L'iPhone cambia le regole, anche quelle consolidate
Con l'annuncio del lancio dell'iPhone
nel Regno Unito, in
collaborazione con O2, la sfida globale di Apple può dirsi
ufficialmente iniziata.
Fino ad oggi l'iPhone era una curiosità ed un prodotto
relegato
in un solo mercato, per quanto grande esso sia, gli USA. Si
è
scritto e letto tanto sull'iPhone, sui suoi pregi, i suoi limiti, le
sue possibilità di successo e quant'altro, tuttavia quello
che
mi preme analizzare oggi è un aspetto, peculiare, del
"prodotto
iPhone" rispetto a quello dei suoi avversari ovvero: le compagnie
telefoniche PAGANO per averlo.
Apple
cambia le regole
Da sempre le regine del mercato dei cellulari, Nokia e Motorola in
testa, hanno ritenuto giusto fornire dei modelli esclusivi per i vari
operatori anche se, alla fine, tale esclusività era di breve
durata e si limitava, in molti casi, a differenze stilistiche ed a
qualche differenza tecnica rispetto agli altri modelli in
portafoglio. Questa esclusività assicurava un certo numero
di
pezzi venduti, ma non comportava nessun altro coinvolgimento dei
produttori nel flusso generato dal proprio apparecchio.
Apple con l'iPhone ha scelto una strada difficile, quella di legarsi ad
un operatore, di non far sovvenzionare il telefono, ma di prendere una
fetta più o meno grande, dei ricavi generati dal proprio
apparecchio.
Si tratta di una proposta vista come "indecente" dalla maggior parte
degli operatori, ma che, al momento, sembra aver trovato almeno 3
sottoscrittori, At&T negli USA, O2 nel Regno Unito e T-Mobile in Germania, per Apple
avere un operatore su ogni mercato è più che
sufficiente
in questa fase storica.
Perché
Apple sì e gli
altri no?
Ma perché le società telefoniche hanno accettato
(ed
altre è molto probabile accetteranno) di rinunciare a parte
dei
propri possibili ricavi in favore di Apple?
Molte risposte sono contenute in una sigla criptica ARPU, (average
revenue per user) ovvero il ricavo medio che una società
riesce
a trarre da ogni singolo utente. Apple è convinta che,
l'iPhone
unito ad una gamma di servizi esclusivi e con un abbonamento
dal
prezzo medio-alto ma che consenta all'utente di fruire pienamente del
proprio apparecchio, sia la garanzia di conquistare la parte
più
alta e quindi più appetibile del mercato.
Gli
utenti non sono tutti uguali.
Il segreto quindi sta nel numero di utenti. In mercati maturi come
quelli dell'Europa o degli Stati Uniti è estremamente
costoso e
difficile strappare clienti ai propri concorrenti, farlo ha un costo
crescente ed un beneficio, in termini di incremento marginale dei
ricavi che, con il tempo, diviene sempre meno interessante. Inoltre
benché sia importante in termini di comunicazione, poter
vantare
numeri elevati di utenti, la realtà dei conti economici dice
che, ancor più importante, è poter contare su un
elevato
numero di clienti che spendano tanto utilizzando i servizi anche
più innovativi dell'operatore e non limitandosi alle
telefonate
o agli SMS.
L'iPhone, si inserisce in questo quadro, spingendo gli utenti
più "avanzati" verso l'operatore che lo presenta, fatto
dimostratoto ampiamente già negli Stati Uniti
dall'esperienza
AT&T; la sua unicità diviene anche una garanzia di
non
"riproducibilità" dell'offerta da parte dei concorrenti,
perché Apple ha solo 1 iPhone al momento ed è
concesso in
esclusiva solo a quell'operatore con il quale in realtà si
lega
per più anni assicurandogli così anche la
disponibilità di eventuali nuove "versioni" dell'iPhone per
un
congruo periodo di tempo. Proprio la mutua esclusiva potrebbe essere
una seconda motivazione alla base della decisione delle compagnie
telefoniche di siglare questo contratto.
iPhone
ed il boomerang.
L'aver ottenuto per l'iPhone un tale flusso di ricavi extra,
potrebbe portare, nel tempo, ad una progressiva riduzione del suo
costo, con il risultato di rendere l'apparecchio sempre più
competitivo in termini di costo rispetto alle offerte proposte da
Nokia, Motorola ed altro.
Al momento però c'è un punto debole in questa
strategia,
ma è abbastanza lontano perché a Cupertino
sappiano
prepararsi per tempo, il numero di utenti di fascia alta è
limitato e non è comunque possibile conquistarli tutti, una
volta che l'operazione iniziale sia andata a buon fine cosa
farà
Apple?
Rilascerà nuove versioni dell'iPhone con caratteristiche
minori?
Cambierà approccio al mercato?
Diventerà essa stessa operatore telefonico?
Si tratta di interessanti domande, ma un po' troppo futuribili per il
momento. Per ora restano due fatti, Apple ha venduto, solo negli USA,
oltre 1 Milione di iPhone e, da Novembre sarà disponibile
anche
sul mercato del Regno Unito ed in Germania. Il resto lo dirà la storia