Archiviato un 2004 con i fiocchi, dopo il MacWorldExpo,
la corsa di Apple continua. Mela che rimbalzano in TV (vedi servizio del TG5),
sui giornali e in Borsa. Sul listino Nasdaq, Apple, la scorsa settimana ha sfiorato
il massimo storico a quota 74 $. Per i Mac user di tutto il mondo, la data più
attesa è stata martedi 11 gennaio, giorno del keynote. Era quello
l'appuntamento per la presentazione degli attesissimi nuovi prodotti di Apple. E c'è da giurarsi, tra iPodShuffle, iLife05 e Macmini, non ha deluso affatto. Ma per la comunità degli
analisti finanziari e degli investitori, la prova del fuoco è arrivata
il giorno dopo. Mercoledì sera infatti, per voce del direttore finanziario
Peter Oppenheimer, Apple ha diffuso i dati di bilancio relativi al quarto trimestre
2004. Non solo Apple ha rispettato le stime più rosee dei santoni di Wall
Street, ma le ha battute fortemente. Tra settembre e dicembre dello scorso anno,
Cupertino ha realizzato profitti per 295milioni
di dollari, contro previsioni di circa 200 milioni. Un dato senz'altro rilevante,
che corona una delle trimestrali migliori di sempre; ma da una più
attenta lettura del bilancio, si può ricavare un dato ancora più
interessante, sfuggito ai più. Il fatturato aggregrato dalle vendite di
iPod e di canzoni mediante iTunes Music Store si è attestato a 1,4
miliardi di $ su un fatturato complessivo di 3,49 miliardi:
ciò significa che il binomio musicale di Apple, è arrivato a pesare
addirittura il 40% sul fatturato della Mela. Apple non può
quindi permettersi di abbassare la guardia sul settore musicale, pena una brusca
calata dei ricavi. Da qui capiamo la mossa di diversificare il più possibile
l'offerta degli iPod.
iPod Shuffle
Quello di creare un iPod davvero economico (99 € per l'entry level)
sembrava, ai più, una sfida impossibile. Nessuno valutava il fatto che
Apple avesse potuto produrre un player mp3 senza display. E se qualcuno lo avesse
azzardato, gli avrebbero dato del folle: “cosa ci si fa con un player
senza schermo? Devo navigare tra 200 canzoni alla cieca?” la risposta
probabile. E invece ecco che Jobs, sorprendendo ancora una volta la platea presenta
un prodotto, di per sè validissimo, ma che grazie ad un’astuzia
di marketing, venderà ancor più del dovuto. Qual è il trucco?
Spingere sulla funzione “Shuffle”, fare della casualità la
caratteristica peculiare. Insomma, un po’ come la favola della volpe e
l’uva. Se io Apple non posso prdourre un iPod con display per rientrare
nel budget di un prodotto a basso costo, ecco che, non solo ne faccio a meno,
ma ne faccio il mio cavallo di battaglia. Si ribalta il concetto al punto che
la casualità viene percepita come valore aggiunto del prodotto. A parte
ciò, l’iPod Shuffle, nelle sue due versioni da 512 MB e 1 GB resta
un ottimo prodotto, e le vendite annunciate da alcuni Apple Store ne sono la
conferma. A Londra, uno stock da 250 pezzi è andato esaurito nell’arco
di un quarto d’ora. Probabilmente in Italia si verificherà di nuovo
la caccia all’iPod come è avvenuta l’anno scorso per gli
iPod mini. Ed è un bene. Esattamente un anno fa, veniva presentato l'iPod
mini. All'inzio del 2004, l'iPod deteneva circa il 20% del
mercato dei player mp3, contro oltre il 60% dei flash player.
Oggi, la situazione è ribaltata: iPod è a quota 65%,
contro un 30% delle memorie flash. Con iPod Shuffle, Jobs mira
ad aggredire quest'ultima fetta.
Mac Mini
Alla fine, è arrivato. Apple ha presentato un computer senza schermo, privo
anche di tastiera e mouse, dal prezzo aggressivo, e con il consueto design sobrio
ed elegante che la contraddistingue da tempo. Lo scopo: offrire al popolo che
vive sotto il codice Windows l'opportunità di passare al Mac. Se infatti
l'iPod è riuscito a cambiare le regole della fruizione musicale, e l'iTunes
Music Store quelle della distribuzione musicale, ora la sfida è portare
un attacco preciso alla piattaforma Microsoft. I presupposti ci sono tutti: un
sistema operativo basato su Unix, con una facilità di utilizzo e stabilità
senza pari. Un hardware che si integra perfettamente con il software, e bello
da vedere (un aspetto questo marginale un tempo, ora di meno). Molte software
house che annunciano il porting delle loro applicazioni scientifiche per la piattaforma
Mac. E il giorno dopo il keynote i risultati finanziari, con la notizia che l'iMac
G5 ha superato la quota di 1 milione di vendite nell'ultimo trimestre.
Il futuro
Tutto rosa e fiori dunque? Forse sì: con l'iPod Apple ha attirato l'attenzione
su di sé, risvegliando l'interesse di molti utenti che o si erano allontanati
anni fa dalla piattaforma, oppure ne avevano sentito parlare male e in modo confuso.
Ma il centro di gravità attorno a cui ruota Cupertino è e rimane
il computer. L'MP3 è stato solo un mezzo per uno scopo preciso: risalire
la china, allargare la base di installato e permettere davvero ad Apple di competere
un po' più serenamente con gli avversari PC. Alcune sbavature però
devono essere corrette. Sino ad un recente passato tra gli annunci e la disponibilità
effettiva di macchine e software passava troppo tempo. Speriamo che la lezione
a Cupertino sia stata assimilata a dovere, e si proceda coi piedi di piombo prima
di 'annunciare'. E inoltre: sarà in grado Cupertino di tenere testa in
caso di un eventuale boom delle vendite del Mac mini, alla forte domanda che vi
sarà? Saprà essere sufficientemente reattiva e flessibile in termini
di assistenza e ascolto del cliente? Perché quella che Apple ha adesso
è l'ultima possibilità di uscire dalla nicchia dove è stata
rinchiusa per scelte sbagliate o politiche commerciali incerte. I mesi che verrano,
e i prossimi anni saranno decisivi.