Ultimamente si sente parlare molto di software libero e di software open source,
anche su giornali e riviste non specialistiche, ma quanti di noi conoscono la
differenza di questi due tipi di software tra di loro e rispetto al software
proprietario? Vediamo di fare un po' di luce.
Il software proprietario è un software di cui riproduzione, modifica,
distribuzione e utilizzo sono vincolate a una richiesta di permesso o addirittura
categoricamente proibite. Molto spesso il codice del software proprietario non
è reso pubblico proprio per ostacolare chi volesse violare le clausole
che lo proteggono e leggi ben precise ne impediscono la ridistribuzione.
Il software libero è invece un software non sottoposto ad alcun vincolo,
lasciando così l'utente libero di farne ciò che desidera. Il concetto
di software libero è nato nel 1984 quando Richard Stallman,
allora al MIT, decise di voler provare a creare, assieme ad altre persone, un
sistema operativo del tutto libero. Secondo Stallman ci sono quattro libertà
fondamentali dell'utente, che egli enumera così:
• la libertà 0 è la libertà di eseguire il software,
per qualsiasi scopo;
• la libertà 1 è la libertà di poter studiare e modificare
il software, di poterlo controllare per fargli fare ciò che all'utente
serve che faccia;
• la libertà 2 è la libertà di poter liberamente
ridistribuire il software a chiunque ne abbia necessità, la libertà
cioè di poter aiutare il prossimo;
• la libertà 3 è la libertà di migliorare il software
e di rendere disponibile a tutta la società la versione contenente tali
migliorie.

Richard Stallman |
Per garantire e proteggere queste libertà da lui considerate imprescindibili,
Stallman ha anche dato il via al progetto GNU con le varie licenze ad esso connesse,
come per esempio la GPL (General Public
License). Come si vede, la filosofia dietro al software libero
si basa principalmente su basi etiche e sociali, lo scopo è quello di
avere la maggiore libertà possibile: non solo libertà di scelta
tra software proprietario e software non proprietario ma la libertà fondamentale
di poter conoscere, controllare e modificare il software e, soprattutto, di
poter far sì che tutta la società possa beneficiarne. Nel suo
intervento a Trento del 23 febbraio scorso, Stallman ha dichiarato: "Preferirei
non vedere alcun software che vederne di proprietario", facendo così
capire come il cuore del movimento del software libero siano proprio le sue
basi etiche.
Nel 1998 è cominciata a circolare la definizione di software open source,
che spesso viene ritenuto sinonimo di "software libero". Che non sia
così lo si capisce perfettamente guardando i due differenti approcci
e le due filosofie che sottostanno ad essi. La cosa importante per gli sviluppatori
open source è che il codice sorgente sia conosciuto, ma se anche questo
dovesse incorporare parti di codice proprietario ciò viene tollerato
senza problemi, basta che anche quel codice sia "aperto" (e cioè
pubblico) - per esempio il sistema TiVo, pur basandosi su un sistema operativo
Linux e perciò open source, contiene comunque parti di codice proprietario
e cioè il client stesso, che la TiVo Inc. definisce come "NOT in
the public domain, and the terms of the GPL do
NOT apply to that application" ["NON nel pubblico
dominio e i termini della GPL NON valgono per tale applicazione"]. Si vede
perciò come a fronte di un approccio sociale come quello del progetto
GNU, l'open source sia più un approccio metodologico
che non approfondisce problemi etici o di libertà fondamentali: ciò
che gli sviluppatori open source sostengono è che la disponibilità
del codice sorgente permetterà di modificarlo e migliorarlo in modo più
rapido, ma il concetto di libertà resta del tutto alieno al loro punto
di vista. I due movimenti, open source e software libero, convivono pacificamente
e hanno anche spesso collaborato ma sono senza dubbio due realtà ben
diverse. In questo breve articolo ho tentato di spiegare a grandi linee le differenze
tra questi tre tipi di software, ma l'argomento è ben lontano dall'essere
stato sviscerato; chi volesse saperne di più può cominciare a
farlo seguendo questi link:
http://www.gnu.org/philosophy/free-software-for-freedom.it.html (in italiano)
http://www.gnu.org/philosophy/categories.it.html (in italiano)
http://www.gnu.org/philosophy/drdobbs-letter.html (un'interessante breve
lettera di Richard Stallman, in inglese)
Al seguente link è inoltre possibile trovare il video della conferenza
tenuta da Stallman e svoltasi presso la "Casa della Cultura" di Milano
il 24 febbraio scorso. http://www.freesmug.org/Video/rms/