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Scuola 2000

Il dibattito con un nostro utente

Con l'ultimo articolo provocatorio sulla scuola ho causato un pandemonio e molti di voi mi hanno scritto per criticare una o più parti dell'articolo. Colgo l'occasione per rispondere a parte delle loro perplessità, con questa nuova pagina.

Procediamo in ordine sparso:
1) Non ce bisogno di un iMac da 2.600.000 che oltretutto (non so se conosci i ragazzi) verrebbe rotto dopo tre utilizzi. Allora, perché non utilizzare dei cloni WIN ? 500.000 lire l'uno, software scolastico più reperibile, stesso MHz, i genitori compreranno sicuramente più quelli....

La proposta che ho fatto non voleva prevedere solo l'acquisto di Mac, ma mi dispiace deluderti non credo che i cloni Win da £.500.000 siano allo stesso livello qualitativo dell'iMac, per una serie di ragioni: primo di tutto la qualità dei componenti; secondo la velocità dei processori montati su queste macchine; terzo la stabilità del software di sistema. Inoltre iMac è stato pensato proprio per il mercato scolastico ed è molto più robusto della media dei computer. Non sono i genitori poi a dove decidere i computer da comprare, ma la scuola, anche se concordo con te, che pochi presidi saranno così illuminati da considerare oltre al costo d'acquisto, molto basso, anche i costi di manutenzione. Occorrerà una forte azione di marketing e di convincimento

2) Scusami, ma mi ha proprio fatto incazzare quando hai detto: Possiamo guadagnarli facendo aumentare le spese di iscrizione alle superiori, con un 2% sul reddito annuo di tasse ecc..ecc...ecc...
Allora, io che vado a una scuola privata spendo 6 milioni all'anno.....vorresti farne pagare 7 ? Guarda che la mia famiglia ha reddito annuo di 52 milioni e non é che sarebbe un gran che !

Ora provo a spiegare meglio i concetti espressi nell'articolo che credo abbiano generato confusione. Aumentare le spese d'iscrizione alle superiori, se pure può sembrarti sbagliato, potrebbe aiutare. Tu stesso dici che paghi 6 Milioni l'anno come retta annuale della tua scuola privata, mentre nel pubblico siamo sulle £.80.000. Ora penso che ci sarebbe spazio, se non per un innalzamento senza criterio, almeno per uno scaglionamento di questi pagamenti.
Le tariffe fisse, questo ce lo insegna la Scienza delle Finanze, sono particolarmente penalizzanti, per tutti coloro che hanno un reddito basso, anche se sono le più facili da riscuotere e spesso prestano meno il fianco a dichiarazioni non veritiere.

3) E poi, noi siamo già messi bene....pensa a quelli poveri, che devono vendersi le posate in casa per poter comperere i libri ai prorpi figli, che non possono comperarsi le batterie da 12.000 lire per il telefonino perché costano troppo, che si tolgono il cibo di bocca! Secondo te, allora, uno dovrebbe non fare le superiori per poter sopravvivere?

Il fatto poi che ci siano famiglie povere che non possono permettersi di mandare i figli a scuola, non l'ho affatto sottovalutato, ma provo a farti considerare una cosa: un anno scolastico costa in media a famiglia, circa 3 Milioni, di queste solo lo 0.03% è speso in spese d'iscrizione alla scuola, il resto se ne va, tra libri, mezzi di trasporto ed altro. Forse non è l'iscrizione che pesa!
Molte famiglie anche se l'iscrizione fosse gratuita non potrebbero mandare i loro figli a scuola, certo se chi ha più mezzi pagasse di più ci sarebbe un po' di spazio per aiutare tutti quei ragazzi con molti mezzi mentali e poche possibilità materiali, parlo di borse di studio, buoni libri, anche se spesso queste agevolazioni finiscono nelle tasche di famiglie agiate, ma con redditi non dichiarati. Permettimi solo un unico appunto, tu dici che le famiglie povere non hanno i soldi per comprare le pile per il telefonino, forse sarebbe meglio che risparmiassero tout court i soldi per acquistre ed avere un telefonino, non trovi? :-)

4) E poi, ma che cacchio di ragionamento é quello di far pagare le tasse in base al reddito annuo? Per cui quelli che guadagnano 80 milioni all'anno ne davono spendere 3 in più per poter dare il comouter a una scuola che (PARLIAMOCI CHIARO) il computer lo fa usare si e no 5 ore all'anno (non è fantasia, è pura realtà basata su quest'anno scolastico).....e inoltre, scusami, ma se il computer non ce l'hanno a casa, a scuola non si riesce a combinare niente.....troppo casino, non ci si riesce a concentrare....ti parla uno che CI VIVE DENTRO OGNI GIORNO !) E con questo ho finito, essendomi fatto un altro nemico...

Allora il ragionamento di far pagare le tasse in base al reddito è alla base del nostro sistema fiscale e credo sia una soluzione più equa rispetto al far pagare la stessa cifra a chi guadagna 10 milioni e chi guadagna 10 Miliardi non trovi? Il Fatto poi che le scuole non facciano usare il computer l'avevo accennato all'interno dell'articolo, ma chiediti anche: Perché? L'informatica non ha spazio nei programmi attuali, anche i ragazzi spesso non sono invogliati a studiare; quando trovi qualcuno a cui sono stati insegnati i rudimenti di qualche linguaggio e pretende di insegnare, salvo poi che, ad una qualsiasi domanda un po' più approfondita, ottieni come risposta un rassicurante BOH, cosa ti viene di fare? Di passare quella rara ora, più che ad imparare, poco o nulla, a parlare con il tuo compagno di banco o a fare altro.
Vorrei solo che tu non confondessi l'analisi della situazione attuale con una diagnosi di impossibilità a migliorare la situazione. Credo che se ai ragazzi offri computer affidabili e facili e persone capaci che insegnino loro ad usarli, molti di loro passerebbero volentieri alcune ore ad approfondirne l'uso. Molti ragazzi oggi soffrono, anche nel mercato del lavoro, perché non sanno usare il computer e certo l'usarlo prima a scuola, potrebbe favorire un successivo inserimento in casa. Perché il processo non potrebbe essere questo, invece che l'inverso che tu proponi?
Inoltre quando il computer lo hai a casa, il tuo apprendimento procede molto più velocemente, ma almeno la base, ma che sia una base solida, te la potrebbe dare la scuola; potrebbe così far finalmente capire, ad alunni, genitori ed anche agli stessi professori, a cosa può servire un computer.
Conosco professori che ogni anno ribattono il loro programma sulla fida Olivetti a casa, ma stiamo scherzando!! E' chiaro che bisogna migliorare, ma non dobbiamo dire, oramai non si può fare più nulla.
Caro amico, quando una persona critica, se dall'altra parte non c'è mala fede, non potrà mai essere considerato un nemico. Alla prossima e grazie di avermi offerto la possibilità di chiarire alcune mie espressioni poco chiare.

Ed ecco un'altra serie di osservazioni al mio articolo. Anche queste le ho suddivise per rispondere meglio.
1) Ho letto il tuo bell'articolo Scuola 2000, certo devo dire che si potrebbero muovere un sacco di polemiche su quello che hai scritto, a partire da fatto che la gente ha già abbastanza tasse da pagare così che un'ulteriore tassa per l'informatizzazione sarebbe come minimo linciata, per finire con il fatto che c'è già molta roba da studiare così nella scuola italiana figuriamoci se ci aggiungiamo anche i computer...

Allora, il motivo per cui ho proposto una serie di differenti modalità di finanziamento è proprio questa. In Italia si pagano molte tasse e quindi potrebbe essere difficile far pagare un'ulteriore tassa. Ma sono convinto che per rendere il progetto credibile, dovevo presentare almeno un ventaglio di possibili fonti di finanziamento. Se la tassa una-tantum non è proponibile ci sono altre soluzioni. No? Quanto al fatto che c'è tanta roba da studiare, credo che sui programmi si possa intervenire, per trovare lo spazio necessario o credi che, oggi come oggi, conoscere il computer non sia importantissimo?

2) Il fatto è che, secondo me, per riuscire a mettere in atto un progetto del genere la prima cosa che andrebbe cambiata è sicuramente la mentalità comune che vede ancora il computer come qualche cosa da specialisti, smanettoni ecc. Per non parlare del fatto di inserire dei Mac, perché quando oggi dico a qualcuno che ho un Macintosh mi sento rispondere :"Ma che Pentium monta?" o cose del genere, oppure mi dicono "Cosa un Mac, che?" per cui credo che il tuo articolo sia quasi fantascienza, senza contare il fatto che lo Stato ha già tanti di quei tagli da fare alla spesa pubblica che l'ombra di una cosa del genere spaventerebbe a morte l'erario.

Allora il fatto che la gente tenda a considerare la sua conoscenza come l'unica giusta è un fatto acclarato. In fondo tutti i mezzi di comunicazione ci hanno abituato a considerare Windows ed Intel come le uniche forme d'incarnazione di un Personal Computer, questo non vuol dire però che non si possa e non si debba migliorare. Certo se questo progetto prendesse piede ci sarannno molte scuole che, spinte da pseudo-esperti, farebbero acquistare vagonate di cloni taiwanesi mal riusciti, tuttavia penso che ci sarebbe spazio anche per consigli scolastici più illuminati che volessero crearsi un laboratorio all'avanguardia dotato di Mac. Comunque credo che la prima cosa da fare, prima della divisione Mac/IBM-compatibili, sia quella di avvicinare le persone al computer, poi gli si fa capire la differenza.
Al problema dei tagli alla spesa e cose simili rispondo in un modo semplice, è ben miope quell'azienda, e non dimentichiamoci che, in una certa maniera, anche lo stato è un'azienda, che per risolvere i suoi problemi a breve termine, taglia sugli investimenti di lungo periodo, che sono gli unici capaci di generare vantaggi competitivi. Se l'Italia vuole rimanere tra le grandi potenze, non può tralasciare il luogo ove crescono le menti che dovranno in futuro guidarla: la scuola. Poi ho detto anche un'altra cosa, superiamo il tabù dell'intervento delle aziende e dei privati nelle scuole, non credo possano fare più male di quanto ne ha fatto il clientelismo di stato, no?

Spero che queste note abbiano chiarito i miei pensieri. Se ci fossero ancora domande che volete pormi,cari lettori, basta scrivermi e risponderò o in privato, o tramite il sito. Ciao



Data di pubblicazione: 30-07-2000
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