Percorso: ilMac.net > La Rete > Archivio > La morte delle tariffe Flat


La morte delle tariffe Flat

La fine di un sogno, l'inizio di un incubo

In origine erano le Flat.

Chi ci segue sa che, da quando sono sorte le prime offerte di connessione Flat, abbiamo cercato di tenere il passo del mercato proponendovi la migliore soluzione possibile e dandovi consigli pratici su come risparmiare onde evitare il famoso "tremor bollettis" tanto frequente tra i forti utilizzatori di Internet.
Abbiamo quindi parlato di Edisons, di Galactica, di Infostrada senza tralasciare le altre possibilità di connessione a costo fisso come l'ADSL e così molti di voi mi hanno scritto per chiedere consigli su cosa fare, sul gestore più conveniente, mi hanno inviato pareri sul servizio e molto altro.
Le prime offerte flat hanno riscosso un immediato successo e così sono stati sottoscritti molti contratti dando un'ulteriore spinta allo sviluppo della rete Internet in Italia. Purtroppo il troppo successo, coniugato con un profilo d'utenza profondamente diverso da quanto stimato, ha fatto sì che le offerte Flat ed i loro fornitori entrassero in crisi.

Le ragioni di un flop

I motivi alla base dell'insostenibilità di molte formule Flat sta nell'aver promesso troppo rispetto a quanto poteva ragionevolmente essere offerto. La possibilità di connessione dal cellulare, mezzo molto usato dagli utenti di portatili, se veniva incontro alle esigenze di molti potenziali clienti, generava anche degli altissimi costi telefonici che hanno pesato molto sui conti dei provider.
La possibilità di connettersi da più luoghi se aumentava l'attrattività di certi abbonamenti, dall'altro ne aumentava anche l'utilizzo da parte del singolo contribuendo a quella situazione di intasamento delle linee e di non fruibilità del servizio a cui ci si è abituati negli ultimi anni.

I provider: Vittime o Carnefici?

Un grande errore dei provider, credo abbastanza intenzionale, è stata l'enfasi data alla possibilità di una connessione 24 ore su 24 senza limitazione alcuna, ben sapendo che sin dalla formulazione dei contratti era resa impossibile questa fruizione. Con un rapporto modem utenti tra 1 a 4 ed 1 a 5, la massima possibilità di connessione per utente non poteva superare le 6 ore al giorno.
Perchè promettere una connessione più lunga di quanto realisticamente utilizzabile?
Perchè si contava su di un utilizzo diverso di questi servizi Flat da parte degli utenti. Perchè questi servizi fossero sostenibili occorreva un utilizzo non massiccio degli stessi, così come avviene con i principali abbonamenti ad Internet.
Qui è necessaria una piccola divagazione per spiegare il rapporto modem/utenti. Ogni abbonamento ad Internet, ad eccezione di quelli altamente professionali, offre un rapporto modem/utenti inferiore ad 1 a 1, questo significa che, se tutti gli abbonati decidessero di rimanere collegati 24 ore su 24, quelli non collegati non potrebbero mai prendere la linea. Ma come mai, non ci si trova spesso in questa situazione con i tradizionali servizi come libero o clubnet?
Perchè gli utenti, sotto la spada di damocle del costo a tempo, tendono ad utilizzarli sotto la soglia critica, che è la media di 5-6 ore al giorno.
Ora è evidente che, una volta tolta la preoccupazione del tempo, gli utenti si siano collegati senza sosta potendo godere, finalmente, di una connessione ad internet, sempre attiva.
Naturalmente il rapporto 1 a 4 o 1 a 5 che può essere perfetto per un provider tradizionale, ha fatalmente mostrato la corda in un contesto di persone che sono tutte forti utilizzatrici della rete e così sono iniziati i problemi.
La mossa della disperazione di molti provider è stata quella di fare pubblicità alle nuove tariffe acquisendo nuovi clienti con la speranza che i nuovi avessero richieste meno esose di quelli vecchi e che quindi, utilizzando la rete in modo meno forte, potessero rendere di nuovo fruibile il servizio, ma così, non è stato anzi, mentre si propagandavano i servizi a nuovi clienti, i clienti già attivi non riuscivano ad utilizzare al meglio il loro abbonamento.

I provider tagliano la corda

A questo punto cosa potevano fare i provider?
Bloccati tra i prezzi troppo bassi fissati all'inizio a causa di calcoli errati ed utenti di profilo molto diverso da quelli atteso hanno lasciato peggiorare il servizio fino a renderlo quasi infruibile, proponendo poi agli utenti oramai stremati e spazientiti, di disdire i contratti o trasformarli in contratti ADSL più costosi e meno flessibili dei vecchi contratti Flat.
Naturalmente i primi a vedersi disdire il contratto, con motivazioni più o meno astruse e pretestuose, sono stati proprio gli utenti che utilizzavano maggiormente il servizio. Così eliminando un po' di clienti ad alto utilizzo si poteva lucrare su clienti di più basso profilo.

La lenta sparizione delle FLAT

Così come gli scorsi mesi avevano visto fiorire una molteplicità di offerte a prezzi sempre più bassi, adesso si assiste alla fuga da questo mercato ed all'innalzamento delle tariffe. Cosa possono fare adesso gli utenti che vogliono una tariffa a costo fisso?
Le alternative si sono ridotte di molto e, quindi, per un po' di tempo non si potrà più godere di quel genere di servizi a cui ci eravamo abituati, come le connessioni senza limiti anche da telefoni cellulari.
Sopravviveranno tariffe come libero@sogno di Infostrada o le flat delle compagnie telefoniche che comunque costeranno molto di più e che pongono comunque molti limiti alla loro fruizione.

Cosa fare adesso?

Premesso che continueremo a tenere sotto osservazione il mercato dei servizi di telefonia, pronti a consigliarvi le migliori soluzioni possibili, vi invito ad essere molto attenti prima di sottoscrivere un contratto flat. Se usate Internet da una postazione fissa sia essa casa o ufficio, vi consiglio di prendere in seria considerazione l'ADSL, di cui abbiamo parlato in queste pagine e che offre buone prestazioni con prezzi accettabili.
Se avete dubbi o volete un consiglio la mia email è sempre la solita: antonio@ilmac.net.
Un'ultima nota, dato il grande numero di email che ricevo e la necessità di rispondere in modo preciso, vi chiedo di avere pazienza se la risposta non sarà immediata e, comunque, se non vi rispondo in 3 giorni, reinviatemi l'email...

Alla prossima.



Data di pubblicazione: 21-04-2001
L'intero contenuto di questo sito è © dal 1998 del Team di ilMac.net, è vietata ogni riproduzione senza il consenso scritto da parte degli autori.