La storia... chi la decide?

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La storia... chi la decide?

Messaggioda palmy » sab giu 28, 2003 10:48 pm

La storia la decidono pochi grandi uomini (Alessandro Magno, Carlo Magno, Cesare etc...) oppure il popolo?

Qui può venire fuori qualcosa di interessante.
palmy
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Messaggioda Marco » dom giu 29, 2003 12:02 am

Potrei dire che i personaggi che hai citato hanno fatto la Storia perché hanno usato i propri popoli per soddisfare le loro ambizioni personali. Ma con il XX secolo e l'affermarsi delle Democrazie, le cose un po' sono cambiate, e probabilmente sono destinate a modificarsi ancora di più con passare del tempo. Tra qualche tempo saranno i popoli a decidere sempre di più del loro futuro...
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Messaggioda andreafluid » dom giu 29, 2003 4:08 am

La storia siamo noi, nessuno si senta offeso,

siamo noi questo prato di aghi sotto il cielo.

La storia siamo noi, attenzione, nessuno si senta escluso.

La storia siamo noi, siamo noi queste onde nel mare,

questo rumore che rompe il silenzio,

questo silenzio così duro da masticare.

E poi ti dicono "Tutti sono uguali,

tutti rubano alla stessa maniera".

Ma è solo un modo per convincerti

a restare chiuso dentro casa quando viene la sera.

Però la storia non si ferma davvero davanti a un portone,

la storia entra dentro le stanze, le brucia,

la storia dà torto e dà ragione.

La storia siamo noi, siamo noi che scriviamo le lettere,

siamo noi che abbiamo tutto da vincere, tutto da perdere.

E poi la gente, (perchè è la gente che fa la storia)

quando si tratta di scegliere e di andare,

te la ritrovi tutta con gli occhi aperti,

che sanno benissimo cosa fare.

Quelli che hanno letto milioni di libri

e quelli che non sanno nemmeno parlare,

ed è per questo che la storia dà i brividi,

perchè nessuno la può fermare.

La storia siamo noi, siamo noi padri e figli,

siamo noi, bella ciao, che partiamo.

La storia non ha nascondigli,

la storia non passa la mano.

La storia siamo noi, siamo noi questo piatto di grano.
andreafluid
 

Re: La storia... chi la decide?

Messaggioda andreafluid » dom giu 29, 2003 4:53 am

palmy ha scritto:La storia la decidono pochi grandi uomini (Alessandro Magno, Carlo Magno, Cesare etc...) oppure il popolo?

Qui può venire fuori qualcosa di interessante.


La storia siamo noi, nessuno si senta offeso,

siamo noi questo prato di aghi sotto il cielo.

La storia siamo noi, attenzione, nessuno si senta escluso.

La storia siamo noi, siamo noi queste onde nel mare,

questo rumore che rompe il silenzio,

questo silenzio così duro da masticare.

E poi ti dicono "Tutti sono uguali,

tutti rubano alla stessa maniera".

Ma è solo un modo per convincerti

a restare chiuso dentro casa quando viene la sera.

Però la storia non si ferma davvero davanti a un portone,

la storia entra dentro le stanze, le brucia,

la storia dà torto e dà ragione.

La storia siamo noi, siamo noi che scriviamo le lettere,

siamo noi che abbiamo tutto da vincere, tutto da perdere.

E poi la gente, (perchè è la gente che fa la storia)

quando si tratta di scegliere e di andare,

te la ritrovi tutta con gli occhi aperti,

che sanno benissimo cosa fare.

Quelli che hanno letto milioni di libri

e quelli che non sanno nemmeno parlare,

ed è per questo che la storia dà i brividi,

perchè nessuno la può fermare.

La storia siamo noi, siamo noi padri e figli,

siamo noi, bella ciao, che partiamo.

La storia non ha nascondigli,

la storia non passa la mano.

La storia siamo noi, siamo noi questo piatto di grano
andreafluid
 

Messaggioda MarioArt » dom giu 29, 2003 11:25 pm

la cosa del prato di aghi però non mi piace tanto...!!!
prova ad immaginare cosa significa camminarci sopra..:o)

...Preferisco l'erba. Quella che nasce in terreni fertili e irrigati dall'acqua. Erba che emana profumi e su cui puoi sdraiarti da solo o insieme agli altri. Rimango estasiato a guardare le nuvole che da lontano si spostano su nuovo orizzonti. Gioisco nel percepire il profumo dei fiori mentre una brezza ti accarezza i capelli scaldati dai raggi del sole... Sono curioso. Preferisco conoscere gli altri piuttosto che restare intontito di fronte ad uno specchio. Cerco la giustizia e propongo la pace. Amo sedermi di fronte a te che vuoi solo parlare. Vorrei conoscere tutti. Sono un uomo. Oggi la storia mi appartiene....


Mario√:o))
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Messaggioda andreafluid » lun giu 30, 2003 6:07 am

MarioArt ha scritto:la cosa del prato di aghi però non mi piace tanto...!!!
prova ad immaginare cosa significa camminarci sopra..:o)





In effetti dopo devi passare al pronto soccorso :D
andreafluid
 

Messaggioda MarioArt » lun giu 30, 2003 6:21 am

da qui il motivo da cui nasce - storicamente- la croce rossa...:o))
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Messaggioda baloo » lun giu 30, 2003 8:24 pm

La storia viene scritta dal vincitore, cosi' e' stato e cosi' sara' sempre.

Secondo voi se i Cartaginesi avessero vinto la guerra, come avrebbero descritto i Romani?
o se Hitler avesse vinto la guerra, come sarebbero descritti oggi i compagni?
In alcuni paesi africani la festa della liberazione coincide con la cacciata degli italiani dalle colonie.

Ma la storia non si scrive con i se, percui i romani sono sempre quelli che hanno ragione, Hitler era un dittatore che mangiava bambini a colazione e gli Italiani in Africa sono ricordati come un popolo di gente stupida e priva di spina dorsale.
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Messaggioda Giano » mer lug 09, 2003 11:28 pm

A questo riguardo consiglio di leggersi "Capitalismo e cultura materiale" di Braudel...uno splendido studio di come la storia quotidiana e la storia "dei grandi fatti" sia simbioticamente legate una all'altra, per sfuggire dagli ideologismi che impongono che esista una priorità in un senso o nell'altro. Fra l'altro io ho sembre un dubbio quando si parla di queste cose: cos'è la storia?. Da un punto di vista pragmatico uno potrebbe dire "è quella che è scritta nei libri", ma forse da un altro punto di vista potrebbe emergere che è storia anche quella che nei libri non c'è e il fatto che i vincitori non la inseriscono non significa che non sia storia, che non abbia cioè prodotto eventi sul fluire della vita umana.
Spesso si da troppo importanza a eventi singoli senza considerare le variabili di lunga durata (prezzo e quantità del grano, cambiamenti climatici, piramide demografica ad es.) che seppure non presenti nei "Libri" sono alla radice di molti fatti....Io amo pensare ai "grandi" come a dei NODI (qualcuno si ricorda Gibson? :D ) , dei punti di incontro critico di più traiettorie che unendosi in un determinato contesto e in determinato momento danno vita ad un EVENTO puntiforme.
Giano
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