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PowerPC

1 - I processori sopravviveranno?

Da qualche tempo, nel mondo dei processori, gira una pericolosa ed insistente previsione: “i processori PowerPC sono destinati a sparire dal mercato dei Personal Computer, in quanto IBM e Motorola non hanno più interesse a produrli”.
Credo che questa canzone sia stata già “cantata” già troppe volte ma, prima di liquidare l'evento come impossibile cerchiamo di analizzare meglio la situazione e le sue implicazioni. Infatti, almeno in una certa misura, le azioni dei tre soggetti che ruotano intorno ai PowerPC, IBM, Motorola ed Apple hanno, di volta in volta, contribuito ad alimentare queste voci. In tre articoli presenteremo ciascuno dei protagonisti evidenziando i loro errori ma anche ciò che hanno fatto per porvi rimedio e gli investimenti per il posizionamento futuro.

Cominciamo da Big Blue, alias IBM; il PowerPC è il processore che l'azienda utilizza anche sulle sue macchine aziendali come i molto diffusi R6000; già questa considerazione rende improbabile l'abbandono della piattaforma da parte di IBM; se a questo aggiungiamo poi il fatto che IBM è proprietaria di parte della tecnologia alla base dei processori e che sul loro sviluppo ha investito ed investe cospicue risorse, ci si rende conto come i PowerPC siano ancora centrali nelle strategie aziendali.
Il contributo di IBM alle voci di abbandono della piattaforma è venuto dalla scelta, operata in un primo momento, di non produrre i G4 valutando quest'evoluzione non significativa, proseguendo nello sviluppo dei G3; inoltre ha ceduto a Motorola l'intero controllo sul centro di Somerset dove vengono sviluppate le nuove versioni dei processori PPC.
L'allarme però è prontamente rientrato primo, perché IBM ha iniziato la produzione dei G4 tanto che i primi esemplari dovrebbero essere montati sulle macchine da scrivania e portatili di prossimo rilascio, ed in più, nell'ultimo Forum dedicato ai processori, IBM ha mostrato un prototipo di PPC capace di spingersi sino ad 1.1 GHz, quest'ultimo potrebbe venire rilasciato nel 2001, mentre ci sono già i piani per raggiungere i 5 GHz entro il 2005, un progetto quindi di ampio respiro.
Aggiungiamo a questo roseo quadro il fatto che IBM è di fatto detentrice della tecnologia produttiva ad oggi più avanzata ed avremo ben definito una situazione che, almeno da quanto appare, dovrebbe finalmente evolversi in maniera positiva portando benefici sia ad Apple, sia, soprattutto agli utenti, con macchine estremamente più veloci, ma sempre competitive sui prezzi.
Naturalmente il fatto di essere un Mac-Lover, può aver influenzato, almeno in parte, la mia serenità di giudizio, ed è vero che, di questi tempi, ci attendevamo cose diverse dal consorzio AIM (Apple, IBM, Motorola), ma è anche vero che se degli errori sono stati commessi non è giusto dimenticarli, ma neanche fermarsi troppo a rimuginare sul passato.
Quindi fiducia e Think Different.
Alla prossima settimana per parlare di Motorola.



Data di pubblicazione: 14-02-2000
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