Analisi del presente e futuro di un successo: l'iPod
L'iPod è, senz'ombra di dubbio, il più grande
successo
della storia recente di Apple e, forse, uno dei più grandi
di
tutta la storia dell'informatica. Quasi 20 milioni di pezzi venduti con
ritmi che crescono ogni trimestre (solo nell'ultimo trimestre ne sono stati venduti oltre 5 milioni e la tendenza all'aumento in valore assoluto e relativo sembra destinata a proseguire
Oggi l'iPod è una grande famiglia felice e si compone di 3
famiglie più alcuni prodotti "particolari":
iPod Photo.
Il maggiore
della famiglia e quello in cui Apple sta investendo di più.
Una
quantità di spazio disponibile che sta diventando sempre
più grande e, obiettivamente, non riempibile esclusivamente
con
la musica. 15.000 canzoni sono davvero tante, ma 60 GB possono essere
piccoli se si comincia a lavorare con le foto e, ancora meno, se si
dovesse cominciare a lavorare con i filmati.
Jobs è stato chiaro, la gente non ha voglia di "vedere"
video
per strada, perchè, mentre ascoltare musica è
un'attività che si può fare in combinazione con
altre
occupazioni, guardare il video è qualcosa di assorbente ed
esclusivo.
Il fatto che Steve Jobs non sia più monolitico ed
inamovibile
nelle sue convinzioni, come dimostra anche il caso dell'ipod flash di
cui discuteremo più avanti, può voler dire che,
se il
mercato dovesse richiedere, davvero, un iPod capace di gestire e
mostrare video, Apple potrebbe essere lì, magari con una sua
soluzione davvero innovativa.
iPod originale e iPod U2.
Sono 2 modelli destinati ad evolversi, assorbiti dalle caratteristiche
del photo. Quanto al modello U2, si discute oramai quotidianamente di
altre possibili iniziative e di nuovi modelli speciali, tuttavia, per
ora, non è apparso nulla, quindi tutto fermo.
Quanto alle considerazioni ed alle analisi, vale quanto detto per
l'iPod Photo.
iPod Mini.
Uno degli iPod
più apprezzati, sia per le dimensioni, compatte, ma anche
per la
presenza del monitor e per una capienza, in termini di canzoni,
comunque più che sufficiente per moltissimi utenti normali
di
musica. Due versioni, lunga durata della batteria e tanti colori per
catturare il gusto di tutte le fasce di clienti e con alcune chicche,
come i comandi in tinta con l'involucro che, ancora una volta, sono
lì a dimostrare la cura di Apple per i particolari.
iPod Shuffle.
Ovvero la dimostrazione di come un prodotto, può sovvertire
le regole comuni e vendere bene facendo diventare un vantaggio
ciò che sembrava un limite. Prendete un player piccolo,
molto piccolo metteteci un visore ed avrete un'esperienza comunque
frustrante, vista la limitatezza delle dimensioni ed in più
avrete qualcosa che si può rompere più facilmente.
Eliminatelo, implementando una funzione di scelta casuale dei brani che
lo renda ancora più facile da usare e che capisca e
selezioni ciò che voi volete, metteteci un nome importante
come iPod ed ecco che le vendite schizzano.
Ma l'iPod Shuffle è molto di più, rappresenta in
moltissime cose una prima volta: il primo riproduttore musicale di Apple, ad utilizzare
una memoria flash al posto degli hard-disk utilizzati sia nei mini che
negli ipod normali. Una delle prime volte in cui Jobs ha
scelto di cambiare idea e di entrare su di un mercato precedentemente
snobbato. Il primo vero abbandono della firewire, ideata a Cupertino, a favore della USB 2.0 con tutte
le potenziali implicazioni che questo può portare, non tanto guardando al presente, quanto guardando al futuro.
iPod macinasassi, ma il
futuro?
Guardando adesso con attenzion la griglia dei prodotti offerti, la Apple sembra destinata
a mantenere la leadership nel mondo dei player musicali
per molto, molto tempo.
Questo sarebbe vero, però, se i suoi
concorrenti, pure agguerriti, fossero solo quelli legati al mondo dei
riproduttori digitali di musica, come Rio, Sony o Samsung, colossi con
cui la lotta sarà comunque aspra, ma che per ora ha visto
primeggiare l'azienda di Cupertino che, negli ultimi 12 mesi,
ha visto crescere la propria quota di mercato in termini assoluti, avendo aggiunto alla
sostanziale leadership nel settore dei riproduttori con disco rigido
interno, come gli ipod originali, mini e photo, una posizione di forza
con l'iPod Shuffle che ha da subito conquistato ampie quote di mercato
e promette di crescere ancora.
Tuttavia Apple sta per entrare in rotta di collisione con un altro
settore molto agguerrito ed alla ricerca continua di nuovi profittevoli
business, il mondo dei telefoni cellulari.
Apple ha venduto molti iPod, dal momento della prima uscita, tuttavia
sono numeri assolutamente "ridicoli" se comparati con il Miliardo e
più di telefoni cellulari già oggi in
circolazione, numero quest'ultimo che si accresce ogni anno di
centinaia di migliaia di apparecchi.
Le produttrici di telefonini, come Samsung, Nokia o Motorola sono le
possibili nuove antagoniste di Apple, visto che possono contare su una
base potenzialmente installabile molto più ampia ed alla
luce anche della continua crescita delle memorie interne dei cellulari,
sempre più indispensabili per sfruttare al meglio le nuove
tecnologie come gli MMS, i mini filmati ed altro.
Se solo l'anno scorso trovare telefoni cellulari con una memoria
espandibile era difficile, oggi è quasi la prassi,
così come sta avvenendo per le fotocamere digitali integrate
sempre più performanti ed onnipresenti.
Cellulari e non solo
all'orizzonte dell'iPod.
Apple sembra però aver appreso la lezione del passato ed ha
cominciato a muoversi alla ricerca di alleanze per evitare l'isolamento
ed il lento declino. Sul campo informatico l'accordo con HP ha aiutato,
ad oggi, molto più Apple, di quanto non abbia aiutato la
società famosa per le sue stampanti. Avere iTunes installato
su ogni macchina è un grande vantaggio anche in prospettiva.
Guardando al mondo dei cellulari Apple si è alleata con
Motorola per creare un telefono cellulare, o meglio una gamma degli
stessi, capaci di accettare le canzoni acquistate sull'iTunes Music
Store, oltre che i file musciali trattati con iTunes.
Tuttavia il problema, nel mondo della telefonia cellulare, è
che l'hardware, da solo, non basta. Acerrime nemiche di Apple sono, ad
oggi, tutte le compagnie telefoniche che vedono, nella
società di Steve Jobs, un pericoloso concorrente; infatti il
grande business della musica sui cellulari, è molto
promettente e con fortissimi potenziali di crescita, tanto da far
considerare questo utilizzo come il vero successore, in termini di
ricavi, degli SMS.
A completare un quadro non certo semplice per il futuro di Apple, in
questo difficile mondo, c'è la sempre maggior
insoddisfazione delle case discografiche per la politica scelta da
Cupertino di prezzo unico per le canzoni. Le grandi major, mai sazie
nei loro appetiti vorrebbero avere prezzi più alti per le
novità (i brani più acquistati) e prezzi
più bassi per i brani più vecchi, in sostanza,
però, si tratterebbe di aumentare il prezzo medio effettivo
delle canzoni vendute e quindi aumentare i ricavi delle grandi
compagnie.
Le compagnie telefoniche sono invece pronte ad accogliere tutte le
richieste che provenissero dal mondo delle major, visto che si parla di
un pricing per le canzoni compreso tra i 2 e i 3 euro. La forza, stando
alle dichiarazioni molto bellicose di alcuni dirigenti
è nel controllo pressochè completo dei canali
distributivi attraverso i quali i cellulari potrebbero approvvigionarsi
di musica.
Anche per questo sembra che Motorola sia stata invitata, con molta
forza, a non dare grossa enfasi e diffusione al suo "mac-phone" ovvero
il cellulare frutto del suo accordo con Apple.
E domani?
Ci sono tanti possibili sviluppi tutti possibili, probabili o anche
solo in fase di studio. A Cupertino non stanno certamente dormendo
sugli allori anche a giudicare dalle tante notizie cha arrivano ogni
giorno e riguardano, spesso, proprio gli iPod, nuove
funzionalità wireless, possibilità di riprodurre
i video, gestire le foto, stamparle direttamente sono solo alcune delle
tante idee in affinamento, al resto ci pensa Jobs.
Come andrà a finire?
Chi vivrà vedrà, per ora Apple deve continuare a
migliorare ed affinare i suoi iPod, stringere accordi per allargare le
compagnie che la supportano e vedere cosa deciderà di fare
l'unico vero ago della bilancia: il consumatore.