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Net Economy: vecchia teoria per nuovi scenari

I ferri vecchi dell'economista all'epoca di internet

L'economia moderna è fortemente caratterizzata dalla velocità con cui possono essere trasmesse le informazioni.
Il computer prima e internet poi hanno cambiato il nostro modo di vivere e di vedere l'economia.
Internet in particolare ha rappresentato una tale accelerazione nella velocità del comunicare che è stata giustamente salutata come una innovazione radicale nel modo di rendere disponibili e gestire le informazioni.
Sono nate di conseguenza nuove industrie, nuovi mercati e nuove imprese.
Il boom dei corsi azionari degli ultimi anni, l'esplosione della "bolla di interent", la nascita di tanti "guru" della borsa, hanno creato però molta confusione attorno a quella che viene definita la "Net Economy"

Gli strumenti dell'economista

Ciò nonostante l'analisi dell' economia dell'informazione si basa sostanzialmente sugli stessi strumenti teorici che consentirono oltre cent'anni fa di fare fronte negli Stati Uniti all'emergenza legata alla nascita dei grandi monopoli (acciao, petrolio, ferrovie), da un lato approfondendo il concetto di monopolio naturale, dall'altro dando alla luce la tuttora efficiente legge antitrust americana.
Chi si opponeva alle novità normative introdotte con lo Sherman Act del 1890, la fondamentale e insuperata legge antitrust degli Stati Uniti, lo faceva sostanzialmente con le stesse ragioni con cui Bill Gates ha difeso, con successo, il dominio di Microsoft Windows sul mercato dei sistemi operativi.
Ovvero con solide argomentazioni sulla natura del monopolio, sulla profittabilità degli investimenti, sul rischio d'impresa.
Può non piacere, si può non essere d'accordo, ma è questo il motivo per cui, pur riconoscendo l'abuso di posizione dominante da parte di Microsoft, il giudice americano, pur sanzionando la società di Bill Gates, non ne ha decretato lo "spezzettamento" come invece era stato deciso per il monopolista telefonico Bell, poche decine di anni prima.
Approffondiremo questi casi con calma, per ora basti che le regole dell'economia sono le stesse per Internet e per il telegrafo, per il computer e per l'automobile: si parla di competizione e lotta per l'affermazione degli standard, sostanzialmente.
E meno che meno cambiano gli strumenti dell'economista: un approccio rigoroso, prudente, una analisi attenta sulla natura e sui confini del mercato di cui si tratta, un approccio basato sulla lettura competitiva.
Quest'ultimo in particolare si basa sulla "teoria dei giochi": ne riparleremo!

Di cosa stiamo parlando?

Un'altra premessa è quella su cosa intendiamo per economia di internet, economia dell'informatica o economia dell'informazione.
Usando una accezione molto ampia del termine, informazione è tutto ciò che può essere digitalizzato, ovvero rappresentato come sequenza di bit: testi, immagini, musica e filmati. Ma anche quotazioni di borsa, estratti conto bancari, programmi applicativi e sistemi operativi, pagine web, videogiochi, libri e punteggi di partite di calcio.
Una definizione più ampia può far partire l'economia dell'informazione dalla nascita della scrittura, 6.000 anni fa, una più ristretta la potrà far partire dalla nascita di internet, pochissimi anni fa.
A seconda dell'approccio avremo una definizione troppo estesa, inutile, o una troppo ristretta, incompleta.
Sarà nostra premura quindi specificare per quanto possibile tutte le volte il mercato di cui stiamo parlando e la definizione di economia del'linformazione a cui ci stiamo riferendo: grosso modo parleremo o di quello che è successo negli ultimi 150 anni o di quello che è successo negli ultimi 30, confrontando l'analisi economica "classica" con quella più riferita a internet: scopriremo interessanti analogie e vedremo come il passato possa aiutare l'economista a cercar di capire il presente e prevedere il futuro.

Dove andremo a parare?

Il nostro scopo sarà quello di condividere, lungo un percorso lungo e a volte irregolare, quel poco che sappiamo dell'Economia all'epoca di Internet.
Cercheremo di capire cosa sta succedendo in questa fase "nascente" dell'economia della rete, con un occhio di riguardo alla nostra amata Apple, al nostro amato e odiato Steve Jobs e ad altre interessanti e utili piccole ditte: Microsoft, Intel, Disney, Sony, Pixar etc., tutte ormai legate fra loro a filo doppio in una danza di alleaze e competizioni; cooperazioni e antagonismi.
Cercheremo insomma di mantenere la rotta, cercando di capire come funziona la bussola e, perchè no, proveremo a scoprire l'isola del tesoro...


Data di pubblicazione: 03-04-2006
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