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Il volto oscuro della Apple

eWorld

Se tutti (o quasi), gli utenti Mac hanno sentito parlare almeno una volta del palmare Newton, o della console Pippin, parecchi ignorano cosa sia stato eWorld. Questa avventura nasce negli anni 90, quando la Apple decide di eliminare la rete AppleLink. Questa rete, nata nel 1985, era usata da rivenditori, o sviluppatori di software per comunicare con la casa di Cupertino attraverso email o scambio di files. Da affare riservato a pochi, in seguito viene aperta, grazie alla collaborazione con la società Quantum (la futura America On Line), a tutti i possessori di computer Mac. Ma a Cupertino scalpitano; perché Quantum desidera permettere l'accesso a questa rete a tutti i computer.

Dove sono finiti tutti?

Alla guida della società c'è Michael Spindler; Jobs, defenestrato nel 1985, lavora alla sua società NeXT, con scarso successo. Nel 1993, visti i profitti non eccellenti della divisione hardware, la chiude per concentrarsi esclusivamente sul software. Qualche anno prima, nel 1986 il suo fiuto per gli affari gli aveva fatto acquistare da George Lucas una piccola società di animazione, la Pixar, che nel 1995 realizzerà per la Walt Disney "Toy Story". Si tratta del primo film di animazione realizzato interamente al computer, e diventa uno dei più grossi successi di quella stagione cinematografica.
Anche Steve Wozniak ha lasciato nel 1985 la Apple, ed è impegnato in varie attività (come l'organizzazione di concerti rock, di scarso successo), compreso il volontariato in favore di ragazzi indigenti. Per essi, procura hardware e software gratis, e si adopera attivamente (cosa che fa tutt'ora), per rendere la conoscenza qualcosa disponibile per tutti. Nel 1994 "Woz" vola in Polonia (ha radici polacche), e incontra Lech Walesa, fondatore del sindacato libero 'Solidarnosc'.

A Cupertino intanto ...

A gennaio viene annunciato il progetto Copland. A marzo vengono immessi sul mercato i primi PowerMac (con incorporata Ethernet), che montano il Power PC 601, risultato della collaborazione tra Cupertino, IBM e Motorola. A giugno, vede la luce Mac OS 7.5, mentre a novembre di quell'anno Apple da' in licenza il proprio software ad altre aziende, permettendo così la nascita dei cloni.

eWorld.

Contro tutte le aspettative, Apple sceglie ancora Quantum per lanciare questo nuovo servizio. Ci vorranno un paio d'anni, (si parte infatti nel 1992), perché l'idea si tramuti in realtà. E il 20 giugno del 1994, eWorld appare per essere offerto a tutti gli utilizzatori di computer Mac. L'idea attorno al quale ruota tutto, è la metafora del villaggio. L'utente ritrova infatti sullo schermo della propria macchina, un insieme di edifici (Newsstand, Community Center, Learning Center, Market Place, ecc.). E' sufficiente cliccare su uno di essi per conoscerne il contenuto, e accedervi in tutta semplicità. E' possibile inviare email (email Center), fare acquisti on line, scaricare immagini e testi, o software shareware segnalato dalla stessa Apple, cercare informazioni. Il servizio indica quanto tempo è necessario per scaricare un certo tipo materiale, e calcola anche il costo della connessione. L'utente non ha bisogno di cercare più nulla: eWorld gli fornisce tutto quello che gli serve, in un modo intuitivo e estremamente amichevole. Insomma, è un servizio che sembra avere le carte in regola per imporsi. Ma ha un tallone d'Achille non indifferente. Il costo: perché l'abbonamento è di 10$ al mese, il costo all'ora è di 8$, e molti utenti ne stanno alla larga.

Bye Bye, baby.

Internet nel frattempo, cresce: nascono portali e motori di ricerca che forniscono più servizi di eWorld, e gratis in aggiunta. Molte delle aziende che si erano unite alla nuova avventura della Apple, fiutando il vento del cambiamento si gettano sul Web aprendo propri siti con servizi simili se non eguali a eWorld, e finendo così per far concorrenza a Cupertino.
Dopo un anno e mezzo circa di attività, e meno di 150.000 sottoscrittori all'attivo, eWorld chiude i battenti.

La morale

eWorld muore perché (tra i tanti motivi), è caro, e sul Web in quegli anni comincia a imporsi un motto semplice: gratis è meglio. Adesso, le cose sono cambiate: parecchi contenuti che sino a un paio di anni fa erano gratuiti, o sono divenuti a pagamento, oppure a fianco ad essi abbiamo servizi che prevedono tariffe più o meno abbordabili. Per citarne uno: .mac della Apple, almeno in parte, riprende la filosofia di eWorld: una serie di servizi in esclusiva per una certa cifra l'anno.
Certo, non c'è più la metafora del villaggio, ma a ben vedere in quel progetto colato a picco c'era la giusta intuizione da parte degli ingegneri Apple, di ciò che sarebbe divenuto col tempo Internet. Vale a dire un villaggio globale con i suoi 'edifici' pronti per essere esplorati dalla voglia di conoscere e imparare dell'utente. Notizie, sport, cultura, divertimento sono lì, a nostra completa disposizione: basta un clic. Sarebbe un peccato non approfittarne.

Qui sotto, come si presentava all'avvio il servizio eWorld.


Qui invece, la nuova interfaccia di eWorld, che non fu mai rilasciata perché il servizio venne chiuso dalla Apple a causa dello scarso successo riscosso.


neweworld



Data di pubblicazione: 11-02-2004
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