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Intel e Motorola

Perchè il PowerPC è ancora dietro ai Pentium? 1a parte

Quando oramai si affrontano delle discussioni che hanno riguardo al mondo dei processori, ci si trova dinanzi a delle vere e proprie guerre di religione, ci sono i fedeli della Intel, i "protestanti" fedeli all' AMD e gli "eretici" ovvero tutti quelli che parteggiano per i processori PowerPC di Motorola ed IBM.

Scopo di questa mia breve analisi e di individuare i punti di debolezza nel nostro campo, punti che hanno e stanno favorendo gli attacchi della Intel e della AMD; allo stesso tempo però analizzerò quelli che sono i punti di forza, ovvero, tutte le caratteristiche che hanno permesso al PowerPC di sopravvivere ancora oggi e, probabilmente, di essere forte come non lo era mai stato in passato.

I punti deboli

  1. Quando Apple, Motorola ed IBM lanciarono il primo processore PowerPC erano convinte che date l'enorme superiorità della tecnologià Risc (Reduced instruction set chip) da loro adottata, rispetto alla tecnologia CISC (Complete instruction set chip), in breve tempo i loro processori avrebbero letteralmente polverizzato i prodotti della Intel ed assicurato quindi ad Apple un vantaggio competitivo via via crescente. Ciò che non potevano prevedere o meglio che avevano sottovalutato era che Intel sarebbe riuscita a tirare fuori da questa tecnologia comunque inferiore (questo è vero) prestazioni comunque notevoli, mentre Motorola ed IBM non sarebbero riuscite a garantire un flusso costante e continuo di innovazioni per velocizzare i loro processori. A tutto questo ha poi contribuito in misura determinante Apple che, sebbene abbia ben operato per assicurare una transazione senza problemi dai vecchi processori ai nuovi, oggi nel 1999 a ben 6 anni di distanza dall'ideazione del PowerPC, non ha ancora un sistema operativo che sfrutti adeguatamente questo processore, se si eccettua Mac OS X Server che però non è un sistema pensato per la maggior parte degli utenti.
  2. I processori PowerPC, almeno sino all'avvento del G3, erano sempre stati forti sui calcoli in virgola mobile, quelli, scusate la semplificazione, utilizzati nella grafica in genere, mentre erano un po' più deboli sui calcoli con numeri interi, quelli utilizzati dai programmi di uso quotidiano per milioni di persone come i programmi di scrittura e lo stesso sistema operativo. D'altronde la maggiore velocità nei calcoli in virgola mobile, soprattutto in alcune applicazioni, poteva essere colmata, con l'utilizzo di schede dedicate a quelle operazioni ed il cui costo, sommato quello della macchina rimaneva spesso più basso di quello di un Mac.
  3. Problema non risolto è il crescente gap nella velocità in MHz dei nuovi processori, la tecnologia CISC non offre rendimenti proporzionali all'incremento di velocità, intendo dire che un processore Intel Pentium III a 600 MHz non è più veloce del 50% rispetto ad uno a 400 MHz, ma lo sarà del 20%. Tuttavia l'arma della velocità nominale dei processori è molto importante ed a poco valgono le affermazioni di Apple sulla velocità doppia dei suoi processori a parità di MHz rispetto ad Intel. Certo gli incrementi di prestazioni garantiti dai PowerPC, sono reali, quindi da 400 a 500 MHz guadagniamo il 25% di prestazioni, ma non è ancora abbastanza, occorre fare di più.
  4. Altro problema che chiama sul banco degli imputati proprio Apple, è l'assenza di un'offerta seria e competitiva nel campo dei server. Questa mancanza fa si che non vengano incentivate a sufficienza le produzioni di processori veloci nei calcoli interi e nello sviluppo delle capacità multiprocessore. Nonostante ciò che si possa credere, soprattutto nei server Web, la velocità del processore è una variabile non così importante, sebbene la possibilità di sfruttare il multiprocessing, ovvero l'utilizzo contemporaneo di più processori, è in grado di indirizzare la domanda su macchine Intel piuttosto che PowerPC.
  5. L'ultima difficoltà in ordine di tempo è data dal fatto che IBM e Motorola abbiano imboccato strade diverse nello sviluppo dei processori PPC. IBM ha deciso di concentrarsi sullo sviluppo dei G3 e di potenziare ulteriormente le loro capacità di calcolo su numeri interi, mentre Motorola ha deciso di investire su G4 e su Altivec. Questa divisione ha rallentato il rilascio di nuovi e più potenti processori e rischia di rendere difficoltosa la fornitura di processori in numero sufficiente a soddisfare Apple. Su questo punto, almeno negli ultimi giorni, si registrano però significativi passi avanti; sembra che IBM abbia deciso di produrre anch'essa i G4 ed i nuovi processori, di sua produzione, dovrebbero essere pronti entro la fine dell'anno.

Per quest'oggi è tutto, la prossima settimana analizzeremo i punti di forza. A presto e ricordate una cosa, PowerPC è comunque superiore a qualunque Pentium e la prossima settimana vi darò i motivi per esserne sicuri.



Data di pubblicazione: 06-11-1999
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