente favorevole, alla portata di tutte le tasche. Per gli studenti ad esempio, le scuole, le organizzazioni no-profit, abbiamo sempre studiato delle soluzioni tariffarie estremamente convenienti. E il successo che ha sempre incontrato, dimostra che abbiamo fatto la cosa giusta. Certo, occorre migliorare ancora, essere più flessibili, arrivare a soluzioni software ancora più personalizzabili.

Domanda: A proposito di scuole. Steve Jobs ha firmato qualche mese fa un appello per opporsi alla proposta della Microsoft di regalare proprio software a scuole e organizzazioni caritatevoli, per chiudere la vertenza con alcuni Stati che vi accusano di monopolio. Lei come ha reagito?
Risposta: Posso capire le obiezioni di Steve, ma come ho già detto in altre occasioni, non c’è ragione alcuna di preoccuparsi. Tutti noi abbiamo come obiettivo quello di rendere il computer qualcosa di accessibile a chiunque, che sia il centro di uno stile di vita nuovo, all’insegna del digitale. Questo è l’obiettivo finale. Dare a tutti l’opportunità di crescere. E’ un impegno vasto e importante, che noi alla Microsoft da anni perseguiamo con decisione.

Domanda: Ho accennato prima alla faccenda del monopolio. Che cosa si sente di dirmi?
Risposta: Noi abbiamo una enorme fiducia nella giustizia americana. Non ci siamo mai tirati indietro, anche quando certe posizioni, mi permetta di dirlo, erano viziate da un accanimento francamente incomprensibile.

Domanda: Si riferisce al giudice Jackson, che poi è stato sollevato dal suo incarico?
Risposta: Ecco, anche questo fatto è stato commentato da alcuni organi di stampa come una manovra della Microsoft per sfuggire il confronto. (Sorride). Non è così. Abbiamo sempre offerto la massima cooperazione alle autorità. Se fossimo davvero quello che certa stampa e televisione ci dipinge, avremmo usato il nostro straordinario potere per stroncare sul nascere questo procedimento. Che io ritengo ingiusto, ma proprio per questo desideriamo offrire la massima collaborazione possibile. Questa faccenda ci danneggia, è vero, ma abbiamo intenzione di condurla sino in fondo con la serenità, e l’onestà di chi sa di non avere nulla da rimproverarsi.

Domanda: Le accuse che hanno dato inizio al procedimento contro di voi sono però pesanti e circostanziate. La Microsoft è stata accusata di avere usato la sua posizione di privilegio per mettere in difficoltà la concorrenza e gli altri produttori di software. Come Netscape ad esempio.
Risposta: Credo che queste accuse siano semplicemente infondate. La Microsoft non potrebbe esistere da sola, senza le decine e decine di software house che producono i programmi più vari, alcuni in esclusiva per la nostra piattaforma. C’è la massima trasparenza e collaborazione tra noi e loro. Spesso, come nel caso della canadese Corel, siamo intervenuti finanziariamente per aiutare chi era in difficoltà. Ma la Corel continua a produrre ottimo software anche per Macintosh. Per quanto riguarda Netscape, sinceramente credo che Internet Explorer sia più utilizzato perché è migliore. E questo anche a giudizio degli utenti della Apple. Ripeto: la collaborazione con altre software house è essenziale per noi. Non c’è mai stato da parte nostra un atteggiamento intimidatorio nei loro confronti, come alcuni invece affermano. Sarebbe follia pura il solo pensarlo.

Domanda: Il 90% delle scrivanie del mondo funzionano con software Window.
Risposta: E’ vero. Ma questo non ha impedito alla Apple di crescere, o a Linux di conquistare enormi consensi in Paesi come l’India, ad esempio. Alla fine, è il mercato che premia o punisce. Non è possibile affermare, come si faceva qualche tempo fa, che la Microsoft ha piegato il mondo ai propri voleri. Il mondo è libero di scegliere tra differenti opportunità di software.

Domanda: Ma prima o poi si avrà a che fare con voi. Una libertà un po’ strana.
Risposta: No, non c’è nulla di strano in questo. Certo, siamo un’azienda popolare, ma non si può dire che questo sia un male. La Microsoft è una realtà solida e vitale, che cresce e crea lavoro. Aiuta le persone a conoscersi meglio, a lavorare con minore fatica e più facilità. Se questo accade con software Microsoft, non vedo dove sia il male.

Domanda: Forse nel fatto che una penetrazione così enorme dei prodotti Microsoft nel mondo dell’informatica, è più figlia di un mercato confuso e distratto, che di un’autentica libera concorrenza.
Risposta: Ogni utente che adotta nostro software, sa di avere a che fare con un prodotto di ottima qualità. Abbiamo milioni di realtà, individuali e di impresa, che usano il nostro software da anni con estremo profitto. Nei campi più disparati: il web, il cinema, la televisione, la ricerca scientifica. Abbiamo sempre concentrato i nostri sforzi per cogliere le sollecitazioni, e anche le critiche, certo, dei nostri clienti. E’ stato grazie a questo, assieme al duro lavoro mio e di tutti i miei collaboratori, che la Microsoft è diventata quello che è.

Domanda: Sempre più spesso però grandi realtà private, ma anche pubbliche, abbandonano la vostra piattaforma per adottare Linux. Come valuta questo fenomeno che ha interessato, di recente, anche un gigante come Amazon?
Risposta: Questa è la dimostrazione che viviamo in una realtà sana, forte, fatta di libertà. Se qualcuno non è soddisfatto del nostro lavoro, può scegliere dell’altro. Da una parte, ci deve spronare a dare sempre il meglio, per cercare di rendere il nostro lavoro sempre più affidabile. Non ho paura di affermare che da questi fatti deve venire anche per noi una lezione: forse non abbiamo ascoltato con sufficienza i nostri clienti. Ma sinceramente, credo che quanto affermano di risparmiare adottando Linux, lo spenderanno in sicurezza. Linux è un bel sogno, ma troppo fragile.



L’intervista finisce qui. Prima di congedarci, gli chiedo del Codice di Leonardo che Bill Gates possiede da qualche anno. Mi risponde sorridendo: “Lui è il prototipo dell’uomo che noi tutti vorremmo creare. Persone curiose, che lavorano per rendere il mondo migliore. Come qui alla Microsoft”.


Data di pubblicazione: 01-04-2002

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