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Euro sì, Internet no

Sì alle novità, ma non a tutte...

Sino a poco tempo fa, nella mia città c’era un tozzo edificio in cemento, con sul davanti una pesa pubblica. Sino alla seconda guerra mondiale infatti, le merci che transitavano da un comune all’altro dovevano pagare il dazio. Poi il progresso del commercio, la sua crescita vertiginosa, ha abolito certe pratiche, sostituendole con altre più raffinate. Come l’Iva: tassando all’origine i prodotti a seconda del loro genere, non c’era più necessità dei dazi comunali.


O mangi la minestra

Quando leggerete queste righe, avrete iniziato a prendere le misure dell’Euro. La moneta unica é la classica dimostrazione di come un’idea in principio accolta con scetticismo o indifferenza, si é imposta. Sia la moneta unica che l’abolizione dei dazi pubblici sono l’esempio di decisioni imposte dall’alto, spesso non condivise dai cittadini, infine accettate in nome del progresso, della sicurezza. Ma accade che alcune tecnologie tra le più innovative di questi ultimi anni, vengano snobbate o ignorate. Come se il solo fatto di parlarne, ogni tanto, rendesse superfluo la necessità di comprenderle.

Parole, parole, parole

Il computer rimane una tecnologia relegata a certi ambienti specifici, oppure viene utilizzato al minimo delle sue possibilità. La stessa Internet é scivolata al ruolo di vetrina dove é possibile acchiappare occasioni “last minut”, e poco altro. Eppure esistono i talenti per far sì che questi mezzi possano dispiegare tutta la loro forza. Ma si preferisce gettare soldi nel tentativo di misurare la Rete, di capire chi é e cosa vuole il navigatore. Risposta facile: linee telefoniche veloci e a prezzi ragionevoli.

A chi giova?

Il computer non é la panacea per tutti i mali. Ma é da rimarcare come perduri la volontà di lasciare un media che gode dei favori del pubblico, in una specie di limbo. Come se in fondo, non avesse niente da proporre di interessante, o di nuovo. Il dilettantismo di certi esponenti politici nell’affrontare il Web, é solo una coltre di fumo: per rassicurare i cittadini (disinformati), facendo credere che si sa, si conosce. Procedendo poi a colpi di ovvietà, di dichiarazioni d’intenti (e basta), si riesce ad ostacolare lo sviluppo di una tecnologia certo immatura, ma che ha gettato all’aria assetti ed equilibri che si credevano eterni.

Coscienze sporche

Basta poco per rendere Internet accessibile e facile, a beneficio di larghi strati della popolazione; sarebbe sufficiente la metà delle risorse servite per approdare all’Euro. Ma prima occorre permettere ai grossi gruppi industriali di disegnarla a loro uso e consumo. Aol-Time Warner, Vivendi Universal nonostante crisi e strategie bislacche, continuano a dirci quale deve essere la nostra idea di Rete. I politici danno loro fiducia. La sfida di Internet é quella di rendere ogni persona più libera e più sovrana: la sua arma migliore é l’apertura di un credito di fiducia illimitato verso gli esseri umani. Ma per alcuni, questo rappresenta un pericolo. Da fermare.



Data di pubblicazione: 09-01-2002
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