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Il mito COPLAND

La sinfonia mai ascoltata

Benedetto Croce affermava che la Storia è fatta di corsi e di ricorsi, Gesù invece invitava i suoi discepoli a non guardare la pagliuzza nell'occhio del vicino, rischiando così di non vedere la trave nel proprio occhio. Allora a costo di riaprire una ferita profonda vorrei ricostruire un po' la storia del progetto Copland detto anche System 8, quello che doveva essere il sistema moderno della casa di Cupertino e che ha rischiato di esserne il Canto del Cigno.

Copland nasce quasi in contemporanea con il progetto PowerPc. Apple comprende immediatamente la necessità di procedere ad adeguare il software all'Hardware e intraprende un progetto titanico, la riscrittura del suo sistema operativo. In un primo tempo sono gli ingegneri a sottovalutarne la difficoltà, poi ad essi si associa il management, all'epoca c'era un CEO (leggi quello che comanda) che non brillava certo per competenze specifiche nel campo informatico e meno ancora per capacità di leadership, questa sua ignoranza gli impedì di dare al progetto tutte le risorse, ed erano davvero tante, che sarebbero state necessarie per un progetto così rivoluzionario.

Apple inoltre era troppo presa su più fronti per concentrarsi sul suo System e così si andava avanti a promesse, presentazioni e studi su ciò che sarebbe stato; sembrava di assistere ad un nuovo caso Osborne (Questi aveva creato una macchina che stava vendendo bene ed inizio a dire che la seconda versione sarebbe stata rivoluzionaria come prestazioni, ma ottenne un risultato imprevisto, la gente smise di comprare le "vecchie" macchine, attendendo le "nuove" che non arrivarono mai in quanto fallì); tutto a Cupertino sembrava essere regolato su Copland: il vero decollo del mercato dei cloni era affidato al System 8 e alla nuova architettura CHRP, altra promessa sulla quale mi prometto di tornare.

Ma cosa aveva questo sistema di tanto rivoluzionario? Un po' di tutto. Implementava un Kernel e una soluzione (Hardware Abstraction Layer) che avrebbe permesso di implementare molte soluzioni di collegamento nel computer come la porta parallela o la FireWire o quant'altro senza che questo toccasse in alcun modo le fondamenta del sistema, fondamenta che sarebbero state anche inattaccabili da bombe ed errori vari di sistema, che quindi non avrebbero mai potuto arrestare il sistema, come invece avviene ancora oggi. Avrebbe dovuto essere molto veloce, essendo interamente nativo, anche se su questo aspetto, nello sviluppo del sistema, si susseguirono voci diverse che variavano da chi prometteva incrementi del 100%, soprattutto nel campo dell' I/O, ancora oggi punto debole della nostra architettura, a chi vedeva solo piccoli incrementi di velocità; chiaramente non sapremo mai la verità.

Perché la politica dei Cloni si basava su Copland? Perché avrebbe liberato i produttori di Mac-compatibili da molti dei circuiti proprietari che vi erano sulle macchine Apple e li avrebbe resi liberi di inserire innovazioni radicali che andassero ben al di là del processore più veloce o del bus di qualche Mhz superiore (Power Computing) o infine ad una cache più veloce (Umax). Molti possibili produttori di cloni, tra cui alcuni giganti come la Canon o la Compaq (ma qui andiamo nella fantastoria), erano in attesa di questa situazione per poter entrare, chiaramente il non verificarsi di questa condizione ha reso impossibile il loro ingresso.

Intanto Copland accumulava ritardi su ritardi, mentre Apple si avviava a quella crisi da cui sembra uscita solo adesso. Arriviamo così al 1996 quando Gilbert Amelio guarda ciò che c'è dentro al progetto Copland e scopre che fa acqua da tutte le parti. Inizia così la ricerca all'esterno di una soluzione che permettesse di portare un sistema moderno su Mac, senza dover continuare per il vicolo ormai troppo stretto di COPLAND. I progetti erano due: il primo prevedeva l'acquisto della Be inc. di Jean Louis Gassèè, ex-ingegnere della Apple ai tempi del lancio del Macintosh, mentre il secondo che venne celato a tutti prevedeva l'acquisto della NeXT di Steve Jobs. Quando il primo progetto si arenò per una questione di prezzo, fu scelto il secondo.

Il resto, come è uso dire in questi casi, è STORIA.

Il nostro articolo su NeXT: clicca qui.

Il nostro articolo dedicato a Jean Louis Gassée: clicca qui.

Data di pubblicazione: 11-05-1998

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