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La forza degli Utenti

Basta poco che ce vo' (Giobbe Covatta)

Pochi giorni fa è arrivata la risposta del Corriere della Sera ad una lettera inviatagli da Andrea Sartorati, utente Mac e MacLover, che si era fatto promotore di una raccolta di firme e quindi di una petizione contro la decisione del summenzionato quotidiano di rilasciare due dei suoi prodotti, i grandi musei di Londra e Viaggio in Europa (Inghilterra) esclusivamente in versione Windows compatibile.
La raccolta di firme è stata portata avanti in ogni direzione e si sono superate le 100 adesioni, ma la comunità Mac è in grado di fare molto di più, siamo un gruppo meno numeroso ma più coeso e dobbiamo farci sentire.

Come dicevo sopra la risposta del Corriere, benché un po' tardiva, è arrivata, ma non è proprio quella che ci si poteva attendere. In pratica, pubblicherò il testo in un'altra pagina se siete interessati a leggerlo, il Corriere utilizzando soliti vecchi ritornelli, afferma che la produzione di una versione compatibile per Mac, costerebbe il doppio rispetto ad una solo per Windows, che il Mac rappresenta solo il 6% del mercato e che creare un Cd-rom solo per Windows gli ha permesso di utilizzare alcune funzioni non disponibili altrimenti. Di positivo nella lettera c'erano solo due cose, la prima il Corriere prometteva, anche se in maniera molto blanda, di riconsiderare in futuro la possibilità di rilasciare i prodotti in versione multipiattaforma, la seconda era che per farsi perdonare, almeno in parte questa mancata attenzione, offriva gratis una copia di due dei loro unici prodotti multi-piattaforma, che loro hanno in portafoglio, ma che, ci hanno tenuto a precisarlo, sono prodotti già nati Mac e non commissionati da loro.

Così si è chiusa questa vicenda, ma almeno per me, la vicenda non è finita. E' inconcepibile che con lo sviluppo dei prodotti multi-piattaforma, considerati dei veri e propri standard, sto parlando di Acrobat di Adobe o di Director di Macromedia, senza menzionare l'onnipresente QuickTime, ci si venga a dire che sviluppare una doppia versione di un Cd-Rom costa il doppio. I programmi che ho menzionato non sono piccoli shareware da pochi dollari, che spesso fanno il loro dovere meglio di molti programmi commerciali, ma sono soluzioni considerate all'avanguardia ed universalmente accettate. Certo spesso è più facile programmare qualcosa per una sola piattaforma, ma vari studi hanno dimostrato che, il creare una versione anche per Mac di un prodotto, oltre a far aumentare i costi di non più del 10%, rende il prodotto migliore e più stabile.
Il Corriere ha sbagliato ed è per questo che io ho gentilmente chiesto a Sartorati di passargli una lettera di protesta in cui, oltre ad inviare queste argomentazioni, rifiutavo il loro dono. Non voglio un contentino, voglio di più per il mio computer tutti i giorni. Voglio poter entrare nella mia edicola e comprare tutti i prodotti cosiddetti divulgativi, senza preoccuparmi di andare a leggere le specifiche, voglio prodotti più belli, pensati anche per il Mac e che rispettino a pieno la sua interfaccia.

Tutti possiamo e dobbiamo fare qualcosa, le proteste se non servono a risolvere immediatamente i problemi, certo aiutano a porli. Recentemente Apple ha reso gratuito l'aggiornamento ad AppleShare 6.2, proprio a causa degli utenti, mentre sta finalmente rilasciando un programma di installazione di QuickTime che non richieda di scaricare pacchetti dalla rete. Tutti questi risultati sono stati ottenuti grazie a petizioni o proteste degli utenti.
Allora ecco il motivo del titolo che ho scelto, rubandolo dalla famosa pubblicità di Giobbe Covatta, basta poco l'invia del vostro nome ed indirizzo a qualcuno dei proponenti queste iniziative per rendere un grandissimo servizio alla comunità Mac. Noi siamo un piccolo sito, abbiamo circa 500 lettori fedeli e ci farebbe piacere se tutti firmassero le future petizioni, per quanto possiamo fare, d'ora in poi sul sito verrà annunciata ogni forma di protesta organizzata con tutte le modalità di raccolta delle firme. Sperando di trovarvi pronti a recepire questo nostro invito, vi ricordiamo che chi tace, acconsente, quindi se le cose non ci vanno facciamoci sentire.



Data di pubblicazione: 16-05-1999
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