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iTunes e i suoi formati

Come gestire al meglio la musica in formato digitale

Ho appena comprato il nuovo album della mia band preferita, lo metto nel mio fido lettore cd dell'impianto stereo: perfetto. Ora però vorrei anche sentirlo mentre lavoro al computer, e sull'iPod ovviamente. Come? Due opzioni: ri-compro l'album sull'iTunes Music Store, sperando che ci sia (ma allora perché ho comprato il CD?), oppure importo i brani dal CD al computer. è ovvio che la seconda opzione ci porta a numerosi vantaggi, primo fra tutti il fatto di non dover pagare due volte per ogni canzone acquistata. Bene allora, inserisco il disco nel computer, si apre iTunes e notiamo subito il pulsantone "Importa". Attenzione però, non lasciamoci attrarre troppo in fretta dal canto della sirena. La musica è una cosa seria, e va trattata con il dovuto rispetto. Meglio quindi guardare che codifiche ha iTunes da offrirci.

Le basi: i formati audio

Per prima cosa, apriamo il menu "iTunes", clicchiamo su "Preferenze..." e andiamo nella sezione "Importazione":

Importazione

Click sul menu di fianco a "Importa utilizzando", ed ecco i vari formati in ordine alfabetico: AAC, AIFF, Apple Lossless, MP3 e WAV.
Formati audio

"Ok, scelgo MP3" diranno molti. Ma perché questa scelta? Sicuramente l'MP3 è il formato più conosciuto e diffuso, ma vale sicuramente dare un'occhio (meglio ancora un orecchio) anche agli altri.

AIFF

È il formato usato in tutti i cd audio in vendita. Qualità massima, ma anche peso in MB massimo. Una canzone di 4 minuti ad esempio arriva a occupare 40-45 MB, ed è per questo che mediamente in un album troviamo massimo 14-15 canzoni. Il calcolo è semplice: dividiamo i 650MB di un cd vergine per i 45MB di una canzone, e otteniamo proprio quelle 14 tracce audio. Ovviamente se le tracce sono più corte ce ne stanno di più, e viceversa.
Ci interesserà quindi importare in AIFF? Difficilmente, a meno che si abbia molto spazio libero su HD e la necessità magari di rielaborare la musica (per fare ad esempio dei remix).

WAV

Facendo una ricerca su internet troverai facilmente che AIFF = WAV. E in sostanza è effettivamente così. Hanno la stessa qualità, hanno lo stesso peso. Perché allora due formati distinti? Beh, in origine il WAV è nato per i PC, e l'AIFF per i Mac (sembra di sentire sempre la solita storia, vero?). Ormai comunque entrambi i formati sono supportati dalle due piattaforme senza grossi problemi, quindi a parte casi di software audio particolari che lavorano solo con uno direi che non c'è differenza. In ogni caso, visto il peso in megabyte, vale lo stesso discorso fatto per l'AIFF: difficilmente sarà la nostra scelta per il computer e l'iPod.

Apple Lossless

Se i due codificatori (volgarmente detti codec) appena citati li avevate magari già sentiti nominare, per quest'ultimo il discorso si fa differente. Come dice il nome, si tratta di un formato lossless, ovvero senza perdita di qualità audio rispetto all'originale. Sembra la scelta perfetta? Dipende. La differenza in MB rispetto a AIFF e WAV infatti è evidente, il file mediamente perde un quarto del peso originale. Resta tuttavia un "malloppo" da circa 30MB per canzone o, se preferite, 430MB per album. Difficile pensare di usarlo per la musica di tutti i giorni sul computer, ancora di più per l'iPod. Per chi è nato allora? Beh, per chi fa dell'audio uno stile di vita o un lavoro. Con impianti audio particolarmente ricercati ad esempio, o quando si ha intenzione di utilizzarli per masterizzare un altro cd audio (una compilation, ad esempio). Oppure per maxi-backup della musica: guadagnando circa 10MB a canzone, diventa evidente che quando le canzoni diventano centinaia si va a risparmiare anche vari GB rispetto alla stessa operazione fatta in AIFF. Il tutto mantenendo la qualità dell'originale, non dimentichiamolo.
Controindicazione rispetto a AIFF/WAV? Può essere ascoltato unicamente con QuickTime, iTunes e iPod, quindi va a scavarsi una nicchia solamente in chi è attrezzato con le ultime versioni di questi software, tagliando via una buona fetta di PC e di Mac vecchi.

MP3

Ok, finalmente ci siamo arrivati. L'MP3 (ovvero MPEG-3) è stato il primo formato a portare musica di buona qualità su computer e internet. Una canzone occupa circa 4-5MB, 1/8 dell'originale, e un album quasi 50MB (come una sola canzone in formato AIFF/WAV). Giocando con i differenti bit rate si riescono a ottenere risultati egregi. Si può considerare il formato di riferimento per i file audio lossy, ovvero con perdita di qualità. Infatti per ridurre così tanto la dimensione del file, l'MP3 altro non fa che "tagliare via" parti di suono, usando un algoritmo per semplificarne il tracciato. Le tonalità troppo estreme (alti e bassi) vengono parzialmente ridotte, sapendo che anche così facendo un orecchio non "allenato" non noterà la differenza, mantenendo la canzone assolutamente apprezzabile. Ovviamente col passare del tempo la codifica MP3 è stata migliorata qualitativamente, andando ad aggiungere funzioni quali il VBR (Variable Bit Rate) che permettono al codec di riconoscere autonomamente quando aumentare o diminuire il bit rate della canzone che viene codificata, ottimizzandone la compressione. Grazie all'utilizzo di ID3 (delle sorte di targhette identificative all'interno del file stesso) è possibile memorizzare dati quali nome del brano, artista, anno di produzione, numero della traccia e immagini (una copertina, ad esempio).

AAC

Nato ufficialmente come reincarnazione migliorata dell'MP3 (si tratta praticamente di un MPEG-4), bisogna ammettere che ci sta riuscendo molto bene. A parità di bit rate "suona" meglio del suo avversario, grazie a una codifica che utilizza algoritmi più evoluti (pur restando un formato lossy ovviamente). Permette anch'esso di conservare all'interno del file musicale tutti i dati importanti per classificarlo: artista, titolo, anno, traccia, copertina e quant'altro. Possibile che non abbia svantaggi? Ovviamente no, ma si può dire che non nascano da una sua colpa quanto da un ancora scarso supporto da parte delle piattaforme di utilizzo. Detto in parole povere, per ora è possibile ascoltarlo solo su computer attrezzati con iTunes (Mac e Win), WinAmp (Win) o iPod. Tutti gli altri lettori MP3 portatili, autoradio e lettori da casa difficilmente saranno in grado di riconoscere questo formato. Ovviamente è una situazione in miglioramento, anche all'inizio dell'MP3 nessuno si sarebbe sognato di ascoltarne uno su una autoradio ad esempio, ma bisogna dire le cose per quel che sono adesso. In realtà bisogna dire che di AAC esistono due forme diverse: una sprotetta (quella che possiamo creare noi con iTunes) e una protetta. Proprio quest'ultima è quella scelta da Apple per il suo iTunes Music Store, il negozio di musica su internet che sicuramente aiuterà la diffusione dell'AAC fra gli utenti di internet.

Nella pratica

Andiamo ora a vedere nel dettaglio quindi come impostare le preferenze di iTunes per l'importazione nei due formati che più probabilmente sceglieremo di utilizzare per convertire il nostro album appena acquistato nel negozio di fiducia.
Per quanto riguarda l'MP3 una scaletta di valori che suggerisco è questa:
128 kbps : detto volgarmente fa schifo. Musica piattissima, mancano totalmente i bassi e di sicuro non rende giustizia a nessun impianto stereo. Va considerato solo in casi eccezionali quando il peso del documento è un fattore fondamentale (sugli ultimi cellulari con lettore MP3, ad esempio).
160 kbps : accettabile. Suona piatto, ma è in ogni caso un buon salto in avanti rispetto al 128. Personalmente lo ritengo il minimo per ascolto decente di una canzone.
192 kbps : buono. Si può considerare lo standard per il formato MP3. Buona resa totale, con degli alti e bassi finalmente degni di tal nome.
256 kbps e superiori : extra. Sinceramente a quel punto si va a snaturare il codec. Se uno fa l'MP3 a 256 kbps vuol dire che è una patito della musica. E un patito della musica non si accontenterà mai di un formato lossy come l'MP3, fosse anche a 320 kbps. Inoltre l'MP3 è nato per "comprimere" la musica, e oltre certi livelli non lavora più a dovere. Si può dire che "non è ottimizzato", se preferite. Il file pesa di più, e il guadagno audio non è corrispondente... il gioco non vale la candela per quanto mi riguarda.
Per l'AAC la faccenda è simile ma al tempo stesso migliore.
128 kbps : diversamente dall'MP3, l'AAC già a questo basso bit rate riesce a rendere decentemente una canzone. Manca un po' di bassi, ma è ascoltabile.
160 kbps : qualitativamente è come l'MP3 a 192, ma ha il vantaggio di creare un file più piccolo.
192 kbps : suono eccellente, anche nei bassi.
256 kbps e superiore : vale lo stesso discorso dell'MP3, forse ancora più evidente.

Si può quindi dire che se per l'MP3 il bit rate regina è il 192, per l'AAC siamo a un bivio: da un lato chi vuole mantenere la stessa qualità ma diminuendo il peso (e sceglie quindi AAC 160), dall'altro chi sceglie di mantenere il peso aumentando ulteriormente la qualità (e sceglie AAC 192).

qualità MP3 AAC
scarsa 128 X
media 160 128
buona 192 160
ottima 256 192

Ora che abbiamo imparato le basi dei formati audio, è il momento di mettersi alla prova per capire qual è il più adatto alle nostre esigenze.
Per quanto riguarda l'MP3 i formati più usati (128, 160 e 192) sono già accessibili in un comodo menu, mentre per quanto riguarda l'AAC per valori superiori al 128 bisogna scegliere la voce "Ad Hoc..." dal menu del bit rate.

Importazione MP3 Importazione AAC

Qui possiamo impostare Bit Rate, VBR (solo per l'MP3), campionamento e canali. Questi ultimi è sufficiente lasciarli su "Auto", andremo unicamente a variare il bitrate. Diamo OK, chiudiamo le preferenze e finalmente possiamo importare il nostro CD audio

Anouk - Nobody's Wife (1997) - 10. Time Is A Jailer (4'06")

Formato Bit rate Dimensione
AAC 128 3.9 MB
MP3 160 4.8 MB
AAC 160 4.8MB
MP3 192 5.7 MB
Apple Lossless 24.5 MB
AIFF/WAV 41.6 MB

Cosa NON fare

Ormai l'abbiamo capito, mp3 e aac sono formati lossy (con perdita di dati). È quindi importante per chiunque voglia il massimo dalla sua musica evitare in ogni modo le conversioni da un formato compresso ad un altro. Niente conversioni da MP3 ad AAC quindi, e viceversa. Si andrebbe a sommare perdita di dati con altra perdita di dati, e il risultato è un file audio (non oso neanche chiamarlo "musica") nel quale sono più i difetti che non i vantaggi. Se proprio non è la sola alternativa rimasta, quindi, meglio tenere la musica nel formato originale al quale è stata importata.
Nella sventurata ipotesi in cui siate costretti a farlo, il trucco è semplice: nelle preferenze di iTunes impostiamo il formato nel quale vogliamo convertire la musica. Quindi facciamo ctrl-click (o click col tasto destro) sui brani che vogliamo convertire, e selezioniamo "Converti la selezione a..." dal menu che compare. Verrà creata una copia del brano nel formato voluto. Ricordatevi una volta concluse le conversioni di reimpostare le preferenze di iTunes nel formato che vorrete usare in futuro per importare i CD.

Le conclusioni

Tutto quello che avete potuto imparare leggendo questo piccolo tutorial sui formati audio e itunes deve riguardare le vostre esperienze future, non andate assolutamente a riconfertire tutta la musica che avevate caricato sul computer fin'ora. Caso mai, se ce ne fosse bisogno, potete buttarla e re-importarla dal CD. Ma capisco che la voglia cala in maniera proporzionale all'aumento del numero di dischi in questione.
...
E se dopo tutta questa lettura vi siete domandati "ma tu che formato usi allora per importare?"... beh, la risposta è AAC a 160 :-)



Data di pubblicazione: 23-12-2004
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