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iMac un computer ad una svolta

l'iMac di Apple un'analisi su come rinnovarlo

L'iMac è stato, senza dubbio, il computer che dopo il primo Mac ha contribuito a rivoluzionare la storia di Apple e la percezione presso il grande pubblico.
Tutta la storia recente di Apple si può far partire da quel piccolo computer rivoluzionario.

Il tempo passa per tutti, anche per l'iMac

Purtroppo il tempo non è galantuomo e così, con il passare del tempo, anche la stella dell'iMac si è un po' eclissata, per colpe non tutte di Apple, ma anche della situazione in cui si è venuta a trovare.
Il rinnovo della linea, che ha portato all'inserimento degli attesi e richiesti schermi LCD nelle macchine, ha comportato un ringiovanimento, ma non quel rafforzamento sul mercato che tutti auspicavano. A questo punto la domanda è una sola: Ma perchè l'iMac non ha più il suo appeal?
Cosa si potrebbe fare per rilanciarlo?

Potenza e design insieme

La prima cosa che ricordo del primo iMac è che venne utilizzato il G3 a 233 MHz, ovvero il processore più veloce disponibile allora a Cupertino. Su quell'aspetto si decise di non scendere a compromessi operando invece altre scelte nel campo di schede grafiche, espandibilità e porte disponibili (famosa l'eliminazione del floppy-disk e delle porte seriali a favore delle porte USB).
Oggi l'iMac monta il G4, un ottimo processore, ma oramai in via di "dismissione" superato dai più moderni e performanti G5, ed eccoci giunti al primo punto di frizione in questa gamma 2004, l'iMac non monta più un processore quasi al top della gamma, ma un processore "medio", pensato per non intaccare troppo la linea Pro.
Personalmente penso sia uno sbaglio, perchè la tipologia di clienti cui il prodotto si rivolge è diversa anche se vicina a quelli cui si rivolgono i più potenti ed espanibili PowerMac G5, ovvero l'utente domestico evoluto.

Apple sta tergiversando da troppo tempo sull'aggiornamento dei suoi computer per l'utenza consumer e questo le ha fatto perdere quota in quel settore che, un tempo, era riuscita ad aggredire tanto bene modulando, con attenzione, prestazioni, qualità, design e prezzo.
A cosa serve consentire alle persone ed agli utenti domestici di disporre di applicazioni stupende come Garage Band o Final Cut Express, se poi per utilizzare al massimo è necessario acquistare un PowerMac G5, pur potendo acquistare un iMac che risponderebbe alle medesime esigenze in modo più "ottimizzato"?

So che la linea Pro ha margini più alti, ma non sono numeri elevatissimi e montare il G5 sugli iMac non credo avrebbe nuociuto troppo all'immagine del computer più "potente" sulla terra, anzi avrebbe contribuito allo sviluppo di applicazioni capaci di sfruttare totalmente le nuove caratteristiche; parlo di applicazioni non per l'utenza più avanzata, come i professionisti, ma per i tanti utenti domestici che con il loro computer, giocano, navigano e fanno molte altre attività e che non vogliono sentirsi "cittadini" di seconda classe anche nel mondo Apple.

Cosa succederà?

Spero che, una volta che IBM abbia risolto i suoi problemi con i nuovi G5, quelli più recenti con circuteria a 0,09 micron montati sugli Xserve, questi processori vengano rapidamente montati anche sugli iMac.
Ci sono tante piccole scelte che possono essere fatte per non rendere l'iMac un perfetto sostituto dei PowerMac, la più miope, a mio avviso, è quella di avere processori diversi.
Non ho notizie su cosa stiano pensando a Cupertino, ma spero che, tra i nuovi iPod e le nuove applicazioni ci sia ancora spazio per pensare ad una caro vecchio, ma sempre importante, nuovo iMac.

Data di pubblicazione: 03-05-2004

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