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iMac

Internet MAC o IperMAC

Non so quanti di voi abbiano visto l'iMac, io sono tra quelli che l'hanno visto e ne sono rimasto letteralmente affascinato. E' stupendo, non avevo mai provato un'emozione simile nel vedere un computer e si che di novità in quest'ultimo anno il buon Steve ne ha tirate fuori davvero tante, prima la campagna Think Different, gli spot sui nuovi G3, i nuovi PowerBook, ma in fondo erano tutti un'evoluzione della specie. Cos'è il G3? Un PowerMac portato all'ennesima potenza, ed il PowerBook, se si eccettua la velocità e lo schermo, (non è poco, ma non è tutto), non vede nulla di rivoluzionario.

Ma eccolo lì, il buon Steve vicino al suo piccolo, nuovo, sogno: L'iMAC. Una cosa mi ha colpito fortemente ed è la frase scritta sullo schermo (molto bello e luminoso), cioè: Hello, again. A cosa si riferiva questa frase? Si ricollegava alla frase che era scritta sul primo Mac (sigh!, sigh!), ma cosa significa tutto questo?
Vi offro il mio piccolo contributo.
L'ultimo computer a salutare con Hello era stato alla base della rivoluzione lanciata dalla casa della Mela nel 1984, quel saluto era un messaggio forte e allo stesso tempo rassicurante, in fondo Ciao, è la tipica espressione di saluto di persone che si conoscono e che sono in confidenza; il Mac voleva essere proprio questo, un amico ed un compagno di lavoro, più che una macchina.

Inoltre i computer del tempo non si distinguevano certo per la semplicità e l' amichevolezza, anche le riviste dell'epoca non parlavano tanto di programmi o processori, ma presentavano enormi listati e procedure per "spremere" le macchine, va da sé che occorreva qualcosa di diverso. Ed eccolo lì: Macintosh, the computer for the rest of us, cioè il computer per tutti quelli tra noi, e sono tanti, che volevano fare le cose subito senza dover imparare e litigare per mesi con il computer (traduzione molto libera). Interfaccia grafica, mouse e dischetto da 3 1/2 furono alcune novità davvero clamorose e diedero inizio alla rivoluzione nel mondo dei Personal Computer. Poi tutti sappiamo come è andata la storia, Apple non ha licenziato il system ha attraversato tre anni davvero brutti, ha rischiato di scomparire, non fallendo, ma venendo acquisita da qualche gigante e, ad un tratto, come un araba fenice, si è ricordata, anche grazie a Steve Jobs, il motivo per cui era nata, rendere facili le cose difficili, (un po' il contrario della Microsoft, senza alcuna cattiveria). Il prodotto è davvero rivoluzionario, non tanto per le cose che aggiunge, come l'USB o l'Ethernet, quanto per quelle che toglie, sarà il primo Desktop, (eccettuati i Next) a non avere il drive per floppy disk, sarà il primo MAC dal 1985 a non avere la porta SCSI esterna, mancherà anche il collegamento seriale, LocalTalk, a cui ci eravamo tanto affezionati.
Ma perché tutte queste "sottrazioni"? Le parole d'ordine sono sempre le stesse semplificare e potenziare, non solo quello che facciamo oggi, ma quello che pensiamo di voler fare domani (Dove volete andare domani?).

E allora a cosa serve il floppy in un mondo che lo usa sempre meno? Meglio il Cd-rom o, si parla di un futuro inserimento, il DVD. Il futuro è delle reti intranet e via cavo, ecco allora una porta Ethernet professionale. E, sempre per la semplicità, cosa c'è di meglio di un'interfaccia che permetta di staccare ed attaccare i dispositivi senza spegnere la macchina e senza rischiare nulla? Ecco allora USB e la possibilità di attaccare e staccare fino a 127 dispositivi (anche se, se trovo uno capace di tenere più di 20 dispositivi attaccati al suo computer, sono disposto a rimanere fuori da casa mia per un'ora con l'accappatoio e un cappello da asino in testa).

Ma la ricetta sarà vincente? Le previsioni sono sempre rischiose, ma in fondo se tutti vi si lanciano voglio provare a farne una anche io. Quali sono i punti deboli dell'iMac? Un po' quelli generali di mamma APPLE, la carenza di programmi specifici per un'utenza Home, una visibilità non proprio eccessiva e questo specifico dell'iMac, l'assoluta mancanza di dispositivi USB. Tuttavia, almeno questa volta, sembra che ci si stia muovendo nella giusta direzione. Dall'annuncio dell'iMac sono state preannunciate o rese disponibili quasi 200 nuove applicazioni e tra queste anche Tomb Raider II (e scusate se è poco), è stato previsto un lancio in grande dell'iMac questa volta associato anche ad una buona disponibilità di macchine (si parla di 400.000 computer pronti il 15 agosto e di questi 100.000 solo per CompUsa) ed infine si susseguono, ogni giorno, gli annunci di nuovi dispositivi USB, ve ne cito solo qualcuno, joystick della Macally e della Gravis, il drive SparQ della Syquest (mai prima d'ora disponibile per Mac), uno scanner dalla Umax, la QuickCam della Connectix, stampanti dalla HP e dalla Epson e la cosa più incredibile è che quasi tutti hanno deciso di dotare i loro apparecchi di un design translucente come quello dell'Imac. Non mancano poi adattatori per salvaguardare gli investimenti in stampanti seriali. Non c'è dubbio, questa volta a Cupertino hanno deciso di giocarsi tutte le carte e, se tutto andrà bene, ne vedremo delle belle.

Qualche suggerimento e qualche rimpianto

Ho voluto tenere per la fine alcune cose che vorrei vedere in un iMac2 o simile:

1) Una porta FireWire, per chi non lo sapesse questa porta è un'invenzione dei laboratori di Cupertino ed è più veloce della Scsi, i cavi dovrebbero costare meno e, soprattutto, è anch'essa collegabile e scollegabile a caldo.
2) La possibilità di avere il DVD.
3) Un acceleratore 3D o la possibilità di installarne uno.
4) La possibilità di avere qualche altro colore oltre l'azzurro, mi piacerebbe un rosso ed un verde speranza. Chissà.

Quanto ai rimpianti, mi dispiace che l'iMac sia disponibile solo in una monoconfigurazione, ma spero che superata la fase di lancio diverrà configurabile.

Per tenervi aggiornati su tutte le notizie riguardanti l'iMac potete andae presso: iMAC2DAY



Data di pubblicazione: 03-06-1998
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