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Anarchia o Democrazia?

Prima o poi la Rete dovrà crescere

La sicurezza della Rete é uno degli argomenti più dibattuti da chi del Web poco sa e cerca di far credere d’esserne esperto. Con altrettanta frequenza é ignorata da chi naviga; finché non insorge quando un provvedimento minaccia certe libertà (ricordate la legge sull’editoria del precedente esecutivo?). L’argomento é vasto, e pieno zeppo di dubbi e incertezze sul come agire (soprattutto nel campo legislativo). Poche righe non riusciranno ad affrontarlo adeguatamente. Però é bene iniziare a parlarne; perché se non lo facciamo noi (che di Rete conosciamo qualcosa), c’é il rischio che a metterci mano ci pensino altri: che non ne sanno nulla.

Fantascemenza (1)

Un bimbo di 6 anni sale sulla berlina di papà, la mette in moto, fa 50 metri demolendo un paio di macchine prima di schiantarsi contro un albero. I genitori denunciano la casa automobilistica perché non ha provveduto a equipaggiare la macchina di sensori capaci di impedirne l’accensione ai minorenni. I giornalisti dedicano alla coppia la stessa considerazione che si rivolge ai discorsi dei pazzi tranquilli.

Metti un po’ di sale in zucca!

L’esempio é inventato. Sono i genitori che devono fare il loro mestiere; se poi le case automobilistiche un domani vorranno installare sulle macchine apparecchiature capaci di mille cose straordinarie, bontà loro. Ma non si può delegare il buonsenso, la prudenza ad una macchina. La Rete é anche fatta di siti razzisti o pedofili; ma solo conoscenza e discernimento li terranno fuori dalla porta di casa nostra. Il computer non é un obbligo. Se però lo si acquista c’é il dovere di vigilare, di guidare i figli, di insegnare loro le insidie e le opportunità del Web. Senza aspettare il (costoso) software cui delegare compiti che sono nostri. Sicurezza non significa piazzare un poliziotto accanto ad ogni computer.

Fantascemenza (2)

Se volete scatenare l’isteria collettiva, provatevi a parlare in chat di leggi e regolamenti da imporre alla Rete. Volete invece essere osannati? Parlate del Web come il luogo dell’anarchia, e tutti vi loderanno. Ad avere le idee confuse non é solo il legislatore, ma anche il navigatore. Che dimentica come quelli che prima definivano il Web un media da tenere libero e lontano dalle leggi (considerate la sua morte), ora fatti i soldi questi discorsi non li fanno più.

Fuori dal paese dei balocchi

La sicurezza deve diventare patrimonio di ogni navigatore. Perché non vuol dire montare l’ultimo antivirus aggiornato; ma guardare al Web come una ricchezza di tutti, e per tutti, da salvaguardare. Dalla malafede, dalla furbizia, dall’ignoranza complice del malaffare. Imporre leggi alla Rete non vuol dire ammazzarla, ma rafforzarla; tutelando i diritti di ciascuno dagli abusi che questo mezzo é spinto a commettere da biechi figuri. Indicando dove iniziano i doveri di ognuno: di chi offre lavoro, e di chi sul Web ci vorrebbe campare. E’ Natale, e spero che Babbo Natale regali tanto buonsenso a tutti. Me compreso. Auguri.


Data di pubblicazione: 23-12-2001
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