Apple, oggi, capitalizza circa 70 miliardi di dollari. Gli analisti
calcolano che, circa metà di questo valore deriva proviene dalla divisione
iPod, che oltre ai lettori mp3, è centro di realizzazione e vendita di
accessori e servizi musicali. E la provenienza del fatturato è li a dimostrarlo.
L'azionariato
Al momento non vi è alcun singolo azionista che detenga una cospicua maggioranza
relativa delle azioni. Infatti Apple è una public company, una società
ad azionariato diffuso. I tre principali shareholder, al 30 giugno 2006 risultano
essere FMR Corporation (7,29%), AXA (7,26%) e Barclyas Global
Investors UK Holding (4,82%). È fantafinanza, certo. Ma non è
impossibile che un raider, una società ricca di liquidità oppure
capace a indebitarsi fortemente, possa realizzare un leveraged buy-out
su Apple. Un LBO è un'operazione che consiste nel lancio di un'offerta
mirata acquisire la maggioranza assoluta delle azioni sul mercato, dopo aver costituito
una società ad hoc per la scalata ed averla fortemente indebitata per pagare
le azioni. Lanciare un'offerta d'acquisto sul 50,1% di Apple,
oggi,costerebbe 35,7 miliardi di dollari. Considerando il premio
da riconoscere agli azionisti affinchè si convincano a cedere le azioni
in OPA si arriva ad un costo totale di 41 miliardi di dollari.
Chiamiamo "Raider Holding" l'ipotetica società costituita per lanciare la scalata ad Apple. Ipotizziamo ora che l'acquisizione avvenga totalmente facendo ricorso al debito. Terminata la scalata, il nostro raider si troverà con, in attivo, il 50,1% azioni Apple e 41 mld debiti. Tanti, vanno ridotti: vediamo come.
Come ridurre i debiti: primo passo, la liquidità
Apple ha in cassa, circa 9 mld di dollari di liquidità. Potrebbero essere distribuiti come dividendo straordinario agli azionisti. Così la Raider Holding ne incassaerebbe circa 4,5 miliardi e porterebbe il debito a 36,5 mld. Il resto andrebbe agli altri azionisti di minoranza, pro quota.
Come ridurre i debiti: secondo passo, la divisione iPod
Come ho anticipato prima, metà del valore delle azioni Apple è imputabile alla divisione iPod. Perchè non quotare la iPod division al Nasdaq per valorizzarla ulteriormente? È noto, infatti, che al momento di spin-off e di conferimento di un'autonomia societaria, il valore delle divisioni aumenta. Considerando anche l'immagine di cui gode il player più popolare del mondo, risparmiatori, fondi e analisti, sono convinto che la valorizzeranno non meno di 40 mld di dollari. Ipotizzando ora di effettuare un collocamento al Nasdaq del 45% delle azioni della divisione, si porterebbero nelle casse di Cupertino 18 miliardi di dollari.
Dopo questa operazione, "Raider Holding" deterrebbe il 50,1% di Apple,
che a sua volta controllerebbe il 55% della divisione iPod. Il tutto, con un
indebitamento di 10,5 miliardi di dollari.
Il cash flow di Apple è imponente. E gli utili netti non sono da meno:
sottratti i costi per gli investimenti, ammortamenti e Ricerca & Sviluppo,
attualmente Apple viaggia con utili trimestrali di oltre 450 milioni
di dollari, che significa 1,8 miliardi di dollari
all'anno. Largamente sufficienti per coprire il servizio del debito in termini
di quota capitale ed interessi. Apple è gestita egregiamente dal punto
di vista economico-finanziario. Le sue riserve di liquidità ne sono prova
tangibile. È chiaro che un'operazione di questo tipo, qualora fosse attuata,
comporterebbe, nel lungo periodo una politica aziendale improntata alla spremitura
degli asset, privilegiando il pagamento degli interessi sul debito rispetto
ad aspetti più importanti per il cliente, quali il design dei prodotti
e l'innovazione. Non auspico di certo una scalata di questo tipo, né
tantomeno l'estromissione dell'attuale consiglio d'amministrazione. Ho semplicemente
voluto dimostrare, conti alla mano, che Apple è davvero a rischio scalata.
Con un'operazione che consentirebbe, sia di mantenere in vita l'attuale struttura
aziendale, che di remunerare l'eventuale raider. L'aspetto notevole è
che, nella mia ipotesi ho esemplificato il caso di un raider effettui un'operazione
di natura puramente finanziaria e senza alcun tipo di sinergia industriale.
E, soprattutto, senza l'investimento di un dollaro. Provate ora ad ipotizzare
che l'OPA venga lanciata da un operatore del settore hi-tech che sia interessato
anche a partnership tecnologiche con Cupertino e che sia anche portatore di
liquidità. Vi renderete conto di quanto Apple sia a rischio di scalata
ostile.