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iMac: il ritorno

Apple riparte dall'iMac

Apple riparte dall'iMac è questa la notizia più interessante degli ultimi giorni. Riparte dal “computer” per eccellenza, quello che molti anni fa ha segnato l'inizio della rinascita.
E la scommessa diventa importante in un momento nel quale sembra che l'interesse dell'azienda vada in molte altre direzioni più "nuove" come gli ipod, l'iPhone o gli stessi portatili che hanno, da tempo, superato le vendite dei sistemi desktop, iMac inclusi.

L'importanza dell'iMac

C'è qualcosa che Jobs ha sottolineato che merita attenzione la crescita delle possibilità di utilizzo, produzione e scambio dei file ha reso sempre più necessario disporre di una unità che li possa gestire, lavorare e, se del caso, redistribuire. Quel qualcosa non sono, quindi, le varie soluzioni più o meno efficienti di computer "taroccati" per INTEGRARSI in un ambiente domestico, ma un computer che consenta di trattarli e redistribuirli nel modo più efficiente e veloce possibile.
In questo caso non si vede più nel computer desktop un punto di passaggio per Internet o per altre attività, ma ridiviene snodo centrale attraverso il quale concentrare tutto il flusso di dati domestico ed esterno. Per fare questo servono due cose fondamentali: software adeguati e hardware sufficientemente potente, Apple a questo aggiunge un altro particolare molto importante, un'attenzione al design che renda il prodotto attraente in tutte le sue parti (la tastiera in questo caso è una vera opera di architettura), adatto anche ad essere installato fuori da un ufficio e quindi a potersi integrare con l'arredamento circostante senza apparire fuori luogo.

E' con questo obiettivo che Apple rilancia il suo iMac, non più solo un computer da scrivania, per chi lavora prevalentemente in ambienti di ufficio, ma un potente centro della "vita digitale", idealmente da connettere all'iPhone (quando sarà rilasciato), agli iPod e all'Apple TV oltre che a fotocamere e videocamere digitali.
E' anche per questo che l'iMac ha scelto la strada dei monitor di dimensioni "generose" abbandonando  del tutto dimensioni come i 17" che non si sposavano con un utilizzo più completo e pieno dello strumento. E' stato dotato di una scheda video performante e, nelle versioni da 24" si è migliorata ancora la capacità del computer così da offrire ai potenziali compratori soluzioni sempre più potenti.

L'iMac infatti non ha tradito la sua iniziale impostazione di computer ben carrozzato, ma, con le versioni più "estreme" punta a raccogliere anche parte dei videogiocatori che necessitano di un computer con prestazioni più che buone per poter godere al meglio di tutte le possibilità offerte dai giochi di ultima generazione e che sono stati anche oggetto dell'accordo con Electronic Arts di alcuni mesi fa.

Le armi segrete? iLife '08 e iWork '08

Nessun hardware può lavorare senza software ed è per questo che il rilascio di iLife ed iWork nelle versioni '08 rappresenta il biglietto da visita più indicato per rendere l'iMac un computer davvero completo, adatto a dare il meglio a vaste fasce di utenti incluso chi gestise piccole attività o un libero professionista che può trovare soluzioni che coniughino originalità con prestazioni, cura grafica con coerenza di svilupppo.

Una nuova scommessa

L'iMac non vuole "invertire" il trend tra fissi e portatili, vuol far aumentare, significativamente, la quota di vendita dei computer fissi facendo comprendere a tanti utenti l'utilità e la necessità di disporre di una soluzione desktop potente e coerente. Questa volta Apple sembra aver preso la direzione giusta anche nella scelta del mix di prestazioni offerto, ma il mercato dovrà dare il suo giudizio finale.
Personalmente ne sono rimasto conquistato.


Data di pubblicazione: 09-10-2007
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