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PowerPC

2- I processori sopravviveranno?

Analizziamo ora la seconda protagonista del trio: Motorola. Anche in questo caso troviamo molte situazioni che hanno generato equivoci e confusione, ma che sembrano avviate verso una soluzione.
Motorola ha fatto circolare voci molto insistenti su di un possibile abbandono o una dismissione del settore dedicato ai microprocessori per Personal computer, operazione “finalizzata”, a detta dei bene informati, a concentrare le risorse sui Chip “customizzati”, destinati cioé ad apparecchiature quali auto, cellulari, palmari ed altro, che si mostrano come un mercato sempre più fiorente e ricco.
Ulteriore segnale negativo è venuto dalla scoperta del Bug che ha afflitto il processore G4 a 500 MHz, la lentezza nel porre rimedio al baco ha di fatto rallentato il rilascio di processori più potenti, causando il salto di una “generazione” nei processori e rafforzando l'impressione di una generale pigrizia ed approssimazione nella gestione dello sviluppo e quindi di una non strategicità riconosciuta ai PPC.
Ultimo aspetto che ha ingenerato sospetti sono stati i sempre più stretti contatti con AMD, contatti che hanno fatto storcere il naso a più di un'analista, in quanto si teme o meglio si temeva che Motorola potesse abbandonare il progetto PowerPC e recuperare gli investimenti in tecnologia ed infrastrutture fornendo capacità produttiva ulteriore ad AMD, in crisi da eccesso di domanda per i suoi processori Athlon e alla disperata ricerca di un partner all'avanguardia nella tecnologia produttiva.

I segnali positivi però sono anche qui molteplici e tali da far quasi completamente diradare le nere nubi che si addensavano sul futuro del PPC:
Motorola ha finalmente posto rimedio al Bug del G4 e sembra pronta al rilascio entro l'estate di nuovi processori G4 a 700 MHz; ritrovata poi la via della collaborazione con IBM e l'unità d'intenti e grazie anche ai buoni rapporti con AMD, la miniaturizzazione dei processori dovrebbe procedere molto rapidamente permettendo di ridurre, in tempi brevi, il gap in MHz tra i PPC e le altre famiglie di processori come i Pentium o gli Athlon.
Aggiungiamo anche che un maggiore sfruttamento degli impianti che potrebbe portare a minori costi dei processori e quindi ad un'arma competitiva in più in mano a Motorola ed Apple per contrastare i concorrenti.
Motorola ha mostrato, inoltre di avere già in cantiere, così come IBM, i processori che dovrebbero vedere la luce nel 2001 e di avere già pianificato i vari Step fino al 2005; l'avere un orizzonte così ampio non può non far ritenere che i PPC hanno un futuro dinanzi a sé.
Ultima nota è la centralità che è stata data in azienda alla neoacquisita Metroworks; il far lavorare fianco a fianco i progettisti dell'hardware con i programmatori del software dovrebbe dare vita a prodotti più performanti, meglio adattati alle caratteristiche dei processori e quindi in grado di sfruttarne al meglio le differenze tra le varie famiglie di processori oltre a ridurre il tempo necessario per avere sul mercato programmi ottimizzati per l'utilizzo sui nuovi processori.

Che dire, anche dal lato Motorola sembra che le cose abbiano preso la giusta piega, anche se alcuni episodi del passato, come la cessazione delle attività di licensing del Mac OS pesano ancora sulla valutazione di Apple e della sua politica. Proprio di quest'ultimo punto ci occuperemo nella terza ed ultima parte.
A presto.



Data di pubblicazione: 19-02-2000
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