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Basta fare i bravi ragazzi...

Guardiamo le cose obiettivamente

Eccoci, dopo qualche piccolo problema, ad un nuovo appuntamento sulle pagine dei IlMac, questa volta all'insegna della più selvaggia e frizzante trasgressione...
Vi chiedo di leggere attentamente quanto vi ho preparato e di non considerare il mio discorso come un invito ad iniziare una scaramuccia verbale. Non sono qui per scatenare inutili flame war.
La mia intenzione è quella di analizzare le ultime novità della casa della mela secondo un ottica completamente differente, perchè esiste sempre la possibilità di vedere le cose secondo un diverso punto di vista e di riflettere senza lasciarsi distrarre dall'entusiasmo.

Oggi cercherò di "fare le pulci" a quanto è stato annunciato e rilasciato durante lo scorso Mac Expo, mantenendo un occhio particolarmente critico verso i vari prodotti.
Fino ad ora abbiamo solo manifestato entusiastici apprezzamenti per quanto abbiamo visto. Adesso smettiamola di fare i bravi ragazzi e proviamo a guardare con attenzione dentro la scatola...
Qualcosa di simile a quanto viene fatto sulle pagine di http://www.wormintheapple.gr, dove sono gli stessi creatori del sito a mettersi in aperta e sempre coraggiosa critica davanti alla Apple ed alle sue scelte strategiche, controbattendo in modo caustico e politically "incorrect" ad ogni singola decisione operative dell'azienda.
Spesso mi accorgo di quanto manchi nella nostra comunità, particolarmente in quella italiana, la capacità di analizzare con distacco gli avvenimenti più recenti della storia della casa di Cupertino.
La nostra chiacchierata di oggi ha la sua ragione di essere proprio in questo. Se vi va di seguirmi proveremo a scoprire il diavolo che si nasconde nei particolari...

"It's a wonderful, wonderful iLife..."

L'idea di distribuire alcune delle iApp in boundle non è malvagia, per molti che viaggiano ancora su modem analogici rappresenta l'unico modo con cui procurarsi i vari applicativi (e non crediate che sia poi così facile mettere le mani su ADSL nel nostro paese, ve lo dico per esperienza). Se, invece, guardiamo la cosa in modo più sottile, il rilascio del pacchetto significa soltanto che iDVD è diventato un prodotto a pagamento (salvo acquistare una macchina recentissima, dotata di superdrive e decisamente costosa, dove il programma lo trovate di serie) mentre le altre applicazioni fanno da guarnizione, rimanendo comunque scaricabili, senza alcuna spesa, dal sito della casa di Cupertino. Abbiamo già visto una situazione simile con la creazione di .Mac, e la trasformazione di un insieme di servizi gratuiti in uno certamente più organico, ma caricato di una piccola cifra, comunque consistente (fra le altre cose, mi sembra di notare un leggero peggiornamento nella qualità delle applicazioni rilasciate negli ultimi tempi: fatevi un giro sui americani che si occupano dei problemi della nostra piattaforma...).
Passiamo poi a Keynote, che non può essere considerato come una iApp e comunque manca di quella integrazione che caratterizza gli altri applicativi del pacchetto; nelle scorse settimane abbiamo già visto quali sia poi il vero significato che si nasconde dietro alla realizzazione del programma e cioè una vera e propria strategia di attacco nei confronti della Microsoft e del suo PowerPoint. Ma Keynote ha anche un altro scheletro nell'armadio: sembra infatti che non lo si debba nemmeno considerare come una assoluta novità...
Lo scorso Gennaio MacInTouch.com pubblicava la segnalazione di un lettore che indicava parecchie affinità del nuovo programma con un applicazione sviluppata per la piattaforma NeXT, Concurrence (datata 1992). Date una occhiata a questa immagine, e leggetevi questo articolo. Siamo in presenza di una applicazione "portata" su MacOSX, come Stone Studio e TIFFany, oppure di un programma completamente nuovo? E considerando le origini di Concurrence, dobbiamo attendere il rilascio di altre applicazioni di questo tipo? Da quanto pubblicato su MacInTouch, mi sembra di capire che i prodotti della Lighthouse Design (incorporata poi dalla Sun) siano finiti nel mirino della Apple e che ben presto potremmo vedere nuove incarnazioni di vecchi applicativi NeXT quali Diagram (per la creazione di diagrammi di flusso), Questor (fogli dati), OpenWrite (elaborazione testi) e molti, molti altri... Tanto materiale da "costruire" ben più di una suite da ufficio per il nuovo sistema operativo della Apple!
Lascio a voi il compito di rispondere a questa domanda e ne rilancio una tutta nuova: la nascita di Final Cut Express rappresenta veramente il tentativo di portare "alle masse" la possibilità di fare qualcosa di più nel campo dell'editing video, oppure è soltanto soltanto la presa di coscenza che la versione completa del programma è stata fino ad ora commercializzata con un prezzo troppo alto? Certo la versione Express dell'applicazione può essere acquistata ad un prezzo vantaggioso rispetto alle soluzione hardware (che richiedono anche macchine espandibili, difficili da trovare in un ambiente di utilizzo casalingo del Mac), ma il sospetto che si arrivi ad una conclusione di questo tipo è molto forte.

Browser e nuovi utenti

Uno dei momenti più importanti che hanno caratterizzato la presentazione di Steve Jobs è stato certamente l'arrivo del nuovo browser web per la nostra piattaforma. La Apple ha dichiarato che Safari è stato scaricato da decine di migliaia utenti, ma ha sorvolato su di un ben preciso particolare: è gratis. Fino a questo momento il programma ha rappresentato soltanto una potente infrastruttura che mostra interessanti possibilità, quanto difetti e mancanze ben precisi. Non rappresenta ancora un'applicazione completamente rivoluzionaria come vorrebbero farci credere e spesso le limitazioni dovute alla sua giovane età ne impediscono un efficace l'utilizzo sul campo; fino a quando non saranno scritte pagine html completamente compatibili con l'applicazione ed i servizi di rete riconosceranno senza ombra di dubbio il nuovo programma, non si potrà considerare Safari come "il" browser del mondo Mac. E poi, provate a leggere i report dei vari utenti che hanno segnalato problemi abbastanza importanti nella stampa e nella gestione della memoria! Unico vero successo per ora è stato quello di indurre Opera Software a fare marcia indietro e mettere in forse lo sviluppo del suo browser per la nostra piattaforma. E non è questo il momento di vedere sviluppatori abbandonare il campo...
Certo il programma promette bene e si farà con il tempo, rappresentando uno dei punti di svolta nella storia della Apple.
Per ora è solo una beta che mi ricorda tanto la prima versione di MacOSX. Ed il popolo di beta tester che lo ha immediatamente acquistato ed adottato.
Infine non poteva certo mancare MacOS X 10.2. Gli acquirenti del nuovo sistema operativo hanno raggiunto la quota di 5 milioni. Purtroppo Steve Jobs non ha saputo (oppure voluto) specificare quanti di questi utenti siano Mac-user della prima ora, quanti siano già esperti e quanti provengano da un ambiente Windows piuttosto che da uno degli innumerevoli tipi di Unix/Linux. Il patron della Apple ha voluto solo puntualizzare che l'azienda si aspetta un'ulteriore crescita nei prossimi mesi. Non serve certamente essere una mago, o il CEO di una nota azienda informatica, per azzeccare una previsione di questo tipo: la Apple non da ai propri utenti altra scelta. Possiamo aggiornare (e ne siamo costretti, utilizzando una macchina nuova che non consente il boot dal MacOS classico), oppure spegnerci lentamente con MacOS 9.x.

Un grande piccolo ed un piccolo grande

Se alcune cose non convincono sul fronte software, anche le novità nel campo dei prodotti hardware fanno decisamente riflettere. Prendiamo il PB da 17": innanzitutto si tratta di un portabile, piuttosto che portatile, chiaramente dedicato a sostituire i sistemi desktop in attività che richiedono un sistema potente ma facilmente trasportabile, con caratteristiche spiazzanti (e poco ergonomiche). Una tastiera troppo piccola (quella del PB 12") in uno spazio che consentiva certamente l'inserimento di una versione più estesa. E poi, perchè inserire la retroilluminazione solo sul PB a 17"? Sarebbe stato più coerente dotare anche il fratellino minore di tutti quei dispositivi che lo avrebbero trasformato in una completa soluzione da viaggio (diversa scheda video, maggiora quantità di memoria, Firewire da 800Mb/sec, sensore di luminosità e tastiera retroilluminata). Un fratellino minore che è già sulla bocca di tutti e che tutti vorrebbero... Anche se molti hanno storto il naso pensando alla sua impossibilità a fare il boot da MacOS 9.
Questioni di prezzo? La differenza con il PB 15" è minima e considerando le capacità del modello superiore (migliore scheda grafica, più memoria Ram) e la disponibilità di schede Airport/Bluetoot di terze parti, non è detto che un probabile utente non preferisca alla leggerezza e bellezza del primo le caratteristiche tecniche del secondo.

Durante la presentazione Steve Jobs ha dichiarato che l'anno appena iniziato sarà l'anno dei portatili alla Apple e che l'azienda si attende un vistoso aumento nel mercato di questi dispositivi, mentre il segmento dedicato alle stazioni da scrivania dovrebbe rimanere fermo ancora per un certo periodo di tempo, se non addirittura continuare nella contrazione dei mesi passati.
Dopo avere sentito dei problemi tecnici riscontrati sugli economici eMac, della mancanza di espandibilità degli iMac LCD (per altro come costo di molto sopravvalutati) e del fatto che i nuovi PowerMac vengano soprannominati "Gallerie del vento" per la loro eccessiva rumorosità, non mi sorprenderò certo se il mercato dovesse imboccare una così ben precisa direzione.
I portatili della casa di Cupertino hanno "stregato" anche il sottoscritto (ho potuto vedere il 12" dal vivo e sono d'accordo con voi nel considerarlo una gran bella macchina) e non posso dare torto a chi deciderà di acquistarne uno ma... Proprio i portatili sembrano adeguarsi perfettamente ai piani di obsolescenza programmata della Apple.
Acquistare un sistema di questo tipo significa comprare un dispositivo caratterizzato da un costo maggiore e da un invecchiamento precoce a tutto vantaggio della casa della mela.
Ammesso che esista la possibilità di aggiornare un sistema portatile, i costi finiscono per diventare presto sconvenienti. In alcuni modelli la quantità di memoria istallabile si rivela decisamente limitata, per aumentare lo spazio su disco disponibile si deve sostituire l'intero HD e non provate nemmeno a pensare di aggiornare la scheda grafica...
L'azienda riesce contemporaneamente ad assicurarsi il massimo guadagno quando uno dei dispositivi viene acquistato e la certezza di ritrovare un cliente nel preciso momento in cui le richieste hardware del sistema operativo o le necessità dell'utente dovessero richiedere un adeguamento del sistema. Considerate poi che il mondo dei portatili è meno "sensibile" ai problemi di velocità dei processori...

Un passo avanti ed uno indietro

La strategia Apple è estremamente chiara: ampliare la gamma di sistemi portatili significa aumentare il numero di clienti strettamente legati, non solo alla piattaforma, ma anche al tipo di sistema.
E questo non significa certo che vedere il momento d'oro dei PB Apple sia un male. Significa soltanto che l'azienda non deve dimenticare l'importanze che rivestono i sistemi desktop nella sua esistenza.
In un mondo come il nostro, dove ben difficilmente i sistemi portatili potranno "sostituire" in toto la macchine da scrivania, la Apple ha la necessità di rivedere le proprie strategie di approccio al mercato. Un'azienda ancora ferocemente impegnata nella conquista di uno spazio vitale, non può permettersi di dimenticare una intera fascia di mercato come quello che ha scelto di acquistare macchine desktop (alzi la mano chi crede veramente che la nuova revisione delle macchine da scrivania sia stata una mossa azzeccata...). Le ultime vicessitudini che hanno visto impegnata questa fascia di utenti spiegano da sole una generale disaffezione, un allontanamento alle macchine di questo tipo che non può che danneggiare la casa della mela nel lungo periodo.
Non possiamo considerare con coerenza il comportamento della casa di Cupertino, il passo avanti nel campo dei portatili ed il passo indietro in quello dei desktop. La proverbiale affidabilità e qualità delle macchine da scrivania era il fiore all'occhiello e la molla scatenante che spingeva il pubblico ad avvicinarsi alle macchine portatili. Perdere queste caratteristiche significherà con il tempo la perdita della fiducia di molti utenti, messi già a dura prova dalle problematiche legata al passaggio a MacOSX. Ancora molti di questi si trovano in un momento di transizione, senza il supporto delle case di sviluppo, responsabili del ritardo nel rilascio delle versiono carbonizzate dei propri applicativi (una per tutte la Quark con il suo Xpress); e per fortuna che carbonizzare un applicazione sembrava un gioco da ragazzi...

Insomma, sono diverse le ombre gettate sulla scena dagli annunci che ci hanno entusiasmato durante l'ultimo spettacolare Expo; è difficile riuscire ad essere obiettivi, mentre i nuovi prodotti vengono finalmente svelati al pubblico. In queste poche righe ho cercato di riassumere alcuni degli aspetti meno piacevoli, alcuni degli "angoli" che andrebbero smussati al più presto e che richiedono un ulteriore lavoro di "riflessione da parte della casa della Mela.
Il lungo cammino che ha intrapreso con la decisione di ricostruire la piattaforma basandosi su MacOSX è solo all'inizio. Solo una minima parte dei problemi che si sono incontrati fino ad ora sono stati superati. Non permettiamo a quelli che rimangono di rallentare la conquista di uno spazio vitale che è dovuto al Mac, per la sua carica innovativa e per le sue innate capacità tecnologiche.

Forse la Casa di Cupertino ha soltanto bisogno di una bonaria tiratina di orecchie, di quelle che si fanno ai birbanti, Allora, diamogliela questa tiratina di orecchie, ma subito.
Prima che le cose diventino più difficili da risolvere.

Fatemi sapere cosa ne pensate.

Bao!



Data di pubblicazione: 11-02-2003
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