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Logic Mobility

Cronaca dell'evento di Trieste con alcune foto

Abbiamo già sostenuto in altra sede la nostra opinione in relazione al ruolo dei rivenditori nella strategia messa in atto da Apple per la conquista e il mantenimento dell'utenza professionale, in ambito grafico, audio e video.
In breve abbiamo detto che tale tipo di utenza per essere seguita ha bisogno di rivenditori in grado di fornire non solo supporto tecnico software e hardware, ma anche addestramento e "soluzioni" complete.
L'utente professionale infatti è spesso talmente impegnato a seguire la sua arte che i canali alternativi, la rete, la pubblicistica, non sono normalmente in grado di fornire l'aggiornamento tempestivo che la tecnologia informatica richiede.
Inoltre, dato l'impegno economico che tale tecnologia comporta, non è superfluo richiedere al proprio rivenditore di essere qualcosa di più che un movimentatore di scatoloni.
Insomma parliamo di assistenza pre e post vendita, di investimenti da parte dei rivenditori "pro" in termini di preparazione del proprio personale e in termini di promozione.
Al di là dei soliti corsi sull'utilizzo di pacchetti software che trovano spesso nella limitata dimensione dei mercati regionali un limite alla loro puntuale diffusione, va prendendo piede sempre più l'idea del "seminario", ovvero di una formula che comprende promozione e approfondimento delle caratteristiche e delle modalità d'uso di un programma o, meglio ancora, di una offerta integrata programma-hardware-sistema operativo.
E' comprensibile quindi che per la loro natura complessa, questi eventi richiedano una buona organizzazione e notevole investimento di danaro ed energie.

Cornaca dell'evento

Il 15 giugno 2006 Apple Italia ha patrocinato al teatro Politeama Rossetti di Trieste un evento dal titolo Logic Mobility, orientato all'audio digitale, protagonisti la chitarra elettrica, GarageBand e Logic Pro i software di creatività digitale di Apple.
L'organizzazione e la logistica sono a carico e a cura del reseller locale: la Bip Computer.
Questo storico rivenditore non è nuovo a esperienze del genere, da anni organizza eventi simili anche senza il supporto di Apple. Ad esempio solo il giorno prima aveva organizzato un bellissimo seminario sul Final Cut Pro presso una locale scuola di cinematografia, coinvolgendo una cinquantina tra tecnici di ripresa, registi e professionisti del video provenienti, tra l'altro, dalla locale sede della RAI.

La cornice dell'evento in sè è stata scelta con cura, una delle sale conferenze del teatro Rossetti di Trieste, con tanto di mezza dozzina di dipendenti del teatro a nostra completa disposizione: un lusso da serata di gala!
Dotazione tecnica ai massimi livelli: oltre agli strumenti personali del chitarrista (una Fender, un MacBook Pro 15") avevamo una semplice interfaccia M-Audio Firewire 410, monitor Klein - Hummel, un postazione PowerMac G5 con monitor da 23 " con ai comandi Marco Poznajelsek e per finire un superbo proiettore JVC DLA–HD2K Extreme HD da 15.000 euro!!!
Il padrone di casa, Armando Krota di Bip Computer, introduce dopo i saluti di rito il relatore Simone Coen, esperto chitarrista ingaggiato da Apple Italia per una serie di seminari simili sul territorio nazionale: produttore, arrangiatore, programmatore, studi in America presso Musical Institute e collaborazioni con Roland Italia, Virsyn, Strumenti Musicali, Digidesign ed Emagic.

Complice un viaggio faticoso e sfortunato (troppe ore in autostrada da Milano, la prossima volta meglio partire il giorno prima o prendere l'aereo!) o forse leggermente intimidito dalla cornice del sontuoso teatro e dal pubblico di scafatissimi professionisti, inizia in ritardo e con un tono un po' troppo didascalico, con una introduzione forse superflua su quanto sia utile il computer per fare musica e su come la digitalizzazione abbia ridotto i costi e aumentato la flessibilità di tutto il processo creativo.
Nella prima mezz'ora gli spigoli vivi del relatore si fanno sentire a tal punto che alcune persone si irritano visibilmente rischiando in un paio d'occasioni l'incidente! Si ha anche la sensazione che qualche abbandono all'inizio sia una "fuga".
Mai come in questo caso il "moderatore" della serata, Armando Krota, dà fondo alle sue risorse personali, stemperando un clima che sembrava sul punto di deteriorarsi: gli artisti a volte sono così poco diplomatici!
Comunque tutto si risolve: l'interesse dell'argomento e la competenza del relatore suppliscono alla sua ruvidità, si prosegue parlando di Garage-Band illustrando le possibilità degli strumenti e degli amplificatori virtuali, dei loop forniti da Apple e del loro utilizzo in situazioni professionali: il tutto in un programma "gratuito"!
Tutto ciò ha interessato molto i pochi utenti alle prime armi presenti in sala ma ha decisamente annoiato chi questo strumento lo conosceva già, magari solo avendoci messo le mani sopra come autodidatta o leggendo le tante e facili informazioni disponibili in rete.

Interessante comunque la dimostrazione di registrazione in diretta di un loop con la chitarra e la sua "elaborazione" rallentando, velocizzando o cambiandone tempo e tonalità.
Si apre quindi una interessante parentesi tecnica sulle intrinseche caratteristiche audio del sistema operativo Apple, tali da fare di Mac OS X l'ambiente d'elezione per gli sviluppatori che possono sfruttare la bassissima latenza di Core Audio (il motore audio del sistema operativo) e la sua capacità di "unuire" virtualmente interfacce audio di tipo diverso, sincronizzando i segnali fino a creare economiche e potenti soluzioni impossibili con Windows.
La veloce, competente e chiara introduzione a Core Audio si conclude con consigli relativi alla realizzazione di una stazione di lavoro audio sia portatile che fissa (su PowerPC e Intel) compresa di relative interfacce, connessioni ed eventuali accessori ed integrazione tra gli stessi.
A questo punto i chitarristi prendono il sopravvento, Coen si sente finalmente a suo agio e inizia la parte più bella del seminario: a furor di platea viene tirata fuori una versione di Guitar Rig, non ancora disponibile in Universal Binary ma che data la brillante prestazione del MacBook Pro viene emulata agevolemente da Rosetta. E' stata la parte più bella del seminario, qui l'interazione con il pubblico ha raggiunto il massimo: chitarristi appassionati di informatica che si scambiavano domande e risposte ad un ritmo tale da lasciare i profani a metà strada: bene così!
Dulcis in fundo, dopo circa due ore e mezza, si arriva a Logic Pro, a cui purtroppo è stato davvero dedicato poco tempo, forse per direttive di Apple Italia, o forse semplicemente perché Coen non è riuscito a suddividere i tempi in modo equilibrato.
Si riesce comunque ad apprezzare la ricchezza dell'interfaccia delle applicazioni "pro" di Apple grazie alle straordinarie caratteristiche del proiettore messo a disposizione da Bip Computer: dopo aver visto all'opera un due megapixel non riuscirete più ad accettare un 800x600 per le vostre dimostrazioni!
Si fa in tempo a passare velocemente in rassegna i plug-in (tutti compatibili con Garage Band,) il sintetizzatore a modelli fisici Sculpture con cambi di timbrica in tempo reale, la batteria elettronica Ultrabeat, gli Hammond, ma anche il plug-in Guitar Amp Pro, il riverbero Space Designer e qualcosina per l'audio per il video.

Ma ormai il gentilissimo personale del teatro ci richiama all'ordine, il tempo a nostra disposizione è finito e dobbiamo andar via, resta l'idea che, data la quantità di materiale tecnico inutilizzato a bordo palco e l'impressione di una costante attesa di Marco Poznajelsek ad intervenire ci fosse molto altro pronto da tirar fuori sacrificato ad un (costoso) preambolo che si poteva evitare.
Questa suddivisione dei tempi, ha lasciato sicuramente soddisfatto chi aveva una preparazione all'audio digitale scarsa o nulla, in quanto ha scoperto come GarageBand possa fare davvero grandi cose in modo semplice ed intuitivo, mentre gli utenti professionali accorsi all'evento per sentir parlare di Logic Pro sono rimasti un po' amareggiati nell'avere poco tempo per approfondire l'argomento di loro interesse.
Teoricamente infatti l'evento era rivolto a tutti: sia utenti alle prime esperienze con l'audio e il mondo Apple, (molti musicisti che usavano Windows presenti); sia utenti di fascia professionale che hanno già cognizioni di base sull'argomento (Midi, HD Recording, Sequencer, e in genere pacchetti professionali dedicati all'audio).
C'era la possibilità di far seguire anche ai profani i successivi argomenti professionali, ma in pratica qualcosa si è perso per strada e l'evento è risultato tecnicamente sbilanciato, privilegiando l'utenza alle prime armi e sovrappesando l'aspetto "promozionale", in quanto, a parte qualche pillola o trucchetto qua e là, sono mancati gli approfondimenti che un utenza professionale si poteva aspettare legittimamente.
Le informazioni fornite dal relatore nella prima parte dell'intervento, per quanto interessanti e ben presentate, erano infatti facilmente reperibili (bastava aprire i manuali di iLife e leggerli) o seguire via linea il Keynote di presentazione della suite iLife '06 e chi ha partecipato facendosi 200 Km, poteva sperare di avere qualche informazione in più di quelle cha può ottenere facilmente in rete, o leggendo quattro pagine di manuale fornito a corredo del software.

Conclusioni

Se il rivenditore non deve essere un movimentatore di scatoloni Apple deve avere fiducia in lui: lui solo conosce la sua clientela, lui dirama gli inviti agli eventi, lui investe tempo ed energie (anche economiche, ma non solo) nella organizzazione degli eventi.
Un rivenditore come quello di Trieste dispone di competenze tali da poter gestire eventi simili in proprio anche da solo (come ha dimostrato brillantemente con Final Cut Pro) e quindi sarebbe il caso che ci fosse più coordinamento nel definire la scaletta per evitare di metterlo in imbarazzo davanti ai suoi clienti.

Quello che è dispiaciuto non è il fatto che il relatore Apple (artista più che competente e che si muoveva evidentemente su uno schema prefissato) non sia stato veloce nel capire il livello della platea che aveva davanti, ma il fatto che abbia più volte ignorato i precisi segnali che gli venivano sia dalla platea che dall'attentissimo padrone di casa. Non è la prima volta che vediamo uomini di Apple Italia essere un po' arroganti con le platee, e questo ci dispiace perché chi non conosce lo spirito che c'è nel mondo Apple potrebbe farsi un'idea sbagliata di questa bella piattaforma.
Non mettiamo minimamente in dubbio la riuscita dell'evento, è stato tutto molto bello, facciamo solo notare che forse le inerzie ad afferrare l'entità del nuovo corso strategico che Apple si è data nei confronti della utenza professionale risiedono nella gestione "burocratica" della direzione italiana.

Chi sta sul territorio conosce i clienti, chi sta in alto definisce le strategie, è necessario che Apple Italia sappia ascoltare chi mette il proprio nome di fronte alla propria clientela, per il bene di Apple e dei suoi utenti.



Data di pubblicazione: 28-06-2006
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