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La guerra in IRAQ

La guerra in IRAQ ragioni valide e "posticce" per una guerra

Torno, dopo un lungo silenzio, a parlare di temi che sento molto vicini anche se lontani, solo "virtualmente" da questo sito.
Lo faccio per parlare della guerra in IRAQ, un evento che, giorno dopo giorno, sembra avvicinarsi sempre più. Sicuramente sarò l'ultimo ed il meno degno dei commentatori, eppure voglio rendervi partecipi delle mie considerazioni, chiedendovi poi di partecipare ad una discussione.

E' giusto fare la guerra all'IRAQ?

Le motivazioni alla base della guerra sono sostanzialmente 3:

  1. L' IRAQ ha disatteso le numerose risoluzioni dell'ONU tese ad ottenere un maggior rispetto dei diritti umani delle popolazioni curde nonchè il rispetto del divieto di disarmo.
  2. L'IRAQ possiederebbe armi di distruzioni di massa nonchè armi batteriologiche e chimiche, ma soprattutto, ha una guida politica (Saddam Hussein) che ha dimostrato di non avere remore ad usarle anche contro le popolazioni civili oltre che contro militari.
  3. L'IRAQ rappresenta un pericolo per tutti i paesi confinanti e per l'economia dell'intera regione per la sua continua politica di riarmo e per l'appoggio che fornirebbe ai gruppi terroristici e fondamentalisti di matrice islamica.

Quello che non si può dire.

Le motivazioni sono certamente molto forti e sembrerebbero "giustificare" la guerra al Rais, tuttavia, come sempre accade, ci sono degli interessanti punti di vista e valutazioni che non dovrebbero essere dimenticati.

  1. Israele. Ha reiteratamente violato le risoluzioni dell'ONU, è in guerra con i palestinesi e sta uccidendo persone inermi. Non riconosce l'autorità di tribunali internazionali. Possiede armi di distruzione di massa in quantità e pericolosità notevolmente superiore a quelli dell'IRAQ e di ogni altro paese, tuttavia non vi è alcuna critica, aperta, dell'operato di Israele anche quando le sue azioni sono palesemente violente e contro la volontà delle Nazioni Unite.
  2. USA. Gli Stati Uniti hanno loro stessi un enorme arsenale di armi di distruzione di massa che non hanno adeguatamente ridotto. I loro missili intelligenti hanno fatto molte vittime tra i civili, passate sotto quella triste etichetta di "effetti collaterali" neanche fossero numeri e non persone. Soprattutto sfruttando la paura e la fobia del terrorismo stanno praticando una vera e propria operazione di conquista e pulizia del mondo con pericolosi deliri di onnipotenza se sono arrivati a minacciare la Francia (per la ventilata possibilità di utilizzo del veto) e la Gran Bretagna, loro più grande alleato, affermando che avrebbero fatto a meno anche del loro aiuto.
  3. Pakistan, Iran, Turchia, India. Sono altri paesi che, in modi diversi hanno violato trattati , posseggono armi di distruzione di massa (india e pakistan anche l'atomica) hanno compiuto efferate violenze sui civili. Ma per ora il male è esclusivamente Saddam Hussein e gli altri sono tutti "amici" in attesa che, una volta sbrigata la pratica IRAQ ci si ricordi di qualche altro nemico

E poi i veri motivi....

L' IRAQ rappresenta uno dei più importanti produttori di petrolio al mondo, la sua posizione strategica e le sue riserve sono qualcosa che fa gola a tutte le economie mondiali. Avere un governo "amico" o meglio ancora "asservito" all'occidente rappresenterebbe una garanzia di prezzi del petrolio controllati, di forniture continue e senza problemi.

Gli Stati Uniti attraversano una crisi economica molto forte e queste cose rendono qualunque presidente impopolare. Portare l'attenzione del paese sulla minaccia del terrorismo e sulla guerra all'IRAQ rende meno pressanti i problemi interni, contribuisce a far partire un'economia di guerra, trova una facile scusa per giustificare una serie di fallimenti di politica economica e per cercare di trovare una nuova congiuntura favorevole.

E l'Europa dove è finita?

Siamo per l'ennesima volta il gigante dai piedi di argilla. Non si è riusciti a proporre una soluzione, condivisa, forte e concordata da tutti i paesi della Unione Europea. Si è parlato di una posizione Franco-Tedesca che, tuttavia, si basa più su un'opposizione alla posizione americana che su una vera proposta alternativa. Ad oggi l'unica cosa che si dice è di dare più tempo agli ispettori e di proporre l'esilio a Saddam Hussein, ma qualcuno ha pensato di andarglielo a dire o ci aspettiamo che il Rais lasci volontariamente e senza alcuna "spinta" il suo posto ed il suo potere?

L'Italia tra tentazioni americanizzanti e equilibri europei.

Il nostro paese si è mosso in questa situazione di ambiguità in modo abbastanza buono, forse per la nostra italica abitudine a barcamenarci. Oggi appare chiaro come sia divenuto necessario fermare assolutamente il piano di Bush e la sua voglia di usare come pupazzi paesi ed istituzioni democratiche, tuttavia il governo italiano dovrebbe avere più coraggio per osare e per proporre soluzioni che vadano al di là di quanto fatto dai nostri amici francesi e tedeschi.

La pace è un valore.

Tutti vogliamo la pace, la guerra è l'unica vera sconfitta. Spero solo che in questo nostro paese ed in questo mondo così strano sia rimasto tanto buon senso da capirlo e da muoversi di conseguenza.



Data di pubblicazione: 25-03-2003
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