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Ai vertici di Apple

1 - Gli uomini chiave di Cupertino

Quando si parla dei vertici di Apple, si pensa sempre a Steve Jobs; tutt'al più la memoria richiama i tempi del garage in cui anche il buon vecchio Steve "Woz" Wozniak contava qualcosa a Cupertino. La figura e il karma di Jobs sono certamente imporanti e probabilmente determinanti per la recente rinascita di Apple, ma tutto ciò non sarebbe di certo stato possibile senza uno staff dirigenziale di prima categoria. Ecco svelati chi sono, da dove arrivano e cosa fanno gli uomini e le donne che siedono nella stanza dei bottoni, da dove, quotidianamente, cercano di prevedere e concretizzare il migliore dei mondi informatici possibili.



Steven Paul Jobs - CEO

Per gli amici semplicemente "Steve", è il fondatore di Apple insieme a Steve Wozniak, ovvero colui che 29 anni fa ha dato vita alla rivoluzione dell'informatica per tutti, decidendo audacemente di portare il personal computer al di fuori dei laboratori e delle Università. Dopo le scuole superiori ha deciso di frequentare l'università solo per qualche semestre, seguendo i corsi delle facoltà che realmente lo interessavano. Non ha mai conseguito una laurea, ma siamo certi che si è comunque laureato sul campo di battaglia della Silicon Valley.

Jobs è attualmente Chief Executive Officer (l'equivalente del nostro "amministratore delegato") di Apple dal 1999. È stato consulente esterno sedendo nel consiglio di amministrazione dal 1997 al 1998.
È il capo supremo di Apple (oltre che di Pixar) e il suo lavoro comprende la delineazione della strategia aziendale di medio-lungo periodo e, al contempo, la cura delle operazioni day-by-day. Supervisiona ogni aspetto del business, ogni prodotto, ogni dettagli; cura le alleanze strategiche e gli accordi "win-win" (che creano valore per entrambi i negoziatori) sono la sua specialità. Come ben lo ritraggono le innumerevoli biografie che sono state scritte sul suo conto, è un leader carismatico e al tempo stesso fortemente autoritario.

Il suo compenso annuo è pari a 1 $ soltanto. Ma dietro la mossa mediatica si cela un cospicuo piano di bonus legati ai risultati: possiede circa l'1,2% di Apple, ricevuto sotto forma di stock option nel corso degli anni, il cui valore attuale è pari a circa 460 milioni di dollari.





Timothy Cook - Vicepresidente esecutivo e Responsabile mondiale delle vendite

Timothy Cook è laureato in Industrial Engineering e ha conseguito un master in business administration presso l'Università di Auburn.
Prima di entrare in Apple, Cook è stato dapprima responsabile della divisione rivenditori presso Intelligent Electronics; in seguito ha rivestito la carica di vice presidente di Corporate Materials (gruppo Compaq)
Come dice il titolo, è il responsabile delle vendite a livello mondiale.

È il braccio destro di Jobs ed è stato colui al quale il CEO ha delegato la gestione di Apple nelle settimane in cui è stato operato per il tumore al pancreas. Cook gestisce e organizza le vendite mondiali ed è colui al quale tutti i manager dei Paesi in cui Apple è presente, devono rendere conto riguardo i loro risultati di attività e di mercato.

Nel 2004, il suo compenso è stato pari a circa 8,5 milioni di dollari, di cui oltre il 90% dovuti a stock option legate all'ottima performance aziendale.





Nancy Heinen - Affari Legali

È l'unica donna presente all'interno del top management di Cupertino. Ed è senz'altro la manager che meno compare sotto i riflettori dei media. La sua formazione didattica è particolarmente variegata. La Heinen ha infatti conseguito una laurea in legge e, in seguito, una laurea in psicologia, entrambe presso l'Università di Berkeley, California.

La carriera della prima donna di Apple comincia presso uno studio legale di San Francisco, dove è impiegata come apprendista. In seguito sbarca nel mondo dell'ICT: viene infatti assunta dalla Tandem Computers Incorporated, dove si occupa di affari legali per le divisioni operative della società e svolge un lavoro di consulenza per il top management. Il suo percorso lavorativo prosegue, alla fine degli anni Ottanta, in NeXT: anche qui si occupa di affari legali e svolge un lavoro di segretariato per il consiglio di amministrazione, oltre a coordinare il team di giuristi dell'impresa di Jobs.

Si è occupata inoltre delle pianificazione dello sbarco in Borsa di NexT (poi mai avvenuto) ed ha rivestito un ruolo chiave nella gestione dell'acquisizione della società da parte di Apple nel 1997. Grazie al successivo insediamento di Steve Jobs a Cupertino, la Henien è stata invitata a seguire il CEO nella sua seconda avventura in Apple, dove attualmente supervisiona gli affari legali societari.

 

 

Ronald B. Johnson - vice presidente Retail

Dopo il liceo si iscrive all'università di Standford dove consegue una laurea in economia. Ma il giovane Ron, volendo approfondire la tematiche inerenti all'economia e la gestione aziendale, prosegue gli studi ottenendo un Master in Business Administration presso la prestigiosissima università di Harvard.

Prima di entrare in Apple, Johnson ha ricoperto diverse posizioni a livello dirigenziale presso Target Corporation, nella quale ha fatto carriera fino a diventare Vice Presidente del Merchandising. Johnson ha grandi capacità nella gestione e nell'ideazione di nuove iniziative di branding per i grandi gruppi; alle aziende per cui ha lavorato, negli anni, ha sempre garantito elevati ritorni in termini di crescita di fatturato: che si trattasse di cosmetica, di linee di abbigliamento o di gioelli. Tra i suoi 15 anni di esperienza prima dell'arrivo a Cupertino, si segnala il fatto che ha condotto al successo il team che ha lanciato gli esclusivi prodotti firmati "Michael Graves", una società statunitense di interior design.

Il suo arrivo in Apple è datato gennaio 2000, ed è da subito ingaggiato come vice presidente del Retail: si tratta quindi dell'uomo che è responsabile della strategia degli Apple Store, nonché dei loro risultati e dell'operatività. Se e quando sarà aperto un Apple Store nella nostra penisola, dipenderà il larga parte dalle decisioni di Ron. Ora sapete a chi inoltrare un'accorata richiesta...

Nel 2004, introiti di tutto rispetto anche per Johnson: circa 7 milioni di dollari tra stipendio, bonus e stock option.



Leggi la Seconda Parte .

NeXT: scopri che cos'era.

Data di pubblicazione: 29-09-2005

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