Percorso: ilMac.net > Economia digitale > Archivio > La bolla si è sgonfiata


La bolla si è sgonfiata

La New Economy è finita?

Sembrava che quei rialzi euforici che hanno caratterizzato gli indici dei titoli tecnologici tra dicembre '99 e marzo 2000, non dovessero avere fine. Ora, al contrario pare che il Nasdaq non riesca a trovare il fondo dal quale ripartire: l'indice Hi-Tech di Wall Street infatti, dagli oltre 5.000 punti di marzo, è sceso, davanti all'incredulità di molti, sotto i 2.600. Ora, dopo le confortevoli dichiarazioni di Alan Greenspan, presidente della Federal Reserve, pare essersi stabilizzato tra i 2.700 e i 2.800. É stato un crollo di grande portata, che naturalmente ha scatenato la fantasia degli investitori: durante i giorni di ribasso più consistente, non era difficile trovare in giro nei forum e nei newsgroup di finanza, messaggi di panico che paragonassero la situazione a quella del crollo di Wall Street del '29...
In questi ultimi giorni invece, sembra di non respirare più quella pesante aria di crollo. C'é, al contrario, attesa. Già, perché in Borsa il rally natalizio, il classico rialzo di fine anno, è quasi un rito, così come è consuetudine il crollo autunnale. Gli investitori appaiono scoraggiati, hanno paura di un ulteriore crollo oppure di una lunga fase di "mercato piatto", cioè né al rialzo né al ribasso. Titoli plurilodati la scorsa primavera, come Yahoo!, AOL, e Oracle al Nasdaq e Seat-Tin.it.. e Tiscali in Italia, in questi mesi sono stati considerati quasi "carta straccia" dalla più parte degli analisti. Molto probabilmente, Yahoo! a gennaio 2000, a oltre 240 $ ad azione era sopravvalutata, ma possiamo dire lo stesso ora, che ha macinato utili più alti di quanto gli analisti si aspettassero e che vale solo 36 $? Direi proprio di no. Questa correzione salutare ci doveva essere. Certo, erano davvero pochi quelli analisti che l'avevano prevista di tale portata. Come al solito, coloro che in un mercato euforico al rialzo, hanno opinioni negative, vengono demonizzati: chi ci credeva al Nasdaq a 2.600 punti quando quotava 4.500 e saliva del 3-5% quotidiano? Ben pochi.

E proprio davanti all'incredulità degli investitori, si consumano forti ribassi. Lo stesso, in maniera opposta, accade ora. Con il sentiment depresso, il giudizio di BUY (cioè acquistare un titolo) su un titolo del settore TMT (cioè Tecnologia, Media e Telefonia), non fa più notizia: si stenta a credere che il Nasdaq possa risalire in maniera sostanziosa. La New Economy, il mito del guadagno facile con le IPO, dei titoli miniera d'oro, sembrano essersi dissolti. Ma i titoli legati alla Net Economy, l'economia della Rete, sono davvero da vendere a piene mani o da non comprare? Dipende. Questo crollo è stato generalizzato su tutto il settore TMT. La ripresa sono convinto che ci sarà, ma sarà selettiva. Una piccola parte (i pochi analisti che credono nel rialzo a breve ritengono che essa sarà un 20-30%) dei titoli rivedrà, nel medio-lungo periodo i vecchi massimi. Ma la gran parte delle aziende, purtroppo sono destinate a fallire o, al più, ad essere acquisite da quell'élite di società che diverranno i leaders. Queste naturalmente saranno le società i cui titoli, nel medio-lungo periodo, raddoppieranno, triplicheranno il proprio valore a partire dai prezzi stracciati di adesso.

La situazione che si è venuta a creare per molti titoli è paradossale. Emblematici sono , per l'Italia, i casi Seat-Tin.it.. e Tiscali, solo a marzo scorso etichettate come le "regine della New Economy nostrana". Furono ammirevoli le performance di entrambi i titoli tra l'inverno scorso e la primavera 2000. Così come il loro crollo è degno di nota. Seat-Tin.it.., crollata dai 7 ai 2,60 euro. Tuttavia entrambi i management delle società, durante questi mesi di mercato depresso, hanno fatto molto. Seat-Tin.it, negli ultimi 8 mesi, ha acquisito molte società, i suoi acquisti più rilevanti sono: TELEGATE, società tedesca di elenchi telefonici, Thomson Directories, ovvero le Pagine Gialle inglesi, la rete televisiva TeleMonteCarlo e MONDUS, società legata al B2B (Business To Business) estero e che raggiunge oltre 150 mila imprese. In tale maniera la società ha confermato la sua volontà di rafforzarsi nei settori B2B (Business tra le imprese) e B2C (e-commerce dal portale al consumatore). Investimenti, che nel lungo periodo daranno ottimi frutti, dato che le stime vedono il settore B2B in Europa con un tasso di crescita percentuale a quattro cifre.
Tiscali, é crollata di quasi l'80% dai massimi di marzo, ma a differenza di allora, dopo aver stretto un accordo con la cinese Hutchinson, è riuscita a conquistare una delle desiderate licenze per i cellulari UMTS, oltre ad aver acquisito molti ISP esteri.

L'importanza della licenza UMTS....
Nel giro di 5 anni, almeno il 50% degli utenti, non userà il classico computer desktop per navigare nella Rete, bensì si svilupperà l'idea di una Internet onnipresente, e accessibile con sempre più "aggeggi". Ci saranno di certo i desktop, i portatili, ma anche la Web-TV e soprattutto i cellulari UMTS. Con i supercellulari del futuro, potremo fare cose impensabili con quelli attuali. Infatti la velocità di trasmissione sarà 40 volte superiore a quella degli attuali modem. Oltre a poterci permettere una velocissima navigazione tra pagine HTML con immagini, suoni e filmati, potremo videotelefonare ma non a una sola persona, bensì si potranno fare delle vere e proprie videoconferenza on the road, grazie alla mini-videocamera incorporata. Sarà quindi un terminale multimediale anni luce lontano dagli attuali WAP che permettono solo la navigazione in siti dedicati e composti di solo testo. Quindi, a mio parere, le aziende New Economy che si sono aggiudicate la licenza, hanno già un piede nel futuro.

... e della BroadBand
Di certo roseo il futuro per le aziende che si occupano di fornire accesso alla Rete ad altissima velocità: BroadCom al Nasdaq ed e.Biscom al Nuovo Mercato italiano. Esse stanno costruendo le fondamenta della Nuova Internet, che non sarà più fatta di attese per il loading delle pagine, né di solo testo-immagini, ma di pagine visualizzate con mezzo secondo di attesa, di mp3 che vanno in playing mentre vengono scaricati, di video streaming, di realtà virtuale sempre più realistica. Naturalmente, prima che tutto ciò sarà realtà quotidiana e le Net Companies guadagneranno dalla New Internet, ci passeranno 3-4 anni, ma si sa, la Borsa sconta in anticipo...



Data di pubblicazione: 11-10-2000
L'intero contenuto di questo sito è © dal 1998 del Team di ilMac.net, è vietata ogni riproduzione senza il consenso scritto da parte degli autori.