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Expo 2003, Italia

Sarebbe ora!

Quando leggerete queste parole, l’Expo di New York 2002 sarà probabilmente in pieno svolgimento, e l’unica cosa che gli somigli si terrà a Parigi, nel mese di settembre. Per fortuna che luglio è da noi il mese delle vacanze, così l’utente medio Apple, alle prese con mare o montagna, non si deprime troppo. Perché basta darsi un’occhiata attorno per essere assaliti dalla malinconia.

La serie A

E’ un vecchio discorso, già affrontato e discusso parecchie volte, e tornarci su ancora una volta rischia di annoiare. Corro il rischio. Fuori dagli U.S.A., i mercati che contano sono il Giappone, la Francia e il Regno Unito; tutti quanti con le loro belle Expo. Occorre ricordare anche la Germania, che non ha una Expo, è vero, ma per la nostra piattaforma rappresenta tanto.

La B

Poi ci sono i Paesi come l’Italia. Che per l’azienda di Cupertino è (evidentemente), un Paese in mano a Windows, e perciò è inutile cercare di andare all’assalto di questa maggioranza che (magari), potrebbe essere interessata a scoprire le alternative sul mercato. Si preferisce giocare in difesa. Ecco allora la Apple partecipare a piccole, scelte manifestazioni sul video digitale per esempio, guarda caso accolte sempre con attenzione e simpatia. E basta.

Smau? No grazie

Il pensiero corre allo Smau, probabilmente. Ma simili manifestazioni, in verità, hanno fatto il loro tempo; c’è tutto, di tutto, e per tutti, con il risultato di suscitare nel visitatore stanchezza e tanta confusione. Certo, la Apple ha una forte personalità, e il suo marchio, le sue proposte e soluzioni, in quella bolgia dantesca risalterebbero, attirerebbero curiosità e interesse.

La pizza, e poi?

Oltre a questo cosa abbiamo? I gruppi di utenti che si incontrano, organizzano cene o ritrovi annuali. Ben vengano, anche perché aiutano a conoscersi, a scambiarsi idee e opinioni. Ma più queste piccole occasioni di scambio e conoscenza raccolgono interesse e consensi, e più risalta la mancanza di un evento, una manifestazione in grado di creare dibattito, e confronto, e che indichi anche la direzione della Mela nel nostro Paese.

Fratelli d’Italia

Sì, ci vorrebbe una due giorni organizzata a Firenze o Roma, dove sviluppatori, curiosi, fan, aziende (soprattutto italiane), si possano incontrare in una cornice un po’ più vasta del tavolo di una pizzeria. Con le sue aree dedicate ai giochi, al Web, al video, eccetera, con le sue sessioni di lavoro per la programmazione, o Cocoa. Impossibile, direte voi. Pensate a questo allora: se la realtà Linux riesce a creare in Italia degli eventi importanti, forse c’è qualcosa in noi che non funziona proprio.

L’Italia s’è desta?

Sembra strano che un Paese come il nostro, così abile a creare dal nulla degli eventi, non riesca (senza l’appoggio della Apple Italia, si capisce), a inventarsi un luogo, una sigla, qualcosa dove ritrovarsi e dimostrare che ci siamo anche noi. Anziché piagnucolare sempre contro la cattiva Apple che non va allo Smau, forse sarebbe ora di rimboccarsi le maniche, spremersi le meningi e fare da noi. Senza aspettare che a Cupertino si ricordino che c’è un Paese a forma di stivale.



Data di pubblicazione: 14-07-2002
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