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Il caso del sito scomparso

L'arrivo dello Sceriffo nel Far West di Internet

Prima di altri avete capito le potenzialità di Internet, avete investito tempo e danaro sulla creazione di un sito che non fosse solo una home-page ma una vera fonte di informazioni.
Avete, per anni, rubato tempo alle ferie, agli affetti familiari, al vostro tempo libero "perdendo tempo" sul computer.
Ma avete fatto le cose per bene: avete creato una testata giornalistica, una società apposta per gestirne gli aspetti legali ed economici, avete assunto personale (alla faccia di chi dice che in Italia il settore dei servizi ha senso solo dietro alla produzione industriale).
Avete stipulato contratti pubblicitari e rapporti di collaborazione.
Insomma, siete stati bravi.

Ma un brutto giorno

Poi, una mattina, giusto per vedere gli ultimi lavori dei vostri collaboratori, accendete il computer e andate sul vostro sito.
"Porc... Non funziona!" e giù una devota serie di invocazioni rivolte al vostro sistemista!
Ma una rapida serie di telefonate incomincia a inquietarvi: "è tutto a posto..." "non capisco!..." e alla fine l'orrore diventa realtà!
Il NIC (ovvero l'ente preposto alla gestione dei domini Internet) vi ha cancellati!
Senza dirvi nulla e apparentemente senza motivo. Non solo.
Il vostro dominio, quello col nome del vostro sito, quello su cui avete lavorato e investito per anni, quello che voi avete reso famoso, ora appartiene a qualcun'altro...

Il caso "Cellulari.it"

Purtroppo non stiamo parlando in linea teorica: stiamo parlando di un caso successo veramente e che conosciamo bene perchè occorso a nostri amici, stiamo parlando del caso della sparizione del sito "Cellulari.it".
Riassumiamo brevemente i fatti: "Cellulari.it" è un sito di grande successo, attivo dal 1999 nel settore della informazione sui telefoni cellulari, è testata giornalistica, ha alle spalle dei fondatori che si sono costitutiti in forma societaria per lavorare (e pagare le tasse) seriamente, ha dipendenti e importanti contratti pubblicitari.
Ma a fine 2005 il manteiner di celluari.it fallisce e l'Authority concede tre mesi, fino alla fine di marzo, per cambiare piattaforma e affidarsi a un altro gestore.
Il 21 marzo l'azienda spedisce al NIC il fax con la nuova nomina ma esso risulta illeggibile.
Qualcosa non funzione nella comunicazione tra authority, mainteiner, provider e proprietario del dominio, Mediasafe (la società proprietaria di Cellulari.it) non sa in tempo del problema del fax illeggibile, e il dominio viene inesorabilmente assegnato ad altri.
Il sito sparisce dalla rete!!!

L'importanza di avere collaborazioni affidabili

Occorre ora aprire una parentesi.
Per molti che si "mettono su internet" il passaggio dalla fase "hobbistica" a quella professionale rappresenta il primo passo nella imprenditoria.
Un po' per necessità, un po' per inesperienza, certe decisioni sono spesso frettolose e "capita" di trovarsi a collaborare con soggetti non sempre affidabili. Questo è un problema comune a tutti coloro che entrano in affari.
La singolarità della attività su Internet risiede nella novità di alcuni istituti, quali appunto quello del manteiner o del provider.
Il rischio è quello di sottovalutare la crucialità di certi fornitori: se siete commercianti e il vostro corriere non vi soddisfa per cambiarlo bastano un paio di telefonate e il gioco è fatto.
Su Internet le cose non sono così semplici, la scelta del provider è fondamentale.
A titolo di esempio lo storico partner de "ilMac.net", Neamedia, non solo è una delle realtà più solide del settore ma è cresciuto assieme a noi, mutuando con noi le esperienze e strutturandosi per venire incontro alle esigenze di un sito complesso come il nostro.
Con questo non vogliamo dire che il nostro mantenier sia migliore di altri (o fare solo pubblicità): vogliamo dire che lo conosciamo bene, sappiamo come è strutturato e sappiamo quali sono le sue procedure interne.
Come tutti coloro che sono in affari cerchiamo di avere la massima attenzione agli aspetti "esterni" del nostro lavoro, a tutela della nostra durata e affidabilità, per il bene nostro e dei nostri lettori.
Poi può sempre capitare il colpo di sfortuna, come nel caso dei nostri amici, ma la conoscenza della complessità del mondo in cui ci si muove resta sempre la prima forma di prudenza.
Ma chiudiamo la parentesi e torniamo al nostro caso...

Andar per avvocati...

... sembra l'unica cosa che resta da fare agli amici de "cellurari.it",ovvero chiedere giustizia, usando una espressione che di solito lascia intendere ricorrere a qualcosa di dispendioso, incerto e molto lento.
Scatta immediata l'azione legale a tutela del dominio ma le speranze di non vedere sfumate le proprie fortune sono nelle mani della lentissima giustizia italiana!
La quale giustizia sconta intuitivamente anche un pregiudizio piuttosto radicato, quello di non capire niente di informatica e di non considerare la realtà virtuale come qualcosa di concreto dal punto di vista degli interessi da difendere, al dilà dei diritti delle casa discografiche.

Una soluzione inaspettata

In realtà le cose negli ultimi anni sono cambiate: internet non è più solo Far West e la legge non è lontana.
Probabilmente in effetti c'è voluto troppo tempo perchè fossero prese le misure al nuovo fenomeno, il grado di scetticismo è appunto ancora elevato e tanti vedono quello della rete come un fenomeno misterioso e pieno di "prepotenti", ma finalmente si incomincia a vedere il segno di una nuova attenzione da parte del legislatore e della Magistratura.
Infatti con un provvedimento senza precedenti, innovativo, il Giudice competente ha stabilito che il dominio dovesse essere d'urgenza riattribuito al vecchio proprietario.
Non solo, ha stabilito che deve pagar le spese relative chi ha "preso" il dominio vacante.
Ma la cosa interessante è l'affermazione, che intoppi amministativi non possono ledere il lavoro e la produzione di chi ha investito in una impresa.
Stupisce insomma il buon senso della disposizione del Giudice, quasi ci fossimo rassegnati ad una presunta mancanza di buon senso della Legge.
Qui entrano in campo senza dubbi i nostri pregiudizi ma rassicura constatare che chi non dovrebbe giudicare in maniera astratta lo fa con appunto competenza e la giusta dose di coraggio.

Uno sceriffo in città!

Senza dubbio tutti coloro che si sono trattenuti in casi analoghi, per i pregiudizi di cui sopra, dal ricorrere al Giudice, o ad "andar per avvocati" ora avranno un motivo in più per trovare il coraggio e la determinazione di farlo.
E ciò non significherà un aumento di contenzioso, significherà che i "furbi" ci penseranno due volte prima di ricorrere a certi mezzucci per ottenere sulla rete una visibilità (e una profittabilità) che non si sono meritati.
Insomma le persone per bene oggi vedono una tutela in più, dopo il Far West è arrivato lo sceriffo, dopo i pionieri stanno arrivando i coloni, la comunità della rete sta crescendo e oggi abbiamo visto un altro passo nella direzione di una Internet veramente di tutti!

Riportiamo integralmente, evidenziando le parti più interessanti, il provvedimento del Giudice di Milano ritentendo che sia una pietra miliare per tutti coloro che fanno di Interntet qualcosa di più di un hobby.



TRIBUNALE DI MILANO
SEZIONE SPECIALIZZATA IN MATERIA DI PROPRIETA’
INDUSTRIALE E INTELLETTUALE

RG 24864/06

Il giudice designato,
sciogliendo la riserva che precede, letti gli atti e i documenti, ritenuto che ai fini dell’emissione dei provvedimenti cautelari richiesti dalle ricorrenti sembrano sussistere i requisiti di legge, dovendosi osservare, quanto al ‘fumus’:

- che risulta pacifico in causa l’utilizzo da parte delle ricorrenti e a far tempo dal 1999 del nome a dominio “cellulari.it”, registrato anche come testata giornalistica presso questo tribunale il 10.12.2002, cancellato dall’autorità preposta il 31.3.2006 per un concorso di circostanze (la contestualità della cessione del dominio da Mediasafe srl a Triboo srl e della necessaria indicazione di un nuovo provider/maintainer, dopo la messa in stato di NO-PROVIDER MNT su richiesta del precedente; i mancati contatti tra il nuovo provider, la proprietà e l’ente di registrazione; la non integrale -?- leggibilità di un fax, mentre la pur sollevata questione di una diversa titolarità -cfr doc. 12 ric. pag. 3 - sembra interessare il solo nome a dominio triboo.it), concorso di circostanze che, sia pure con la valutazione sommaria propria della fase, potrebbe apparire anche incolpevole o comunque non connotato da un apprezzabile grado di colpa delle ricorrenti e infine immediatamente fatto oggetto (lo stesso dominio) di una nuova registrazione da parte della resistente Seocom srl;

- che la legittimità della registrazione di un nome a dominio non può essere valutata con riferimento esclusivo alla procedura (amministrativa) seguita dall’autorità preposta, ma deve tener conto dell’esistenza e del necessario rispetto degli altrui diritti di proprietà industriale, ove esistenti;

- che, anche a seguire la tesi della resistente circa la genericità, descrittività e quindi non tutelabilità del segno delle ricorrenti come marchio (di fatto), dovrebbe poi comunque giungersi a conclusioni diverse con riguardo al segno considerato quale testata (per la quale, notoriamente, è richiesto un minor gradiente di distintività, tra l’altro ben suscettibile di rafforzarsi progressivamente in ragione del pacifico uso pluriennale);
- che in un sistema legislativo già improntato al principio dell’unitarietà dei segni distintivi e comunque nel sistema approntato dal nuovo codice della proprietà industriale la testata sembra potersi riguardare alla stregua di un ‘altro segno distintivo’ tutelabile ex artt. 1, 2 e 22 cpi oltre che 2598 cc, non conseguente divieto di adozione per un soggetto estraneo al suo (pre)uso e che per tale via ottenga di fruire dei benefici correlati alla conoscenza del segno già diffusa tra il pubblico grazie all’attività e agli investimenti di altri soggetti;

- che a ciò non osta il mancato, attuale esercizio di analoga testata giornalistica sul sito da parte della resistente, la cui registrazione, volendo escludere atti emulativi come tali non tutelabili, non può che riguardarsi come funzionale a scopi commerciali, attuali o futuri, cui risulta strettamente connesso l’indebito vantaggio già sopra evidenziato; quanto al periculum’:

- che esso appare insito in attività quali quella lamentata, posto che per il pubblico dei lettori internauti il digitare l’usuale indirizzo (cellulari.it) per giungere, come accade attualmente, ad un dominio definito ‘in costruzione’ costituisce una modalità di accesso suscettibile di cagionare alle ricorrenti sviamento di clientela con perdita d’immagine, contatti e contratti pubblicitari e così un pregiudizio certamente irreparabile, a prescindere dalla presenza sul primo sito di un link che attualmente rinvia al portale delle ricorrenti, ma che la resistente Seocom potrebbe eliminare a sua discrezione;

ritenuto, pertanto, che alla domanda di parte ricorrente può essere accordata la tutela cautelare richiesta con riguardo sia all’inibitoria dell’ulteriore uso del nome a dominio “cellulari.it”, sia al trasferimento provvisorio, ex art. 133 cpi, alla ricorrente Mediasafe srl del nome a dominio “cellulari.it” attualmente registrato da Seocom srl, sia alla pubblicazione del presente provvedimento cautelare (da effettuare nel solo sito delle ricorrenti per trenta giorni con richiamo nella home page del medesimo sito), sia alla fissazione di una penale di euro 5.000,00 a carico di Seocom srl per ogni violazione o inosservanza constatata successivamente alla notificazione della presente ordinanza; ritenuto, infine, che ex art. 23 D. Lgs. 5/03 deve procedersi alla liquidazione delle spese della procedura, che pare congruo determinare in complessivi euro 1.800,00 (di cui 900 per onorari, 600 per diritti 300 per spese), oltre forfetarie e oneri di legge;

PQM

Il giudice, provvedendo in via cautelare e d’urgenza:

- inibisce alla resistente Seocom srl qualsiasi ulteriore utilizzo del nome a dominio “cellulari.it”
;

- ordina al registro del ccTLD “it” c/o istituto di informatica e telematica del CNR, via Giuseppe Moruzzi, 1 — 56124 Pisa, di trasferire provvisoriamente, ex art. 133 cpi, alla ricorrente Mediasafe srl il nome a dominio ‘cellulari.it” attualmente registrato da Seocom srl;

- autorizza la pubblicazione del presente provvedimento cautelare nel sito delle ricorrenti per trenta giorni e con richiamo nella home page del medesimo sito;

- fissa in euro 5.000,00 la penale a carico di Seocom srl per ogni violazione o inosservanza constatata successivamente alla notificazione della presente ordinanza;

- pone a carico della resistente Seocom srl le spese della presente procedura, che liquida in complessivi euro 1.800,00, oltre forfetarie e oneri di legge.

Milano, 9 maggio 2006

Il giudice designato
dr. Domenico Bonaretti



Data di pubblicazione: 31-05-2006
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