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Apple Boulevard

Una succursale della Mela a Hollywood

In questi ultimi tempi la Apple si è comportata come se fosse al supermercato: comprando e comprando ancora. Non in settori qualunque però, e acquistando aziende di nicchia, ma non di poco conto: certo, si tratta di nomi sconosciuti al grande pubblico. Tuttavia presso gli specialisti e non solo, sono celebri e rinomati. L’utente Apple impegnato nell’attesa di “Jaguar” pensa: embé?

La scalata

La prima in ordine di tempo è stata la Nothing Real, poi è stata la volta della Silicon Grail. L’ultima qualche settimana fa: la Prismo Graphichs. Questa azienda commercializza un programma, che permette l’animazione del testo in tutti i modi possibili e immaginabili. Inoltre, questi effetti possono essere personalizzati grazie ad un linguaggio di scripting con cui (se avete fantasia), potete crearne di nuovi.

Il primo passo

A essere pignoli, la casa di Cupertino ha cominciato le sue grandi manovre verso il cinema pretendendo (e ottenendo), il porting di Maya; tanto che qualche mese fa girarono voci di una possibile acquisizione di Alias/Wavefront proprio da parte di Jobs e co. Intanto, ancora altre voci confermerebbero la volontà della Apple di procedere ad altre acquisizioni.

E il secondo?

Che cosa riserverà il futuro, e cosa ci sia nei piani della Apple rimane per ora avvolto nell’incertezza. Le cattive perfomance borsistiche della Mela potrebbero forse indurre ad allungare i tempi, e a rimandare lo sviluppo di certi progetti a tempi più favorevoli. Una cosa è certa: la casa della Mela è entrata in maniera decisa nel mercato del cinema, per restarci e soprattutto per comandare. Piacerebbe saperne di più, perché così noi utenti potremmo magari immaginare cosa aspettarci, non è vero?

Cosa c’è dietro?

Già, perché non è affatto escluso che parte delle soluzioni di queste aziende (ovviamente adattate al mercato casalingo), un giorno o l’altro possano essere accessibili a tutti noi, in qualche modo. Ma in realtà, la spiegazione è più semplice. La Apple che per anni ha snobbato certi settori ritenuti superflui, per poi ritrovarsi in un angolino con il 5% del mercato, vuole una volta tanto giocare d’anticipo. Fare in modo di avere lei una postazione privilegiata, con cui dovere fare i conti, in futuro. E per impedire all’ingombrante avversario (Redmond), di spazzare via, prima o poi, qualunque scelta alternativa.

Una rotta nuova

Lavorare in un contesto così “estremo” e competitivo come l’industria del cinema, significa fornire soluzioni potenti, facili e flessibili. Se in questi ultimi tempi la Apple ha (anche) conquistato la ribalta con alcune azzeccate soluzioni e proposte di puro marketing (per esempio l’iPod), ora deve modificare il suo rapporto col mondo esterno, e dare risposte chiare su cosa bolle in pentola. Per dirne una: il G5. La strategia del non dire, dell’alimentare voci e incertezze, del trincerarsi dietro un atteggiamento di distacco e superiorità, ora che la Apple diventa un partner così essenziale, deve lasciare spazio a politiche più trasparenti e comprensibili.


Data di pubblicazione: 21-07-2002

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