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Intervista ad Apimac Software

Un'esclusiva de ilMac.net

La fortuna di una piattaforma è data (certamente), da quelle grosse software house che decidono di investirci uomini, danaro e mezzi per sviluppare applicazioni. Più ve ne sono, e più in salute sarà la piattaforma. Basti questo come esempio: il BeOS (un sistema operativo che in un primo momento doveva essere adottato da Apple, poi si scelse NeXT e quindi Mac OS X), è fallito anche perché non vantava grossi nomi di aziende software dalla sua parte. Ma sarebbe d'altra parte fortemente ingiusto non prestare la dovuta attenzione a tutte quelle piccole (per dimensioni, si capisce), software house che producono fior di applicazioni. Applicazioni che spesso diventano uno strumento indispensabile per l'utente Mac (novizio o professionista che sia), anche perché spesso contengono soluzioni geniali, oppure perché riescono a riassumere meglio la filosofia Apple. Perfino meglio di Apple stessa, certo.
Siamo riusciti a contattare Ivan Gobbo, di Apimac Software (di cui potete visitare il sito cliccando qui), che si è dichiarato molto disponibile a rispondere ad alcune nostre domande. Una chiacchierata che riportiamo integralmente, che getta un po' di luce "dietro le quinte" di una azienda che sforna per la nostra piattaforma alcuni programmi come Apimac Clean Text, Apimac Secret Folder o Apimac Address Book.
Un po' di storia, innanzitutto: Apimac è un'azienda che sviluppa software per Mac dal 1996, e in questi anni di intenso lavoro la sua fama ha conquistato moltissimi utenti in giro per il mondo, oltre naturalmente ad avere incamerato premi importanti per le sue applicazioni.

Domanda:Senza ovviamente entrare nei particolari: quali sono i vostri progetti futuri? Ci puoi anticipare qualche nuova applicazione cui state lavorando?

Risposta: Come sai, alcune delle nostre applicazioni competono direttamente con quelle offerte da Apple oltre che con soluzioni offerte da terze parti e quindi siamo costantemente impegnati ad innovarne le funzionalità in modo da potere offrire sempre possibilità di interazione nuove e funzioni non disponibili attualmente nell'offerta presente sul mercato. Prendiamo ad esempio la nostra applicazione Apimac Address Book, abbiamo implementato per primi sofisticate funzionalità di stampa molto apprezzate dagli utenti ed accessibili in modo semplice ed intuitivo, oggi stiamo lavorando ad una nuova tecnologia che renderà la ricerca di una persona nel database naturale come potrebbe esserlo il cercare qualcuno in una stanza, si basa sull'idea che forse per una persona cercare qualcuno vedendone il viso sarebbe stato più semplice che cercarla tra una lista di nomi. Abbiamo definito questa funzionalità "Search by picture" e comparirà nella prossima release dell'applicazione. Naturalmente siamo impegnati in molte altre novità che riguarderanno principalmente la nostra applicazione per la realizzazione di presentazioni multimediali Apimac Slide Show e l'applicazione per l'elaborazione automatica del testo Apimac Clean Text, che già oggi è probabilmente una delle soluzioni per la formattazione automatica tra le più complete presenti sul mercato.

D: La pirateria non tocca solo le grosse aziende come Macromedia o Microsoft, ma anche piccole realtà, come la vostra. Come giudicate questo fenomeno, e avete una stima di quanti vostri prodotti siano usati senza essere registrati?

R: Questo è un problema che noi abbiamo deciso di non risolvere con uno scontro diretto, è infatti impensabile essere costantemente impegnati in una lotta con chi tenta di piratare i codici e di violare il sistema di registrazione in quanto, oltre ad essere una lotta impari ed infruttuosa, quelli che ne vengono colpiti maggiormente sarebbero proprio gli utenti regolarmente registrati i quali dovrebbero continuamente reinserire nuovi codici sempre più complessi. Il nostro approccio è per così dire "collaborativo", permettiamo un certo grado di diffusione dei codici di registrazione piratati sapendo che prima o dopo chi li utilizza sente la necessità di diventare un utente ufficiale per sentirsi meglio con se stesso e per riconoscenza se si trova bene con il nostro software. D'altro canto noi offriamo assistenza tecnica a tutti gli utenti, sia registrati che non, il nostro servizio di assistenza è uno dei nostri fiori all'occhiello, noi rispondiamo a tutti rapidamente, cercando di essere utili e di risolvere rapidamente i loro problemi, spesso anche non legati alle nostre applicazioni. Credo che l'assistenza agli utenti sia l'aspetto più qualificante di una software house, da lì puoi capire se c'è una vera struttura dietro ad un software e soprattutto se hai a che fare con professionisti o dilettanti. C'è da dire che il feedback che arriva al servizio assistenza è una fonte importante di idee, suggerimenti e proposte per nuove funzionalità, una ricchezza che nessuna persona sensata ignorerebbe. Gli utenti sono davvero la parte più importante del reparto progettazione di una software house.

D: Sempre più spesso dal mondo Unix arrivano programmi gratuiti o semi-gratuiti; non temete che questa concorrenza renda ancora più difficile il vostro lavoro?

R: Questa è una tendenza che sta pacificamente invadendo ogni aspetto della nostra società, credo che in qualche modo sia la reazione positiva alla tendenza in atto da parte di alcune forze principalmente monopolistiche il cui unico imperativo pare sia il profitto economico ad ogni costo. Per fortuna il mondo non è ancora stato privatizzato e il software libero è un movimento importante di persone disposte ad impiegare una parte del loro tempo libero per mettere a disposizione della comunità, di cui si sentono parte, elementi importanti del proprio ingegno e della propria creatività a favore della libertà dai vincoli che alcuni vorrebbero imporre. Ben venga qualsiasi proposta di software gratuito o semi-gratuito, ci sarà sempre spazio per chi decide di entrare in questo settore con idee e professionalità. Per entrare più specificatamente nell'aspetto che più ci interessa da vicini e cioè il mercato del software per Mac OS X, non dobbiamo dimenticare che l'utente Mac ha delle aspettative molto alte in termini di facilità di utilizzo ed intuitività degli strumenti utilizzati, non tutti sono disposti ad impiegare il loro tempo per adattarsi a modalità di interazione con il computer troppo lontane dalle proprie aspettative. Quindi l'auspicio è quello che il software gratuito, col tempo, si possa piano piano avvicinare alla semplicità di utilizzo che è quello che davvero rende l'utente libero di sperimentare, creare e anche divertirsi quando utilizza il computer. Per quanto riguarda la nostra software house in particolare, anche noi abbiamo messo a disposizione spesso alla comunità degli sviluppatori il nostro know-how e parti importanti del nostro codice, oltre che diverse applicazioni gratuite agli utenti finali. Da poco per esempio abbiamo reso freeware la nostra applicazione Apimac Address Book nella sua versione per Mac Classic, una applicazione che ha svariate migliaia di persone che la utilizzato tutti i giorni in tutto il mondo e che è disponibile, come gran parte del nostro software, anche in italiano.

D: In quanto sviluppatori, come avete vissuto l'evoluzione della Apple dal punto di vista del software? Avete contatti con la Apple?

R: Apple Computer ha lavorato duramente in questi anni per portare la piattaforma ai livelli che oggi conosciamo e certamente è stato un lavoro difficile e complesso. Ma la cosa che ha saputo fare magistralmente è stato il mantenere dei buoni rapporti con gli sviluppatori, supportandoli e tenendo aperti molti canali informativi, ma soprattutto motivarli investendoli con una ondata di ottimismo ed entusiasmo, contattandoli anche individualmente per spronarli e aiutarli nella fase di transizione dalla vecchia piattaforma alla nuova. Lavorare con Apple è quanto di meglio si possa desiderare in termini di assistenza ma anche di correttezza nei rapporti, come sviluppatori Mac, abbiamo sempre avuto molto.

D:Secondo voi, la piattaforma Apple è appettibile per un giovane programmatore che intenda muoversi in questo campo? O manca ancora qualcosa?

R: Pur essendo relativamente giovane, l'attuale piattaforma Mac è matura e sta vivendo una fase di estrema stabilità, puoi lavorare per il futuro. Se sei abbastanza lungimirante e sai ascoltare il clima e le tendenze che sono in atto, riesci a scrivere del buon software che sarà attuale per diversi anni con poche modifiche.

D:Che cosa consigliereste ad un giovane che voglia dedicarsi alla programmazione (a parte l'entusiasmo)?

R: Credo che gli consiglierei di scrivere e sperimentare molto ed anche di rilasciare alcuni lavori in modo da avere un feedback dagli utenti. Se volesse lavorare con qualche software house piuttosto che mettersi in proprio, sarebbe meglio se prima realizzasse delle cose da solo, poi gli sarà più facile capire le esigenze del gruppo nel quale lavorerà. Oggi è facile mettere in circolazione delle applicazioni per Mac in quanto sono disponibili molti canali e generalmente gli operatori del settore sono prima di tutto utenti Mac con un senso di appartenenza ad una comunità e quindi saranno i primi a supportare il nuovo software, soprattutto se creativo ed innovativo, caratteristiche che alle applicazioni scritte dai giovani programmatori non mancano mai. Inoltre non dovrebbe mai permettere a nessuno che gli porti via il suo entusiasmo e purtroppo a volte le esigenze delle grandi software house si scontrano con la voglia di sperimentare e di creare dei giovani programmatori, se sente che non può essere se stesso all'interno di una realtà non deve avere paura di cambiare, iniziare nuove esperienze lavorative, per un giovane che ha talento in questo settore ci sono sempre molte opportunità. Uno dei punti deboli delle applicazioni scritte da neo-programmatori generalmente è l'interfaccia, spesso si vedono in giro applicazioni stupende ed innovative ma con una pessima interfaccia utente, qui mi sentirei di consigliare di leggere la documentazione sull'interfaccia utente di Apple Computer, ci sono staff di psicologi, antropologi, ricercatori sociali ed ingegneri che hanno lavorato anni con le persone per scrivere delle linee guida che possano aiutarti a disegnare delle buone interfacce utente ed è un vero peccato non implementare il risultato di questi studi nel proprio lavoro, spesso un controllo utilizzato nel modo e nel posto sbagliato può mandare nella disperazione un utente che tenta di utilizzare il tuo software.

D:Possiamo considerare Xcode come il GarageBand per il programmatore? Come lo valutate?

R: GarageBand era l'anello mancante alla strategia musicale di Apple Computer. Oggi chiunque acquisti un Mac ha a disposizione uno strumento che gli consente una volta tolto dall'imballo di gestire praticamente ogni aspetto della propria vita legato alla musica, dall'acquisto alla fruizione ed ora anche alla creazione, e per chi lo vuole, anche la vendita del proprio lavoro tamite iTunes Music Store. Quello che ha fatto Apple nel campo della musica negli ultimi anni è paragonabile solamente a quanto essa stessa ha fatto nel campo dei computer negli anni ottanta: ha visto dove gli altri non vedevano, ed ora proprio come in tutte le innovazioni geniali, sembra tutto così semplice e naturale. Xcode è un tassello importante nelle strategie di Apple legate allo sviluppo del software su piattaforma Mac, permette di accedere alle più sofisticate tecnologie di Mac OS X traendo rapidamente vantaggio da ciò che il sistema mette a disposizione. È un ottimo ambiente di sviluppo dedicato a chi desidera sfruttare i servizi e le tecnologie di Mac OS X senza preoccuparsi troppo della compatibilità con Mac OS Classic o di altri ambienti come i PC Windows e rappresenta anche il modo migliore di ottenere il massimo da Mac OS X senza avventurarsi nella scrittura di codice a basso livello.

D: Con quali strumenti sviluppate le vostre applicazioni?

R: Correntemente gli ingegneri software che lavorano alle applicazioni Apimac prediligono REAL Basic e Metacard/Runtime Revolution ma in passato abbiamo utilizzato anche altri strumenti, solitamente linguaggi di alto livello che producono un codice molto leggibile e facile da mantenere. Attualmente credo che questi due ambienti di sviluppo siano quanto di meglio offra il mercato per le loro caratteristiche multipiattaforma per chi vuole sviluppare applicazioni servendosi di controlli ed elementi di interfaccia già pronti e perfettamente funzionanti, inoltre sono molto ben supportati dai rispettivi produttori e le loro eventuali mancanze sono ben sopperite da una comunità di sviluppatori molto agguerrita e collaborativa che fornisce soluzioni ai vari problemi che uno sviluppatore può incontrare attraverso mailing list e newsgroup. Anche il settore dei plugin e delle classi riutilizzabili è molto sviluppato e ricco di soluzioni ai problemi più disparati. Spesso la scelta di un tool di sviluppo piuttosto che un altro può imbrigliare un po' la creatività, quindi non ci sentiamo obbligati ad utilizzare necessariamente uno strumento piuttosto che un altro e stiamo valutando di scrivere una nuova applicazione in Cocoa.

D: Di recente Apimac ha pubblicato una serie di software anche nella nostra lingua. Come mai questa decisione? E come valutate la reazione degli utenti?

R: La localizzazione di un software è una questione abbastanza complessa, da tale scelta derivano tutta una serie di conseguenze e non tutte le software house sono attrezzate con le risorse necessarie per fare fronte alle richieste che tale scelta conporta, spesso la soluzione migliore è quella di rilasciare le proprie applicazioni solamente in inglese, in fin dei conti questa è la lingua franca dei computer ed in questo modo si evitano diversi problemi. Il rilascio di applicazioni in italiano da parte di Apimac è la naturale conseguenza delle richieste degli utenti, tra i nostri utenti infatti una larghissima parte è italiana e non solo perché tra le nostre applicazioni abbiamo un dizionario di inglese-italiano molto popolare ma anche grazie al prezioso supporto che la stampa italiana del settore, cartacea e online ci ha sempre riservato.

L'intervista finisce qui: ma abbiamo un paio di chicche da mostrare ai nostri utenti. Ivan Gobbo infatti ci ha regalato un paio di schermate. Si tratta di progetti preliminari di interfaccia (che di solito vengono tenute ben nascoste, per ovvie ragioni), e che illustrano alcune innovazioni delle future versioni delle applicazioni sviluppate e curate da Apimac. Applicazioni che dovrebbero apparire nel prossimo inverno.
Nell' immagine che segue si vede l'implementazione della funzionalità "Search by picture", che sarà presente in Apimac Address Book 6, e di cui già si parla nel corso della nostra intervista.

In questa seconda immagine possiamo invece vedere la nuova funzione di gestione dei file di presentazioni multimediali direttamente dall'interno di Apimac Slide Show 7.



Data di pubblicazione: 05-08-2004
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