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Il MacDay 2000 dalla A alla Z

Tutto quello che voleva sapere chi non ha potuto esserci

Tra le "caratteristiche" di noi utenti Apple, ve ne sono alcune che fanno impallidire qualsiasi possessore generico di Computer.
Come già detto più volte, per esempio, noi appassionati dei Computer della Mela (anche se a mio parere chiamare ancora "Computer" i nostri Macintosh inizia a suonare riduttivo) ci sentiamo far parte, rispetto agli altri, di una "comunità" vera e propria, ristretta ma fantastica, che ci rende tutti amici e sostenitori l'uno dell'altro. Per fare un paragone, è come quando si va ad un concerto del proprio cantante preferito, nel quale, durante le estenuanti ore di fila e di attese, scambiarsi due chiacchiere, o semplicemente salutarsi, diventa una cosa normale (cosa che non avviene quando si va al cinema o a fare una passeggiata in città). Questo perché tutti noi, nel profondo, sentiamo che vi è qualcosa in comune, in questo caso la passione per il Mac, che ci rende simpatica anche una persona che si incontra per caso e che non si ha mai visto prima.

Ed è stata proprio questa la sensazione che ho provato quando sono giunto all'entrata del MacDay con la mia bella maglietta nuova nuova con stampato un'immagine denominata "Absolute Apple": ho incrociato un ragazzo a sua volta con una maglia targata Apple; il saluto e il sorriso sono stati spontanei, un sorriso "complice" che sott'intendeva per entrambi un profondo rispetto e felicità l'uno per l'altro, e il pensiero "Allora non sono il solo pazzo che crede nei Mac!".

L'atmosfera di allegria è salita ancor di più quando, all'entrata, ho incontrato il mitico Andrea, webmaster de ilMac. Devo ammettere che, sia per la giornata particolare, sia per l'incontro con il gruppo, ero un po' emozionato.
Appena entrati le scena è stata fantastica: decine e decine di persone affollate intorno a dei "box" con all'interno degli iMac, di tutti i colori. Ce ne saranno stati una decina, alcuni forniti da Apple Italia, altri portati dai rispettivi proprietari. Alcuni iMac facevano girare dei giochi, altri erano collegati ad Internet. E intorno ad ognuno di essi vi erano tre, quattro persone che lo guardavano e che lo usavano.
La maggior parte di noi avevano una maglietta o un cappellino targato Apple, e la prima chiacchierata l'ho fatta con Roberto Ferrara, di Apple Italia, che ha tenuto una mini-conferenza con me ed altri ragazzi (compreso Andrea), parlandoci di come la filiale italiana si stia muovendo per far emergere le nuove macchine attraverso la loro diffusione nei grandi centri commerciali e attraverso la pubblicità sulle reti televisive. Un grande sforzo economico, visto i costi proibitivi anche di soli trenta secondi in fascia di punta su una rete Mediaset, ma che serve sicuramente perlomeno a far incusiorire chi non ha mai sentito parlare di Macintosh, anche se la pubblicità gratuita Apple se la stà già facendo visto che vi sono tantissimi spot televisivi dove viene inquadrato (ma esclusivamente perché fa "scena") un iMac con i colori attinenti al prodotto. Vedi Omnitel (iMac verde), Beghelli (blu), Circus (arancione) e via dicendo.

La conversazione tra me e Andrea è proseguita al di fuori del MacDay, nello spazio adibito nella mattinata a buffet. E tra un bicchiere di birra e uno di acqua, abbiamo fatto il punto della situazione dei grandissimi progetti che stanno per arrivare a voi, carissimi utenti de ilMac!
Poco distante abbiamo incrociato lo staff di ItaliaMac, ma non abbiamo avuto occasione di parlarci.

Al di là del resoconto vero e proprio, personalmente ho trovato questa giornata entusiasmante, perché vedere tanti appassionati del Macintosh, proveniente da ogni parte d'Italia, radunarsi tutti insieme, mi ha dato una grande allegria. Ed è l'ennesima conferma, ragazzi, che la Comunità Macintosh è un mondo a sè, che non c'entra niente con il freddo ambiente dei PC dove tutti, come pecore, vanno avanti a testa bassa senza sentirsi far parte di niente, senza aver dialogo con nessuno se non con i commessi dei vari megastore affiliati Bill Gates che tentano di rifilare la macchina di cui vogliono liberarsi dal magazzino al bambino di 12 anni che vuole giocare a Tomb Raider 8, con dietro il paparino pieno di soldi che non sa nemmeno accendere un computer (e ovviamente non sa dell'esistenza dell'iMac).
Considero sempre più i PC come una semplice scatola grigia con dentro tante cianfrusaglie.
Considero sempre più i Macintosh come un qualcosa di unico.
E la mia conclusione, forse da pazzi, è:

I MAC HANNO UN'ANIMA!

Ne sono sicuro.
Anzi... Oggi darò un nome al mio G4.

Alla prossima

P.S. Mio padre, che non ha mai toccato un computer o un videoregistratore nella sua vita, è riuscito ad accendere e ad usare il mio Mac. Segno del destino? Segno della sua semplicità?
Beh, ragazzi... Se c'è riuscito mio padre, il ragazzino di 12 anni ce la farebbe ad occhi chiusi. E forse anche noi possiamo fare qualcosa, convincendo tutte le persone che ci circondano, che il Mac è unico. Come ho fatto io con una mia amica, in procinto di acquistare un PC e ormai convinta del fatto che "I Macintosh sono belli e FORSE migliori, ma non esistono pezzi di ricambio perché "LA MACINTOSH" è in America, e se ti si rompe è un casino" (Testuali parole di un c..... della mia compagnia che spiegava perché la mia amica doveva comperare un PC e non un Mac).
Ci ho pensato io a convincerla, dicendole: "Vieni a casa mia per 2 ore. Poi puoi andare da chiunque abbia un PC e starci anche 2 giorni. Vedrai che correrai a comperarti un iMac!".
Ovviamente ora, nella stanza della mia amica, si trova un bell'iMac Grape.

Fate così anche voi, se siete veramente convinti, come me, della superiorità del vostro Mac!

Eccovi il nostro reportage fotografico cliccate qui.



Data di pubblicazione: 31-05-2000
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