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PC su Mac o Mac su PC?

Questo è il problema!

Molte volte scambiando files con amici incorriamo nel pericolo di avere sistemi operativi diversi, un intoppo che non ci permette di aprire documenti o lanciare applicazioni. Spesso la differenza sta nel "cuore" del nostro computer, cioè nel processore che, come ben saprete, è un PowerPC nei computer MacOs e un Intel Pentium nei PC compatibili (ma anche un Alpha nelle Workstation Digital o uno Sparc in quelle di Sun…). È proprio la diversità di "istruzioni" (si chiamano così in gergo le procedure di esecuzione interne a ciascun chip) che non ci permette che il Quake dell'amico Marco dotato di PC giri anche sul Mac di Gianluca, è come se in una fabbrica ci fossero un ingegnere italiano ed uno tedesco che danno ordini ad uno stesso gruppo di operai.

 

Una questione di linguaggi

Per risolvere il problema che specialmente in ambito professionale si fa serio, esistono due tipi di soluzioni: una hardware ed una software. La prima è senza dubbio la migliore in termini di prestazioni perché significa inserire nel computer un vero e proprio processore diverso da quello con cui abbiamo comprato la macchina. È come se, ritornando all'esempio di prima, affiancassimo un interprete di italiano/tedesco accanto ad un ingegnere. Tuttavia si tratta di una spesa non indifferente (per lo più superiore al milione), visto che alla fine dei conti è come ricomprare un altro computer (e tante volte sarebbe più conveniente comperare un altro computer vero e proprio ndr).

 

Come capirsi?

La seconda soluzione, quella software, consiste in un programma, appunto, che ha il compito di emulare le istruzioni del processore mancante. Nella nostra fabbrica, sarebbe cioè come se il nostro ingegnere italiano avesse preso delle lezioni di tedesco così da poter parlare un'altra lingua. Tuttavia i risultati in termini di prestazioni sono nettamente inferiori rispetto a quelli di una scheda hardware perché il nostro processore, già affaticato dal sistema operativo e tutte le sue routine, deve anche prendersi la briga di gestire l'OS da emulare. E non è sempre detto che il software funzioni alla perfezione, visto che possiamo sempre incorrere in eccezioni, protection faults, divide by zero e altre stranezze. Nella nostra fabbrica è come se l'ingegnere italiano non sapesse parlare alla perfezione il tedesco, quindi con errori di pronuncia e altri sfondoni!

 

PC su Mac

Ci occuperemo ora delle soluzioni software presenti sul mercato. Chi possiede un Macintosh e vuole emulare un PC è ben fortunato, basta che si ricordi due nomi: Connectix Virtual PC e Insignia Real PC. Essi sono senz'altro i migliori mezzi di comunicazione a basso costo con il mondo Intel. Un loro antenato (ma forse sarebbe meglio dire il nonno del secondo) era SoftPC, un programmino davvero ben fatto che faceva credere al vostro Mac di essere un DOS 3 punto qualcosa, non ricordo. Erano altri tempi e la velocità di emulazione lasciava un po' a desiderare… Poco dopo fece la sua comparsa SoftWindows, ancora di Insignia, che, come è facile intendere, aggiungeva le funzionalità di Windows 3.1x. Tuttavia se l'OS di Microsoft era leggermente pesante per i 386 e passabile per i 486, figuratevi per i nostri 68k! La lentezza la faceva ancora da padrona. Una vera e propria rivoluzione la portò Virtual PC di Connectix, la stessa di RAM Doubler. La differenza sostanziale stava nel fatto che il software in questione non emulava il sistema operativo ma bensì operava un semplice riconoscimento delle periferiche installate, comportandosi come un vero e proprio IBM compatibile sul quale installare Windows NT, 95, OS/2 o qualsiasi altro OS. E avendo un G3 ci si comincia ad avvicinare a prestazioni accettabili di emulazione (per quanto facciano parte dei requisiti minimi, i processori 603e non danno il massimo delle performance). Un consiglio? Beh, qualsiasi Mac abbiate controllate che sia bello pieno di RAM visto che tali programmi ne sono avidissimi!

 

Mac su PC (I° atto)

Ma se uno vuole fare al contrario e cioè emulare un Mac su PC? Ecco, qui cominciano i guai… In realtà anche qui vi sono molte soluzioni sul mercato (parliamo sempre delle software), tuttavia poche sono valide. Io, da amante del Mac esule forzato su questa infame terra Wintel, ho concluso la mia ricerca in questo senso solo poco tempo fa grazie ad una segnalazione su Macity. Comunque procediamo con calma. Un paio di anni fa, non ricordo neanche come, capitai sul sito di Ardi, i produttori del "Magnificent (ma dove???) Executor", un programma che gira da DOS e che ti piazza davanti ad una specie di MacOS dei poveri. In effetti nessuno riconoscerebbe che si tratta di un System! Al posto della melina in alto a sinstra c'è una specie di sgorbio, la versione del supposto system è la 6.08, non esiste il desktop, non supporta le estensioni, non supporta i pannelli di controllo, non esiste una cartella sistema MacOs-like e tante altre mancanze. E questa è la versione 1.99beta o giù di lì. La cosa più esilarante è che questa software house (dalla homepage parecchio spartana peraltro) promette, lo ripeto, da circa due anni, una fantomatica versione 2.0 che oltre a fare tutto quello che l'altra non fa, emula anche System 7.5 o superiori. Qui è davvero il caso di dire "chi vivrà, vedrà"…

 

Mac su PC (II° atto)

Quest'anno mi è capitata tra le mani una versione per Windows 95 (sempre beta, non si sa perché!) di un altro emulatore, stavolta un po' più serio: vMac Ok, anch'io preferisco un bel PowerPC ma in mancanza d'altro ci accontentiamo che il nostro PC faccia finta di essere un MacPlus in bianco e nero! I difetti di vMac? Purtroppo gira sempre in un'area di schermo di 320x200. Anzi c'è l'opzione per lo schermo intero, però richiede i driver DirectX. In verità io ne avevo una versione anche piuttosto recente, la 5.0, ma non funziona, crea solamente uno sgorbio sul video. Inoltre vMac gira sempre in risoluzione monocromatica, la velocità lascia un po' a desiderare e invece che accettare i dischetti di MacOs originali di Apple, vuole dei file suoi dall'estensione ".dsk" che vede come veri e propri System. Mi vorrei ora soffermare su l'ultima peculiarità di vMac ma che interessa però anche l'emulatore che descriverò di seguito. Come ben saprete all'interno di ogni Macintosh vi è una ROM (Read Only Memory) che contiene informazioni indelebili sul nostro computer. Bene, vMac, da vero Mac (scusate il bisticcio di parole!) ha bisogno di una ROM, tuttavia software!!! Un attimo e vi spiego tutto! Insieme al programma vi scaricherete una utility che si chiama CopyRom: sostanzialmente essa si preoccupa, dopo essere stata lanciata su un MacPlus (Attenzione solo questo modello), di creare un file dal nome "vMac.rom" dalle dimensioni, guarda un po', di 128k. Trasportando il file nella apposita cartella sul nostro PC, potremo lanciare l'emulatore.

 

Ma a che serve tutto ciò?

Dopo avervi descritto questo passaggio, necessario per il corretto funzionamento dell'emulatore, mi sorge una domanda: ma a che serve tutto ciò? Mi spiego: siccome le ROM del Macintosh non sono legalmente cedibili a terzi né sotto forma di file né come hardware vero e proprio poiché proprietà di Apple Computer (insomma uno deve avere un Macintosh tutto suo, non può copiare la ROM dal Mac di un amico), dove sta l'utilità di emulare MacOs? È come se io avessi un MacPlus e un Pentium II a 300 Mhz e decidessi di far girare sul secondo System 7.1: per quanto sia un processore performante (ma sempre meno di un G3!) otterrei una velocità di esecuzione parecchio più lenta rispetto al Mac vero e proprio.

 

Mac su PC (III° e ultimo atto)

Cominciamo ad intravedere una uscita in questa disperata ricerca! Come dicevo prima, poco tempo fa su Macity si parlava di un certo emulatore Macintosh davvero fenomenale: il suo nome era Fusion e veniva prodotto da Microcode Solution. Io l'ho scaricato e devo dirvi che non erano solo chiacchiere quelle in giro… Il programma di per sé non occupa neanche tanto, circa 2 MB installato ma uno spazio più grosso lo occupa l'hard disk virtuale che dovete crearvi (fate conto almeno una sessantina o più di mega visto che una volta creato non più "ingrandibile"), un file dall'estensione ".hfx". Dopo aver lanciato il Setup, nel quale settate tutte le vostre preferenze (dal video, all'audio, alla ROM che stavolta può essere prelevata da un qualsiasi Macintosh con un programmino analogo a quello suddetto), è necessario inserire il primo disco del System (credo sia il Disk Tool) per fare "un abbozzo di boot" che vi permetterà di formattare l'HD che avete creato. Per quanto riguarda i Mac riconosciuti, si va dal Mac IIci fino ad un Quadra 950. Niente PowerPC neanche stavolta, anche se un'occhio di riguardo va tenuto per le ROM. Infatti se volete installare MacOS 8 (si, si, proprio lui; con Fusion è possibile!) o successivi, dovete possedere un file ROM da almeno 1MB. Fino a MacOS 7.6 ne basta anche uno da 512k. Come emulazione direi che ci siamo; è chiaro che non sono programmi creati per farci rendering 3D, però vi dico una cosa sola: io ho installato "tranquillamente" QuickTime 3.0, che è di recente uscita. Inoltre gira a schermo pieno, a colori, supporta estensioni (io ho subito installato Aaron!), pannellli di controllo e chi più ne ha più ne metta. L'unico "difetto" è che…va comprato! In effetti le limitazioni che ci vengono imposte dalla demo di Fusion non sono poche: un massimo di 8 MB di RAM per il Mac emulato, non si possono leggere CD o floppy formattati DOS e nemmeno PhotoCD, non si può creare più di un Hard Disk, massima risoluzione 640x480 e tante altre cose. Un vero peccato, considerando che nella documentazione (peraltro esauriente e ben fatta) non si fa nessuno accenno al prezzo della versione completa. L'unica speranza è che non sia esoso come quello di Executor (Vi voglio lasciare la curiosità: fatevi un giro da Ardi per vedere quanto chiedono per "quell'emulatore finto"!).



Data di pubblicazione: 06-02-1999
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