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La crisi è in agguato

Perché Apple è nuovamente a rischio

C'è una parola che da oltre 2 anni sembrava sparita dall'orizzonte di Apple: CRISI. Purtroppo non sempre le cose vanno come vorremmo anche se le nostre azioni sono state le migliori possibili. Quando vi è una crisi all'orizzonte non vi è migliore strategia che prenderne coscienza e predisporre adeguate contromisure; il problema oggi è che nessuno a Cupertino, tanto meno Steve Jobs, ha voglia o tempo di guardare la realtà così come essa si presenta.
Perché dico che Apple è a rischio? Perché è ciò che sento in questo momento. In altre occasioni ho dato atto alla società di Cupertino per le intuizioni corrette, per le scelte coraggiose ed impopolari, per le macchine belle (iMac) e veloci (PB e G4) rilasciate sul mercato; allo stesso modo voglio evidenziare i principali errori e le decisioni errate che, unite alle situazioni che Apple non è oggettivamente in grado di controllare, ne minano non solo la profittabilità di breve periodo, ma la possibilità stessa di rimanere competitiva nel lungo periodo ricacciandola, nuovamente, in quella crisi da cui è faticosamente venuta fuori negli ultimi 2 anni.

Tutto nasce dallo spaventoso ritardo accumulato da Apple nel rilascio di MacOS X; il nuovo sistema operativo sembra essere diventato l'unico mezzo capace di far risorgere davvero Apple, ridandole quella centralità nel mercato dell'informatica e quella leadership tecnologia e di innovazione un po' appannata, peccato che il progetto accusi ritardi sempre più preoccupanti. Naturalmente i guai non vengono mai da soli, infatti il ritardo del nuovo sistema non sarebbe stato così grave se due degli alleati più forti di Apple, Motorola ed IBM, non avessero "divorziato" nello sviluppo dei nuovi Chip PowerPC finendo per "rallentare" fino quasi ad arrestare lo sviluppo della piattaforma. E' passato quasi un anno dal rilascio del G4 e della nuova "velocity engine", conosciuta anche come Altivec; bene quella che sembrava la migliore arma per riconquistare interessanti quote di mercato muovendo alla conquista dei mercati del video digitale ed altri mercati affini, si è ben presto trasformata in un pericolossisimo boomerang.
Prima l'incapacità di Motorola di produrre i chip G4 a 500 MHz, poi gli enormi ritardi nella produzione dei microprocessori, infine, le difficoltà, ancora non risolte, per portare i G4 oltre la soglia dei 500 MHz; a questo aggiungiamo una voce che circola insistentemente da alcuni giorni nella quale si afferma che lo sviluppo del successore della serie G4, il G4+ è in forte ritardo sulla tabella di marcia e potrebbe vedere la luce solo verso la fine dell'anno ed anche il G5, il processore di nuova generazione, subirà un ritardo. Le difficoltà nella macchine di fascia alta hanno avuto ripercussioni anche sulle macchine di fascia inferiore come gli iMac o i PB. Infatti, sebbene sembri oramai certo che Apple disponga di processori G3 da oltre 500 MHz, non può utilizzarli sulle macchine di fascia bassa per evitare di confondere i propri utenti e "cannibalizzare" le vendite dei G4; inoltre Apple ha deciso, da tempo, di puntare su Altivec ragion per cui deve spingere, al massimo, sui G4.
Il risultato di questa catena di eventi è la decisione di Jobs di giocare al MacWorld la carta della disperazione, rilasciando delle macchine multiprocessore, per giunta ad un prezzo pari a quello delle vecchie macchine, rinunciando a lucrare sul normale sovrapprezzo richiesto per configurazioni a più processori. La decisione appare dettata solo dalla necessità di contrastare l'attacco degli Intel-compatibili e di allentare la pressione su Motorola ed IBM. Peccato che un multiprocessore senza un sistema operativo adeguato e MacOS 9 non lo è, non offra un grande incremento di prestazioni. Forse a Cupertino si stanno ancora mangiando le mani per non aver presentato MacOS X a tempo debito.

Insomma le cose stanno così, Apple si avvia ad affrontare la stagione dei regali natalizi e degli acquisti delle aziende nella peggiore condizione in cui si sia mai trovata nell'era Jobs; il nuovo PowerMac Cube, i nuovi iMac ed i G4 multiprocessore hanno il difficile compito di convincere gli utenti a credere in una piattaforma che, benché progredisca molto nell'ingegnerizzazione dei componenti e delle macchine è ferma sul lato tecnologico. Anche un rilascio di una buona Beta di MacOS X, capace di far vedere le potenzialità del nuovo sistem e delle nuove macchine multiprocessore potrà servire ad evitare la perdita di clienti, ma occorre che la Beta sia rilasciata prima della fine dell'estate, altrimenti si metterà davvero male. Nel frattempo speriamo che IBM e Motorola si sveglino e si mettano a produrre microchip più veloci è più di un anno che aspettiamo.

Prima di concludere un'ultima nota: io considero le macchine rilasciate a NewYork delle splendide macchine ed a Settembre dovrei avere sulla scrivania un fiammante Cube. Spero solo che Apple faccia il suo dovere e rilasci X per permettermi di godermelo al meglio.


Data di pubblicazione: 31-07-2000

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