Grandi cambiamenti hanno caratterizzato questi ultimi
tempi, siamo entrati nell'era della connessione veloce,
dei cellulari che fanno di tutto, dei computer che
ormai sono in ogni ambito della nostra vita, e una
azienda di un paese a noi italiani assolutamente sconosciuto,
nata in un garage grazie a un po' di silicio, che una
dozzina di migliaia di anni prima i Fenici avevano
trasformato in vetro, non è stata certo a guardare.
Anzi, a dispetto dei soliti critici, sembra che sia
stata un ingranaggio fondamentale di questo motore.
Di chi parlo? Ma della Apple, che con l'introduzione
di idee innovative, non solo nel design, ma nell'hardware
e anche nel software, ha dato linfa nuova a un settore
grigio che sembrava andare avanti a suon di MHz, senza
nessunissima idea!
Chi è stato a pensare che che il computer può
avere anche dei bei colori, essere un elemento di arredo.
Chi ha creduto che ormai il video digitale è
una cosa normale in una casa, e quindi ha inventato
un programma così semplice e utile, che chiunque
può creare filmati che fino a qualche anno fa
sarebbero stati una utopia. Chi ha pensato al computer
come un elettrodomestico indispensabile in una casa
moderna. Chi ha pensato che ormai i dischetti non sono
più un supporto ragionevole, e ora ditemi, quando
pensate a una cassetta a nastro magnetico, la prima
cosa che vi passa per la mente è il cercare
di ricordare quando è l'ultima volta che ne
avete usata una, converrete con me che questo è
un segno che la cassetta è superata; cosa vi
viene in mente pensando al dischetto?
Le risposte a questi "chi?" sono uguali, la
Apple.
Anche il mio amico Gino è della vostra stessa
idea. Chi è Gino?
Gino è un mio amico, il prototipo del Mac user
italiano. Gino ha conosciuto il Macintosh per la prima
volta su di un LC con il System 7, rimase estasiato
come se avesse assistito allo sbarco sulla Luna in
prima persona. Poi passò a un Macintosh IIx,
con il System 7.5, che usò con frutto per quasi
9 anni, stupendosi del fatto che con una manciata di
MHz riusciva a fare le cose meglio dei PC molto più
veloci, che si bullavano del loro Windows 95, "una
copia mal riuscita", pensò Gino. Nel frattempo
Windows diventò 98, perché le disgrazie
non vengono mai sole, e Gino mise le mani per la prima
volta su di un PowerPC, un 7100, con System 8.1, un
vero sogno.
Poi venne il Duemila, una data storica, perché
mentre tutti si affannavano per aggiustare le gambe
al povero Windows, che rischiava di incespicare malamente
per due cifre della data, Gino festeggiava il capodanno
senza nessun tipo di preoccupazione. E per festeggiare
ancora meglio questo decisivo passaggio di millennio,
Gino decise di passare anche lui all'incredibile iMac
e al bellissimo MacOS 9.
Ai giorni di oggi
Oggi il mio amico Gino sente un formicolio alla pancia,
c'è qualcosa nell'aria che non lo fa stare calmo,
vede che il mondo intorno a lui sta prendendo una direzione
nuova, e lui non vuole perdere il passo.
La sua amata Apple sta facendo scelte epocali, e lui,
da bravo "adepto", ma anche da persona coscienziosa,
si tiene informato. In effetti avrebbe una mezza idea
di passare a un Mac più potente, ma prima vuole
valutare i pro e i contro della sua decisione. La parola
d'ordine è MacOS X, una cosa che quando glie
l'hanno detta, gli ha fatto fare una grassa risata,
come si fa a mettere insieme l'onnipotente Unix alla
semplicità del Mac? Dovete sapere che Gino ha
molte esperienze, ha giochicchiato a volte con Unix,
ha lavorato spesso con Linux, e tuttora gli tocca usare
spesso, suo malgrado, Windows.
Tutto sommato a prima vista MacOS X a Gino è
sembrato ne più ne meno di una interfaccia grafica
di Linux, come ce n'è molte, ma in effetti si
sbagliava. Decise di fare due partizioni nella sua
mente (purtroppo anche il linguaggio di Gino si sta
informatizzando), e in una mettere tutti i pro, e nell'altra
mettere tutti i contro, della nuova strada scelta da
Apple.
I contro
Hey, ma non si comincia da i pro di solito? Beh, in
effetti è vero, ma a Gino sono pervenute come
prime informazioni quelle negative.
Il nuovo sistema operativo è lento, questo l'ha
sentito dire mille volte, e su questo sono daccordo
tutti quelli che l'hanno provato a cui Gino ha fatto
numerose domande. Beh, lento, con tutta quella grafica
straordinaria è ovvio che sia lento, purtroppo
non si può personalizzare più di tanto
l'interfaccia grafica, e chi non ha un computer molto
potente non può pretendere di avere animazioni
velocissime. Poco male, pensa Gino, io per anni ho
lavorato con un Macintosh IIx, con system 7.5, e non
era certo una scheggia, ma non è che potessi
fare meno di quanto non faccia oggi.
MacOS X non ha tutti i driver per le periferiche, beh,
poco male, dai un po' di tempo alle aziende per rinnovare
i driver e quelli vengono fuori.
Nel nuovo sistema operativo mancano molte cose a cui
eravamo abituati, il finder ha cambiato aspetto, questa
strana cosa che è il Dock, sembra un ripiego,
le cartelle tuttofare piene di pulsantini sembrano
quelle di Windows. Orsù, è un sistema
operativo nuovo, ma completamente rinnovato, non si
può mica pretendere che sia uguale a quello
vecchio, beh, in effetti le finestre così somigliano
molto a Windows, ma possono risultare utili, e poi
a questi vezzi stilistici si fa presto l'abitudine.
La Apple si è dimenticata di noi utenti italiani,
non ci localizza più le applicazioni, e la tastiera
qzerty è sparita. Ok, qui devo convenire che
bisognerebbe tirare le orecchie alla casa di Cupertino.
Va bene che noi non siamo certo una grossa fetta del
loro mercato, ma l'attenzione che la Apple ha sempre
dimostrato verso la nostra e altre minoranze ha contribuito
a creare quell'affetto di cui la ricopriamo noi utilizzatori.
Certo, rimane comunque una azienda in crescita, leader
di alcuni settori, e forse meno umana di quanto non
vorremmo noi, ma per quanto riguarda la tastiera sia
io che Gino dobbiamo dissentire in modo veemente! in
effetti la qwerty è inutilizzabile e odiosa,
per lo più nasce da uno standard americano,
anche se poi è stata "imbastardita"
per il mercato internazionale con l'aggiunta delle
accentate, e non si capisce perché in italia
non si debba usare prevalentemente la tastiera qzerty,
che è nata dalla Olivetti, e tiene conto della
effettiva utilità della sua distribuzione di
tasti per poter scrivere in lingua italiana. Ci dessero
almeno i tasti in un sacchettino a parte, che poi li
cambiamo a mano noi, tanto il driver per la tastiera
esiste.
Ultima cosa, non tutti i software sono stati scritti
per MacOS X, ma è questione di tempo, certo,
Gino è un grafico, e molte applicazioni che
utilizza lui non ci sono per il nuovo sistema operativo,
quindi per ora gli converrebbe rimanere com'è.
I pro
Su questo Gino ha dovuto faticare per trovare informazioni
valide, e comunque sono venute dopo. Sembra che tutti
siano capaci solo a criticare. Però le prime
buone notizie vengono da chi ha effettivamente sperimentato
il nuovo sistema fino in fondo, e quindi sono informazioni
sicure, e non entusiastiche aspettative.
MacOS X è stabile, maledettamente stabile, se
prima eravamo abituati a una bomba o un freeze ogni
tanto, spesso per colpa di prodotti della Microsoft,
ora sono cose che andremo dimenticando alla svelta.
MacOS X è riuscito dove nessuno avrebbe pensato.
Ha messo in linea Unix, il massimo dei sistemi operativi,
ma il più ostico e meno user friendly, e una
interfaccia grafica di natura tutta Macintosh, semplice
e intuitiva per l'utente, che spesso non ha tempo per
"smanettare", e che può così
dedicarsi a fare altre cose, il che vuol dire produrre
di più.
Il Mac è diventato più interattivo di
prima, se prima potevamo usare qualsiasi tipo di file,
ora possiamo anche connettere facilmente qualsiasi
tipo di computer al nostro mac, e visto che oggigiorno
si vive di reti, l'adottare tutti gli standard di Unix
è stato un colpo di genio!
La Apple ha creato tante di quelle applicazioni di utilità,
soprattutto multimediali, che oggi comprare un mac
vuol dire mettersi in casa una macchina già
completa, e con poche aggiunte, essere al top, avere
cioè un piccolo studio video, una piccola sala
di incisione e una ottima postazione multimediale tutto
in un computer.
L'hardware del Mac è ottimo, certo costoso, ma
vale tutto il suo prezzo, e rende molto avere un computer
che non ha bisogno di assistenza ogni tre mesi. Ma
questo è così da tempo.
Per finire
Adesso Gino è quasi convinto a comprare un nuovo
Mac, magari quel bellissimo iMac nuovo con lo schermo
LCD e con il processore G4, aspetta solo che il suo
ultimo baluardo, Quark XPress, diventi nativo per MacOS
X, e sicuramente lo vedremo gongolante con il suo nuovo
Mac, per una nuova storia d'amore destinata a durare
molto molto tempo.
E per finire che dire?
Beh, il mio unico pensiero è un sentito "Buon
Lavoro" a tutto lo staff della Apple, perché
so che se non fosse stato per loro molte cose non sarebbero
come sono oggi, nessuno avrebbe le icone e la grafica,
non esisterebbe il Plug & Play, e noi saremmo costretti
a riavviare ogni volta che ci capitasse di staccare
qualche periferica, e qui sulla mia scrivania non ci
sarebbe un così bel computer a far mostra di
se, ma uno scatolotto beige tristissimo.
Certo, anche la Apple ha fatto degli errori, ma li ha
pagati cari, e poi però è sempre rinata
reinventando con intelligenza il concetto di Computer.
Che dire altro?
Gino ringrazia sentitamente, e spera che mamma Apple
continui così.