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2000 ed oltre

Apple tra qualche anno

Oggi non parliamo né di nuovi computer, né di nuovi sistemi operativi, ma proviamo a guardare più avanti a quello che potrà essere Apple fra dieci anni.
Apple è oggi, fondamentalmente, quello che era 20 anni fa, essenzialmente una produttrice di Hardware; infatti è da questa divisione che essa trae buona parte del suo fatturato e dei suoi profitti, mentre hanno importanza relativa, almeno dal punto di vista economico, il settore del software e delle tecnologie ad esso connesse.

Questo scenario è destinato a subire una profonda trasformazione nel giro di pochi anni. Provo a condividere con voi le mie riflessioni.

Il mercato dei Personal Computer crescerà ancora molto nei prossimi anni, ma, almeno da quanto è possibile intravedere, la competizione esasperata esercitata in primo luogo sui prezzi, non farà altro che ridurre i profitti di tutti gli operatori. In economia questo stato di un mercato viene definito di stabilizzazione-maturità, una fase in cui i tassi di crescita diminuiscono mentre si inasprisce la guerra sui prezzi.
Apple oggi ha saggiamente deciso, di tenersi fuori da questa guerra dei prezzi, decidendo di investire il suo futuro su due fronti, il design e la superiorità tecnologica del mondo Mac, inteso come insieme Hardware e Software, rispetto al mondo Windows. Questa strategia sta dando ottimi frutti, Apple non ha mai venduto tanti computer quanto quelli venduti negli ultimi due anni ed il tutto connesso ad un forte incremento di fatturato ed utili. Ma la buona riuscita di quest'iniziativa non deve far dimenticare che il grande sviluppo di Internet porterà allo sviluppo di altre piattaforme, pensate per sfruttare il nuovo mezzo; qui non parlo solo dei palmari o delle WebTV, ma anche dei cellulari intelligenti e di tutta quella serie di apparecchi futuribili (caschi per la realtà virtuale ed altro) che ci permetteranno di interagire in misura sempre più frequente con la rete.

In quest'ottica acquisteranno sempre maggiore importanza tutte quelle tecnologie pensate per migliorare l'utilizzo della rete e qui Apple ha due carte da giocare, QuickTime e Sherlock, oltre che naturalmente il suo nome.

Cominciamo dalla prima e più importante arma presente nell'arsenale di Cupertino, ovvero QuickTime. Nonostante i tentativi di Microsoft o di Real, Apple sta conquistando posizioni nel campo della fornitura di contenuti multimediali ed in questa luce si può comprendere meglio anche il progetto QuickTime TV. Con QuickTime TV, sulla cui falsa partenza si è molto parlato, vedi l'articolo di Luca Accomazzi, sebbene ora il sito Apple sia stato aggiornato, Apple vuole creare non solo un network parallelo e differenziato rispetto a quelli televisivi, ma vuole sfruttare e consolidare la piattaforma QuickTime come l'unica o almeno come la principale risorsa per la fornitura di contenuti multimediali in rete.

In quest'ottica si comprende anche meglio l'investimento, effettuato qualche giorno fa, di Apple in Akamai, una società specializzata nel fornire ad aziende la possibilità di offrire contenuti in rete, con una rete di oltre 900 server localizzati principalmente negli USA ed un po' in tutto il mondo. Akamai potrà garantire quella "potenza di trasmissione" necessaria per garantire un adeguato flusso di dati per le trasmissioni in Streaming, (brevemente, per chi non la conoscesse, lo Streaming permette di ricevere i filmati in diretta sul proprio computer ed è una delle novità introdotte da QuickTime 4.0 ed è ciò che ha permesso a molti utenti Mac di seguire il Keynote di Jobs, comodamente seduti a casa).

Naturalmente se QuickTime diverrà la tecnologia predominante Apple potrà certamente beneficiarne su più fronti:

  1. Dal lato Hardware vedrà aumentare le vendite dei suoi Server, che offriranno una piattaforma pronta e completa per utilizzare al meglio QuickTime, naturalmente Apple potrà continuare ad offrire i suoi prodotti hardware anche al mercato dei consumatori finali, con i successori dell'iMac o dell'iBook.
  2. Dal lato Software con la vendita delle licenze di utilizzo. Questi prodotti hanno dei ritorni sugli investimenti che sono stratosferici, Apple non dovrà più basarsi solo sui profitti derivanti dalla vendita del sistema operativo, ma otterrà profitti anche dalle altre tecnologie, profitti che potranno garantire un maggior flusso di risorse per migliorare sempre le funzionalità e la stabilità.

Quindi un po' meno Hardware, in fatturato e profitti e più software nel futuro di Apple. La scelta sembra essere giusta e per convincersene basta guardare e confrontare due dati:
Microsoft, oggi ha un'utile che è pari a circa il 40% del suo fatturato, Apple che è in questo campo uno dei migliori produttori di Hardware, veleggia intorno all'8-10%, c'è di che migliorare. Ma perché dati così diversi? Il software ha bassi costi variabili (il costo del CD e di un po' di documentazione) ed elevati costi fissi (costi di sviluppo), una volta recuperati questi ultimi i profitti aumentano ad ogni copia venduta in maniera vertiginosa; l'hardware invece ha alti costi variabili (costo del processore e di tutti i componenti) e bassi costi fissi (costo del design e della struttura) quindi un eguale aumento di vendite di Hardware non porta allo stesso aumento di profitti.

Questa è la mia visione del futuro venturo di Apple, ma con un'azienda così strana fare previsioni può servire solo a farsi deridere; io ci ho provato. Cosa ne pensate? Aspetto commenti. Alla prossima.



Data di pubblicazione: 04-05-1999
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