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Apple apre i suoi negozi

Apple entra dove gli altri si ritirano

Apple lancia la sua catena di negozi

Dopo mesi di indiscrezioni e di scoop creati più o meno ad arte, Apple ha finalmente annunciato l'apertura dei suoi primi negozi, qualcosa di completamente nuovo rispetto al passato ed anche rispetto a quanto fatto dai suoi concorrenti Gateway su tutti.
Ma vediamo più da vicino cosa c'è di realmente nuovo in questo progetto e cosa ci si può attendere nei prossimi mesi e nel futuro un po' meno prossimo da parte di Apple.

I problemi con i venditori

Apple produce alcuni tra i migliori computer e, senza dubbio, il miglior sistema operativo, ma, in molti punti vendita, anche negli Stati Uniti, è molto difficile percepire questa differenza, anzi, in molti casi, i venditori fanno di tutto per dissuadere le persone dal provare un Macintosh. Si va dai consigli "disinteressati" che spingono verso l'acquisto di un "compatibile", a Macintosh tenuti spenti e senza tastiera così da impedire anche le prove d'uso, all'assenza di software sugli scaffali cosa che contribuisce a dare l'impressione di assenza di software per la nostra piattaforma.
Apple, per porre rimedio a questa situazione ha lanciato i suoi famosi "Store within a Store", ovvero aree interamente dedicate alla piattaforma Macintosh all'interno di catene nazionali come CompUSA: tuttavia, questa operazione, dopo i primi successi, ha cominciato a mostrare gli stessi difetti della situazione precedente con venditori poco capaci, tecnici incapaci di dare un'assistenza qualificata e scarso aiuto nella scelta del computer, soprattutto per gli utenti al primo acquisto, ovvero la parte più appetibile del mercato informatico.

Apple cambia strategia.

Steve Jobs ha valutato con attenzione tutte le segnalazioni che gli giungevano dalle varie zone degli Stati Uniti e, basandosi su tutte le rimostranze, ha cercato di migliorare "l'esperienza d'acquisto, tuttavia i risultati di questi sforzi sono stati molto scarsi.
Da questo parziale insuccesso e dalla consapevolezza dell'importanza della prova e dell'esperienza diretta per veicolare gli acquisti, ha cominciato a nascere l'idea di una rete vendita che potesse offrire, finalmente, un servizio ed un ambiente consono all'immagine di Apple.

E così, circa un anno fa, quella che oggi sta diventando la catena di negozi di Apple, cominciò a prendere forma; per assicurare ai negozi un forte impatto visivo ed emotivo Jobs chiamò a collaborare il CEO della Gap una delle aziende più innovative d'america, un po' come la Diesel in Italia.

Ed ecco a voi gli Apple Store "reali"

Alcune settimane fa sono stati aperti i primi 2 negozi ed entro la fine dell'anno saranno in tutto 25. Se siete curiosi e volete vedere come sono fatti, potete farlo andando sul sito di Apple USA e potrete avere anche una guida d'eccezione, niente meno che Steve Jobs.
Ma ciò che più ci interessa, al di là della bellezza o meno dei nuovi negozi, è la loro possibilità di riuscita. Infatti, mentre Apple sta aprendo i suoi negozi, gli Stati Uniti si avviano alla recessione e questo comporterà una riduzione degli acquisti da parte delle famiglie, riduzione che colpirà famiglie e imprese, con la possibilità di impattare negativamente anche le vendite di Apple che pure hanno dimostrato di temere meno la recessione rispetto a quelle di altri venditori.
La domanda che tutti si fanno è però un'altra: può Apple riuscire laddove tutti gli altri, IBM e Gateway in testa hanno fallito? La risposta giusta è: se Apple non ci riuscirà, vorrà dire che non ci riuscirà nessun altro, visto che nessun'altra casa di computer, al mondo, può contare su una forza di richiamo pari a quella di Apple.

E l'Europa?

Un'ultima nota la riservo per la nostra cara vecchia Europa. Apple ha chiaramente affermato che, nel corso del 2001 i negozi saranno aperti solo negli USA, nulla si sa, invece, dei piani per il 2002-2003. Benchè sia sempre difficile fare previsioni su archi di tempo così lunghi diciamo che la possibilità di vedere dei negozi Apple in Europa sarà maggiore nel Regno Unito, più vicino per cultura agli USA, che nel resto d'Europa. In Italia c'è da sperare che qualcosa si muova, ma vi sconsiglio di trattenere il fiato.

In chiusura mi permetto di darvi la mia opinione, Apple ha fatto, nuovamente, una scelta coraggiosa ed i primi giorni di vendita hanno dato risultati confortanti, tuttavia solo se i nuovi negozi riusciranno a trovare il loro spazio sul mercato, l'esperimento sarà riuscito.
Certo se potessimo avere anche in Italia uno solo di questi negozi, sarebbe un sogno..... chissà se potremo vederlo..



Data di pubblicazione: 04-06-2001
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