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S.E.T.I.@Home

Perché il S@H molto probabilmente fallirà

Queste sono alcune mie riflessioni personali sul risultato finale del “Setiathome”.

E’ forse il caso di precisare qui che le mie opinioni sottostanti risalgono all’ estate 1999 e quindi molto precedenti all’ articolo da me scritto in data 14/05/2000 e che avrete forse letto già.
Anche se potrebbero sembrare a prima vista incompatibili, assicuro che non è cosi’.

Perchè il S@H fallirà(molto probabilmente) il suo obiettivo prefissato:


Il grande equivoco:

Il grande equivoco di partenza del S@H , secondo me, è di ricercare senza magari ammetterlo una o più ‘copie’ del mondo umano così come noi lo conosciamo.

Questo implicherebbe che in una o più parti del cosmo, ci sia qualche pianeta “umanoide” che usi (o abbia usato) la tecnologia radio per le proprie comunicazioni e di conseguenza possa essere rilevato attraverso queste, come da tempo il SETI ufficiale persegue. Al di là di dover presupporre l’ esistenza parallela di pianeti che abbiano avuto il loro Marconi...(e perché no a questo punto) anche i loro Leonardo, Colombo, Hitler e compagnia bella, è evidente che se ci fosse stata traccia di qualcosa di simile a “portata di mano” e rilevabile perciò in qualche maniera negli ultimi 40 anni, lo si sarebbe già individuato.
E lasciando perdere i dettagli, per “a portata di mano” intendo entro distanze tali da poter essere rilevato senza dover esplorare nei remotissimi angoli interstellari solo oggi raggiungibili e osservabili grazie a scoperte fisico/scientifiche/tecnologiche occorse negli ultimi tempi.


  • Ciò significa, accettando perciò l’ ipotesi in oggetto, che l’eventuale obiettivo delle ricerche sta troppo “fuori” dalle possibilita’ umane, non potendosi oggi affermare o negare a priori nessuna delle probabilità (a favore o contro).



In tema, potete leggervi l’ articolo pubblicato sul tema “SETI” dal collega (in S@H) Ippolito Forni su “AstroeMagazine”. Il numero 8 della rivista “AstroeMagazine” (in italiano) è online a questo indirizzo:
http://astroemagazine.astrofili.org

Nonostante le loro denominazioni (e forme di saluto) spesso vagamente minacciose o ambigue, questi esseri (gli “astrofili” voglio dire) sono in realtà innocui e talvolta pacifici.
A volte socievoli.
Ho avuto “incontri ravvicinati del secondo tipo” [e-mail] con qualcuno di questi esseri.

L’ articolo menzionato potrà darvi l’ idea delle distanze (e nonsolo) di cui si deve tener conto e in breve descrive anche la storia delle ricerche SETI, in cui il “S@H” ha un ruolo ...marginale.

Nondimeno, più di qualche personaggio del SETI ufficiale si dev’essere mangiato le mani fino ai gomiti, per non aver ideato loro il “gioiello” di cui sto trattando.

  • A questo bisogna aggiungere il settore limitato - per forza di cose - di volta celeste ora preso in esame. Per capirci, sarebbe come esaminare al microscopio solo “uno” dei tasselli neri del pallone da football. Ma...ed il resto del pallone? E se per ipotesi, questo fosse proprio l’ unico settore sfigato del cosmo ‘privo’ di presenze intelligenti che usano la tecnologia radio?


(Nota del 14/08/2000:
E’ di poco fa (vedi “Dove va il S@H”) la notizia che il Progetto continuerà anche dopo la scadenza prevista e sarà esteso anche all’emisfero Australe. Questo nuovo fatto ‘allarga’ un pò le possibilità. Tutto il resto del mio ragionamento rimane. Le distanze, invece, pure.
Spero magari di essere smentito dai fatti...
Per quanto riguarda invece l’ essersi “mangiati le mani, ecc.”, lo stesso comunicato mostra come la Planetary abbia “fagocitato” alla fine la ‘sua’ creatura. Adesso possono brindare...)

    Poi bisogna tener conto che la ricerca è ristretta ad una limitata ‘fetta’ di frequenze radio. Anche qui il ‘calibrare’ a priori su concetti ‘umani’ per scegliere la frequenza, è per me in fondo fuorviante. Ciò è ovviamente legato al fatto che per contenere al massimo la misura dell’impegno richiesto agli aderenti, Berkeley si è preoccupata di “tagliare su misura”, per cosi’ dire, il compito da far eseguire. Anche a causa di questo, la frequenza analizzata è quella meno inquinata da ‘rumori’ di fondo, e la quantità di dati per pacchetto era in funzione (anche) di poter essere processata dal singolo utente ...non in tempi biblici. Anche se in quanto a questo, scorrendo le statistiche, talvolta c’è di che farsi venire i brividi : esempi di 200 ore/WU o anche più.


Tutto questo si traduce in una serie a catena di “filtri” e pastoie (ossia limiti strutturali e oggettivi) che fanno onore al Team californiano (e glie ne va dato atto) ma di fatto rendono perciò già in partenza molto improbabile il successo del S@H così come auspicato e come in fondo tutti noi partecipanti ci auguriamo a un qualche titolo.
Però, in fin dei conti, se fosse stato banale e scontato, che gusto ci sarebbe stato a partecipare?

Motivi per cui (secondo me) non è di alcuna utilità pratica.

  • Il più vistoso è appunto il fatto delle distanze coinvolte.
  • E il tempo necessario a gettare un eventuale, remoto ‘ponte’ una volta trovati i ‘cugini’.


Pur non essendo io un ‘tecnico’, è chiaro che se anche trovassimo ‘oggi’ la prova provata dell’ esistenza di un altra ...chiamiamola “Terra”, essa sarebbe probabilmente così fuori portata per non essere già stata rilevata prima, che anche supponendo (per comodità di ragionamento) un tempo impiegato dall’ eventuale segnale E.T.I. per raggiungerci di 50/100 anni, l’ iter da seguire per localizzare, analizzare ma soprattutto “rispondere” a questo segnale farà sì che solo i nostri ‘pro-pro-pronipoti’ possano pensare di trarne una qualche remota utilità.

Infatti supponendo che noi si riceva “IL” segnale, ci si attrezzi per trasmetterne a nostra volta uno a destinazione, gli ‘alieni’ lo ricevano ,si agitino magari come noi e cerchino di capirne qualcosa, e ci rispondano dandoci le prime ‘chiavi’ per avviare un dialogo, ecc. (e sono gia’ 4/5 passaggi, i primi indispensabili), siamo già a circa 150/200 o piu’ anni da adesso. (Ed ammesso che chi ha lanciato il segnale esista ancora...)

Un pò troppo, credo...per la maggior parte di noi! Dunque, di nessuna (o quasi) utilità per la Umanità di cui facciamo parte ora e qui. Rimarrebbe senz’ altro un evento straordinario.

Servirebbe se non altro a sentirci meno ‘soli’ tra i Soli...Comunque poi sarebbe sempre da discutere “se e a chi” dei due soggetti (Terra o Alieni) ”converrebbe” entrare in contatto con l’ altro e perché. Ma qui si sconfina nella filosofia. Mi sa che lasceremo volenti o nolenti anche questo dilemma (assieme ad altre ‘rogne’) ai nostri posteri. Auguri, a noi e a loro...

Nota del 16/10/2000.
Stasera ho sentito (la notizia vera è di mesi fa...) in un servizio TV che l’ universo sta espandendosi e per di più sta accelerando in questo suo ‘movimento’.
Purtroppo - su ordini di grandezze e tempi galattici - ciò sancisce in qualche modo che la specie umana è destinata più all’ isolamento che alla conquista del cosmo. Con buona pace nostra e degli E.T.I..
Suggerisce nulla??

Motivi per cui potra’ essere più concretamente di utilità.

Il mio caro socio Caminiti, a queste mie obiezioni, risponde giustamente osservando che comunque vada , se anche dal cilindro del S@H non dovesse uscire il coniglio della “E.T.I.”, il mondo della ricerca spaziale RadioAstronomica trarrà una dettagliatissima ‘carta geografica’ almeno delle zone interessate dal radiotelescopio di Arecibo.
Questa messe di nuovi dati darà materia di studio per decenni. Accetto di buon grado la spiegazione datami, e già questo basta a affermare che da un punto di vista pratico il S@H non si risolverà in una bolla di sapone inutile.
Almeno non si sarà buttato il nostro tempo... è già qualcosa.

Motivi per cui potrebbe risultare di estrema utilità pratica.

Come già sapete a questo punto, io sono per un uso deciso del modello “S@H” per processare i dati alla base del “Genoma Umano”. Alla data in cui scrivo queste righe, (01/07/2000), è stata data da pochi giorni e con grande risalto la notizia (vedi caso, come sempre lacunosa e imprecisa) della avvenuta (si dice, si mormora...) decrittazione della base del Genoma Umano.
Ho seguito con attenzione estrema gli articoli in merito apparsi su “La Repubblica” e altri mezzi di comunicazione.

Come temevo, non un accenno neanche di striscio a metodi ‘non ortodossi’ per portare a termine a mezzo calcolatori l’ impresa che - ora almeno è unanimemente ed esplicitamente riconosciuto -bisognera’ sviluppare per altri 7od 8 anni ancora . Se va bene.
Da aggiungere ai 12 anni precedenti...

Impresa titanica , è bene ricordarlo ora e qui, data via via per:


  • (1) “prossima alla conclusione”,poi...
  • (2) “gia’ conclusa “da Craig Venter e dalla sua “Celera Genomics”,
  • (3) poi (due mesi dopo) smentito dai fatti,
  • (4) poi ancora (ieri) data in pasto ai “Media” ed ai loro sfortunati lettori come una meta raggiunta “contemporaneamente dal Consorzio pubblico e dalla industria privata”, con il patrocinio di un Clinton raggiante e beneaugurante e apparente soddisfazione di tutti.(o quasi).


(I numeretti stanno ad indicare A = le “BALLE SPAZIALI” ...riprese da stampa ed affini.
B = l’ ordine cronologico di apparizione delle medesime.)

E’ appena il caso qui di ricordare che il Dott. Craig Venter (in questo momento stramiliardario potenziale in $ grazie alle premature indiscrezioni fatte trapelare ad arte da egli medesimo sul suo presunto “successo”) faceva parte originariamente dello staff del Consorzio pubblico.

Poi ne uscì per ‘divergenze procedurali’ con Collins, fondò poi la “Celera” facendosi finanziare da “investitori esterni”, non dimenticandosi però nel frattempo di presentare circa 13.000 richieste preventive di brevetti sulle applicazioni future delle scoperte sul “Genoma”.

In pratica, ha sfruttato per lucro personale il lavoro suo e dello staff del Consorzio fin che è rimasto lì . Da qui l’ attrito con Collins...e nonsolo.

E’ appena il caso anche di sottolineare la estrema importanza del “Genoma” sul futuro a medio e lungo termine della Umanità e dintorni. E che proprio in quanto tale, la trasparenza , l’impegno e il continuo controllo degli Enti Governativi e mondiali sul tema dovrà (o meglio dovrebbe) prevenire ogni tendenza a trarne un monopolio come quello le cui basi sono state progettate e gettate da Venter ed i suoi ‘sostenitori’ (speculatori).

In altri termini, Venter dichiara (a parole) che le ‘sue’ scoperte saranno di dominio pubblico.
E senz’altro lo saranno. In quale misura - e quando, e come -, credo lo decideranno Lui e la sua prossima holding, se otterrà quei brevetti.

Sostanzialmente si cerca qui non di “brevettare la ruota”, ma di brevettare preventivamente TUTTE le applicazioni pratiche - e passibili di sviluppi commerciali - della “ruota” stessa.

Tutti potranno pertanto osservare, studiare e sperimentare (per conto ANCHE di “Celera” ovviamente) gli utilizzi futuri della ‘ruota’ (mulini, cuscinetti, la rotella del volume per i walkman, carriole, ruota del volante delle auto, giostre, in breve tutto ciò che può aver a che fare con il concetto di ‘ruota’ ), certi che poi ci penserà al momento opportuno l’ apposito ferratissimo Ufficio Legale della “Celera” a ricordare all’ incauto inventore/scopritore di turno i suoi obblighi verso la stessa.
Confortante, no? Gia’ visto.

Ma proprio per questo non si può lasciare in mano a privati speculatori il il controllo del codice genetico umano. Per elementari motivi facilmente intuibili.
Non credo perciò che esista oggi possibilità migliore:


  • sia per coinvolgere l’ opinione pubblica mondiale (torpidi media compresi) nel tema “Genoma”
  • sia per farne processare i dati (ovvio, previamente ed adeguatamente protetti e codificati in maniera tale da non poter accedere ai pacchetti)

della creazione di un Ente “Super S@H” sovranazionale autorevole e composito che lo coordini e ne sia (e se ne faccia coi fatti) garante.

Ottenendone così la più ampia, cristallina e puntuale informazione possibile sul progresso dei lavori, esattamente a “immagine e somiglianza” di quello che possiamo trovare oggi sul sito di Berkeley. Lavori che prendendo come efficace riferimento il S@H attuale, potrebbero essere portati a termine in tempi strettissimi. Mesi, un anno al massimo.
Grazie soprattutto ad un altrettanto puntuale e costante riscontro dei media (TV, giornali) di cui sopra. (Mannaggia a loro).

Il tutto, si noti, a costi di investimento pressoché nulli. E si potrebbe poi passare felicemente oltre, destinando così le somme (già previste per lo scopo) ad altro, più urgente.

Altro che “altri 7 o 8 anni”,...”siamo solo all’inizio”,...”la strada e’ ancora lunga”...!! Sveglia!!

Murphy (maledetto), il fattore “I” e il fattore”S”...

Come recita la “Legge di Murphy”: ”Se una cosa rischia di fallire, sicuramente andrà peggio”.

Pertanto, in ossequio a questo principio e soprattutto a tutto quanto più sopra indicato, il S@H non ci darà probabilmente le risposte che cerchiamo.
Ma qui potrebbe far valere la sua presenza il fattore “I”, ovvero l’ “Imponderabile”.

E chissà mai?? Anche per questo il Progetto di Werthimer & compagni è affascinante.

Quello che lo azzoppa costantemente è invece il fattore “S”, e cioè la “Stampa”.
Come già indicato altrove, finchè la consorteria dei ‘giornalisti’ non si risveglierà dal letargo e non si schioderà da posizioni ormai mummificate sull’ equivoco “E.T.I.” uguale“E.T.” continuando quindi a girare ‘stordita’ attorno al nocciolo vero della faccenda senza vederlo, il S@H rimarrà costantemente in ombra e perciò penalizzato.
Questo si sta traducendo, per lo scrivente, nel più stupefacente, allucinante e ridicolo episodio di cecità collettiva contemporanea o più semplice... ‘dipendenza’ da dose giornaliera di dispacci ANSA da parte del mondo giornalistico. Nostrano ma nonsolo.

Ho infatti cercato di trasmettere da tempo questi concetti anche a diverse testate d’ oltreoceano, sia scientifiche che non, sperando nel cosiddetto “effetto dòmino”. Finora, ciccia...

Il terzo mistero di Berkeley...

Due settimane fa, la stessa “La Repubblica” aveva da me ricevuto una nuova e dettagliata segnalazione del progetto “Setiathome” e delle sue ormai evidenti valenze sul “Genoma” (era la quarta in un anno, e questa direttamente a Vittorio Zucconi...).

Meno di due settimane più tardi, dedicava ugualmente al Genoma (come tutti gli altri quotidiani) la prima pagina ed altre tre all’ interno ignorando (il S@H, ovvero il suo modello) completamente. Mah!
Forse sarebbe stato il momento più adatto per il loro scoop del secolo...e invece...

Da premio “igNobel” (sempre secondo me) l’ articolo dello stesso Zucconi che dipinge Craig Venter come una figura imprenditoriale ‘positiva’. Da ammirare...Venter??
Questione di opinioni...o forse di gusti. O semplice ‘disinformazione’ di Zucconi.
Nomen omen??

Giorgio Bocca, su “L’Espresso” del 22 Giugno 2000, pag.29, definisce i colleghi giornalisti... “morti che camminano”. E se lo afferma lui...
Mi inchino alla sua esperienza nel ramo e tristemente concordo.

Il ”mistero” sulla genialità e sulle potenzialità di “S@H” ora come ora è quasi più ridicolo di quello che ‘ricopriva’ Fatima & dintorni. Però rischia di durare altrettanto tempo.

Poi li voglio vedere, quando la ‘nebbia’ sul S@H sarà per forza di cose svanita, a fare a gara per scriverne su. Effetto “muta di amici dell’ uomo su di un solo osso”.
Ci sarà da ridere. Scommettiamo?? Vedremo a chi dei giornalisti scoppierà in mano il ‘petardo’.

Pensare che in America, per un articolo come questo che state leggendo (ma ho visto, anche per argomenti molto meno importanti...) ti danno il “Pulitzer Award”( mannaggia a me!).

Ricordàtevelo. Magari un giorno...mi serviranno tra di Voi un paio di testimoni!

Conclusione.

Concludendo, nonostante i motivi qui riportati per farmi ritenere il S@H in sostanza un silenzioso ... buco nell’acqua per quanto riguarda il fine ultimo dell’ esperimento, trovo che vada comunque appoggiato incondizionatamente (me incluso) in quanto è :

  • Un’ottima occasione senza precedenti per far parte attiva di un reale esperimento scientifico da casa propria. Valido comunque.
  • Un tentativo originale e inedito quanto efficace di affrontare un problema matematico/organizzativo. Che dimostra ogni giorno che passa, di essere una formula efficace e vincente!! Magari solo potrebbe essere meglio indirizzata...
  • Alla portata di tutti (quelli almeno dotati di Internet). E ”per tutti”, intendo perfino alla portata dei ‘giornalisti’. Basterebbe si svegliassero...
  • Una ottima dimostrazione di “segnali di vita intelligente” terrestri.
  • Una pietra miliare nella Storia e nella Ricerca. Esattamente come il “Genoma” , col quale formerebbe il perfetto connubio, se mai ve ne fosse un’altro. Qualche dubbio in merito??
  • In prospettiva, la peggior potenziale “figura di guano” (o se preferite...“figura di media”) per i “mass” nel loro complesso dai giorni dei finti “Autentici Diari di Hitler” di anni addietro. Pagati miliardi da un editore tedesco prima (ma soprattutto ‘durante’ dai soliti ‘media’ ...) in diritti e interviste varie, servizi televisivi, perizie , ecc. e poi...flop!. Paragonabile. Però stavolta ‘invertito’ nel senso di ‘battage’ pubblicitario...di 180 gradi.

Quella volta (lo ricordate?) i ‘giornalisti accreditati’ ne scrissero per mesi - a sproposito, come ora per il S@H - fin sui bollettini parrocchiali. Mancarono all’ appello della stampa solo i tovagliolini di carta delle pizzerie.

Stavolta invece, forse per la mancanza di ‘giro di miliardi’ annesso e connesso (parlo di “S@H”), non si ‘sente’ un sospiro.
Eppure, un ‘giro di miliardi’ - virtuale - c’e’ ugualmente! O ‘rischia’ di esserci, ed anche notevole.

Risparmiati, pero’! E scusate se è poco. Ma (come altri aspetti del Progetto) questo aspetto non fa notizia e non suscita emozioni...

Lasciamo fare perciò ai ‘giornalisti’...si dice che il tempo sia galantuomo. Aspettiamo, dunque.

Nel frattempo, le WU si stanno accumulando, inesorabili. E i nuovi aderenti, pure.
Anche domani....
Qui il Vostro “Inviato Speciale” tra i Terrestri, dal “Progetto Diogene 2000/2001”**

** = Trattasi di trovare almeno UN (1) ‘giornalista’ “intelligente” qui sul 3° pianeta.
Col lanternino. Peggio che cercare acqua e vita su Marte, ve lo assicuro.

Passo e chiudo.



Data di pubblicazione: 08-11-2000
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