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Scuola 2000

Datemi 6.000 miliardi e provo a cambiare la scuola italiana

Stavolta ho deciso di mettermi a fare politica, ma siccome so che questa parola vi farebbe scappare via dalla pagina, perdendo il resto dell'articolo, diciamo che proverò a disegnare uno scenario di scuola, un po' diversa dalla attuale, una scuola che, pur non perdendo ciò che di buono vi è e vi assicuro che c'è tanto da salvare, riesca a rimettersi al passo con i tempi.

Viviamo nel mondo dei mass-media, delle televisioni, dei telefonini e di Internet, tuttavia, almeno per i programmi scolastici, tutti questi fenomeni sembrano lontani o qualcosa da rifuggire.
Viaggiando in rete si possono esplorare e conoscere cose che altrimenti rimarrebbero per noi ignote, pensate a dei ragazzi che debbano fare delle ricerche su di un paese, non sarebbe più bello, utile, veloce e soprattutto coinvolgente, che i ragazzi potessero usare i mezzi a loro più consoni? Mi riferisco alla televisione, ai computer a quel mondo dei ragazzi che sembra essere sempre un mistero.

Oramai non si trova trasmissione in cui non si dica, la cultura va scemando, i ragazzi non hanno più voglia di impegnarsi, se continua di questo passo chissà dove si andrà a finire, beh, recenti scavi hanno portato alla luce una vecchia tavoletta Assira, di circa 5000 anni fa, beh il senso delle frasi scritte era questo: “i tempi vanno sempre peggiorando, se andremo avanti così chissà dove finiremo”. Il fatto che siamo ancora qui credo valga a qualcosa.

Cosa rende lo studio, la cultura e spesso la scuola così poco attraenti? Molto deriva dalla profonda differenza tra quello che i ragazzi vivono ogni giorno, in termini di mobilità di stimoli e quello che trovano ogni giorno tra i banchi. Perché, ancora oggi, il computer è un oggetto sconosciuto alla maggior parte della popolazione? Perché i modelli più recenti spesso montano addirittura un Pentium 200, unito ad una serie di componenti di bassa qualità?
Uno dei motivi e certo il più importante è questo: Mancano i soldi. La mia proposta è molto semplice: vediamo di quanto potremmo avere bisogno e cerchiamo di trovare le fonti necessarie.

In Italia ci sono molte scuole di ogni ordine e grado, sarebbe utile avere in ciascuna di esse almeno 3 laboratori informatici, in Italia ci sono meno di 10 milioni di studenti, beh proviamo ad ipotizzare un computer x ogni 10 ragazzi e procediamo ad elaborare il nostro progetto.
Quanti computer ci sono necessari? Beh, con un conto facile e di prima approssimazione 1 milione. Quanto costa oggi un buon computer? Credo che il prototipo del buon computer sia l'iMac, beh ogni iMac costa £.2.600.000, con calcolo veloce abbiamo impegnato i primi 2600 miliardi. Ma ogni computer, o meglio ogni scuola avrà bisogno di software, il peso del software sul costo dei computer potrà essere di un altro milione per computer, questa stima è realistica perché, se è vero che i programmi ormai tendono a costare sempre di più, un acquisto in ingenti proporzioni di programmi quali Golive o Office, ArchiCad, PageMaker o Quark Xpress, Cubase e chi più ne ha più ne metta, potranno in media pesare per quanto detto sul costo di un computer.

A questo punto con i 1000 Miliardi spesi per il software siamo a 3600, vogliamo vedere perché sopra ho detto datemi 6000 Miliardi? Beh, ogni computer ha, anche se minima, bisogno di assistenza e c'è urgenza, nelle scuole, di nuove forze, forze giovani, dinamiche e preparate che sappiano dare alle scuole quella spinta in più. Non più professori adattati a docenti di informatica, ma laureati in informatica, grafici, esperti di reti, che sappiano istruire i ragazzi e completare la loro preparazione interagendo con i docenti delle altre materie. Quanto personale potrà servire per tutti questi computer? Con i Mac la proporzione è di 1 a 50 circa, ma poiché dovrebbero anche insegnare, accetterei una proporzione di 1 a 20, servono quindi 50.000 persone, ma quanto dovremmo pagare queste persone? Proviamo a calcolare circa £45.000.000 annui lordi, pari a circa £2.100.000 nette al mese, moltiplicando viene fuori una necessità strutturale di 2250 Miliardi, che sommati ai 3600 di cui si parlava prima portano il totale a 5850, considerando un arrotondamento e per semplicità, chiamamoli 6000 Miliardi.

Adesso molti diranno, belle parole e adesso? Dove si trovano in Italia tanti soldi? So benissimo che è facile discorrere con il portafoglio altrui, tuttavia proverò ad indicare alcune vie per ottenere i mezzi necessari per procedere a questo programma; le mie proposte non sono esclusive, ma potrebbero essere unite, scisse, accettate solo in parte.

Una prima via potrebbe essere quella di un prelievo simile all'8 per mille e ad esso ulteriore, da destinare esplicitamente a questo fine, credo che si potrebbero raccogliere molti fondi già così.
Una possibilità diversa potrebbe essere quella di permettere il finanziamento delle strutture informatiche scolastiche da parte di privati ed aziende, concedendo di detrarre dalle imposte questo tipo di donazione. Altra forma potrebbe essere la creazione di un'una-tantum denominata tassa di adeguamento informatico per creare la struttura, utilizzando poi altre forme, come parte del ricavato del lotto, oppure dell'addizionale sulla benzina o sul tabacco.

Altre forme potrebbero essere più locali e specifiche come i proventi dall'addizionale Ici, oppure l'incremento della tassa di iscrizione alle scuole superiori introducendo anche la differenziazione delle spettanze secondo il reddito.

Credo che come il legislatore sa creare leggi e leggine e trovare moltissimi soldi per finanziare lavori spesso inutili e senza futuro, potrà anche fare uno sforzo per trovare i soldi per l'attuazione di questo programma. Quel che è certo è che i soldi spesi per un anno saranno poi necessari tutti gli anni, infatti al di là degli stipendi, bisognerà mantenere aggiornato il parco macchine e quello software, ma credo che con una vita media dei computer di 3 anni la spesa per l'aggiornamento di questi più i computer potrebbe mantenersi entro i 1500 Miliardi l'anno.

Sembrano cifre spaventose eppure sono una goccia nelle spese dello stato, basterebbe impegnarsi un po' di più per trainare il nostro paese alla pari con le altre nazioni, ma c'è qualcuno pronto a recepire? Chissà.
Ehilà a Palazzo Chigi, c'è qualcuno che ascolta?

Io ho detto la mia, ma vorrei anche la vostra opinione. Avete proposte, critiche o altro? Scrivetemi e fatemelo sapere. Alla prossima.



Data di pubblicazione: 08-05-2000
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