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Il volto oscuro della Mela

Viaggio tra gli insuccessi della Apple.


Vent'anni sono un periodo di tempo più che sufficiente per cominciare a trarre dei bilanci. Nel 1984 la Apple presentava al mondo il Macintosh, anche grazie ad un azzeccatissimo spot pubblicitario che è diventato celebre quanto il prodotto che reclamizzava (senza nemmeno mostrarlo). Nel recente Macworld di San Francisco Steve Jobs, il fondatore di questa azienda, e ancor oggi alla sua guida, ha annunciato che il 2004 sarà un grande anno per il Mac. Noi tutti ce lo auguriamo, ovviamente. In attesa di conoscere e commentare con voi le novità (hardware e software), che l'azienda lungo il corso dell'anno sicuramente rilascerà, volgiamoci indietro.

Uno sguardo dal ponte

A differenza degli altri, e della Apple stessa, non celebreremo i successi di questa azienda. Sia chiaro: non agiamo così per essere a tutti i costi "bastian contrari". Che si celebri questo importante avvenimento è giusto e doveroso, e siti e riviste fanno bene a mettere in luce la vitalità della Apple, i suoi successi. Noi, viceversa, illustreremo gli insuccessi, gli errori, le strategie sbagliate che hanno anche contribuito a portare Infinite Loop (per chi non lo sapesse: l'indirizzo della Apple), ai margini della comunità informatica. Perché un'azienda, è anche le sue sconfitte, i suoi errori, le sue arroganze. La nostra sarà una panoramica diversa, sulla storia della Apple. Non per recitare la parte dei guastafeste (lo ripetiamo); ma per insegnare e rammentare che occorre guardare a tutte le cose (anche informatiche) con distacco, e magari pure un pizzico di ironia. Ce lo ha insegnato la Apple: "Think Different". E noi eseguiamo!

Ancora una cosa: spesso potrete rendervi conto che certe tecnologie, o software, abbandonate dalla Apple, sono poi state riprese anni dopo, in maniera differente, o dai concorrenti, o dalla stessa società di Jobs. E questo non può che aumentare il disappunto, forse, degli utenti Mac. Ma dopotutto, è sciocco piangere sul latte versato. Se siete pronti, possiamo cominciare.

Piano dell'opera

Nelle prossime puntate parleremo di Newton e di Pippin, di eWorld e Hypercard, e altro ancora: qualcuno le conoscerà, ma siamo convinti che susciteranno l'interesse non solo degli utenti Mac di vecchia data, che magari potranno dire: Io c'ero. Sappiamo ad esempio che sono un buon numero coloro che negli ultimi tempi hanno fatto il balzo, e dalla piattaforma Windows sono passati a quella Macintosh. Per costoro, ecco dunque una buona occasione per conoscere più da vicino le vicende di un'azienda che davvero ha fatto la storia del computer: da protagonista, non da comparsa. Finalmente, potranno avere qualche elemento in più per giudicare, per accrescere le loro conoscenze.

Ultima considerazione

Questa rappresenta anche una buona occasione per conoscere come e quanto è cambiato il piccolo mondo che abitiamo in un periodo di tempo in fondo così breve: vent'anni appena. Tecnologie prima relegate all'uso di pochi, quasi eletti, che sono poi divenute alla portata di tutti. Aziende un tempo floride di cui ora è rimasto solo il ricordo; e a volte nemmeno quello. Uomini e donne che hanno lavorato duramente per rendere la conoscenza un patrimonio accessibile a tutti, hanno visto i loro sforzi vanificati da multinazionali arroganti. Ecco: questa specie di ritorno al passato può aiutare a cogliere ancora lo spirito di quelle persone, ciò che le animava, e che in parte sembra essersi disperso. Chissà che le puntate che seguiranno non siano di aiuto a tutti noi per sbarazzarci dei tanti orpelli che spesso rendono inutile o dispersivo Internet e il computer, per concentrarci di nuovo e meglio, su quanto conta davvero. Sia per noi, che per gli altri.


Data di pubblicazione: 03-02-2004
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